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Categorie: Dilettanti - Serie D

Giovanni Esposito: "Quest'anno siamo stati una famiglia"

Il vice-capitano dell'Aprilia si esprime su quanto fatto dalla sua squadra nel corso del campionato che si sta per chiudere



Giovanni Esposito. Foto di Fabrizio MelocchiGiovanni Esposito è il più esperto della rosa dell’Aprilia di quest’anno e uno dei tre elementi nati negli anni ’80 (classe ’85). Oltre che perno della difesa pontina è sicuramente uno dei pilastri dello spogliatoio delle rondinelle. A lui abbiamo chiesto alcune impressioni sulla stagione ed altri argomenti.

Qual è stata la prima impressione i giovani della rosa e come li hai visti crescere durante l’arco della stagione?

Ho avuto subito un’ottima impressione per la loro costanza ed attenzione negli allenamenti. Anche il mister è stato bravo a tenerli sempre sulla corda. Sono stati loro la vera arma in più nel nostro campionato: in campo erano la maggioranza rispetto a noi meno giovani. Devo fargli i complimenti perché hanno fatto davvero un grande campionato.

Tu che sei stato già ad Aprilia (stagione 2011/2012, ndr) che differenze hai trovato rispetto a questa nuova esperienza?

Quando sono arrivato qui era un anno particolare perché era il primo tra i professionisti e non si sapeva dove quella squadra potesse arrivare. Devo però dire che la rosa aveva molta qualità e, infatti, partiti per salvarci siamo arrivati fino ai play-off grazie anche all’ottimo lavoro di mister Vivarini. Ma quest’anno siamo stati una famiglia: in questo campionato tutti lottavano per i compagni. Mentre tre anni si faceva affidamento più sulle qualità dei singoli, quest’anno siamo stati più squadra.

Che cosa ha spinto uno con la tua carriera ad accettare l’ambizioso progetto dell’Aprilia di creare una squadra formata principalmente di giovani?

Io mi metto sempre in gioco. Basta vedere lo scorso anno: sono sceso dalla Lega Pro all’Eccellenza per non rimanere fermo un anno, perché quando ti fermi fai fatica a tornare a certi livelli. Ma sono molto contento di aver fatto questa scelta, siamo andati oltre le più rosee aspettative. Spero che il prossimo anno si riparta da queste base, riuscendo ad immettere un pizzico in più di qualità ampliando la rosa per poter fare un eccellente campionato. La città però non ha risposto come pensavo: nonostante siamo stati nelle parti alte della classifica per gran parte del torneo, la domenica allo stadio non si è mai vista molta gente. Non so spiegarmelo. Ma è l’unico aspetto negativo di quest’anno. Spero che l’anno prossimo ci sarà più calore.

Se il gruppo di quest’anno fosse confermato in blocco, quali sarebbero le sue prospettive?

Sicuramente sarebbe un gruppo con maggiori certezze già dall’inizio. I ragazzi del ’95, ’96 e ’97 avrebbero un anno in più di esperienza e con l’innesto di qualche elemento di esperienza se la potrà giocare con chiunque. Nel campionato di Serie D serve organizzazione, cattiveria agonistica e motivazioni, cose che questa squadre già possiede in abbondanza.

Il tuo campionato com’è stato?

Potevo fare meglio, c’è sempre da migliorare in qualsiasi categoria. Ho fatto 6 gol e penso di avere contribuito alla salvezza. Recrimino per qualche leggerezza in campo, soprattutto per le giornate di squalifica, arrivate per demerito mio  e anche per qualche svista arbitrale. Tra questo e gli infortuni ho saltato una decina di partite e mi dispiace. Però la considero un’annata positiva sia per me che per la squadra.