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Giubileo straordinario, ecco il logo ufficiale

Procedono con entusiasmo e solerzia i preparativi per la celebrazione dell’Anno Santo della Misericordia; Marko Rupnik ha preparato il logo ufficiale dell’evento



Il logo del GiubileoMancano soli sette mesi all’apertura della Porta Santa e l’inizio del Giubileo straordinario e procede a ritmo serrato la preparazione di tutte le celebrazioni che andranno a completare il programma ufficiale; in tale fase non poteva mancare la preparazione di un logo ufficiale che rappresentasse l’evento in maniera potentemente simbolica. Sintesi del motto che accompagnerà il Giubileo -  “Misericordiosi come il Padre”, brano tratto dal Vangelo di Luca cap.6-36 – lo stemma offre una spiegazione teologicamente completa del tema della Misericordia, mostrando l’immagine di un uomo che si carica un altro uomo sulle spalle, evidente citazione delle Parabole del Buon Samaritano e del Buon Pastore, quali prefigurazioni di Cristo – la cui immagine è resa evidente dall’aureola crociata e dalle stigmate - e della sua missione salvifica concretizzatasi con la passione, morte e risurrezione. Anche i tre cerchi concentrici, ruotanti intorno al gruppo di figure centrale, hanno un senso: caratterizzati da altrettante tinte di colore azzurro, via via più chiaro, ricordano il movimento compiuto da Cristo nel portare l’uomo dalla condizione di peccato e di morte ad una condizione di vita e di grazia; tutti e tre sono informa di mandorla, tema caro all’iconografia cristologica medievale, che vuole rimarcare le due nature di Gesù, umana e divina. Un logo che è dunque assai saturo di significati e dal quale emerge in maniera chiara anche il concetto di Perdono che Papa Francesco sta ribadendo più e più volte sin dall’inizio del suo pontificato. La preparazione del logo si deve a Marco I. Rupnik, sacerdote, teologo e artista di origine slovena, appartenente all’ordine dei gesuiti. Sessantunenne, Direttore del Centro Aletti, Rupnik è noto in tutto il mondo soprattutto per essere l’autore di tutta una teoria di mosaici che si lasciano ammirare in numerosi edifici di culto antichi e moderni, presenti in Italia ed all’estero; tra le sue opere più importanti basta citare il grande mosaico che riveste la Basilica portoghese della Trinità a Fatima, il rivestimento musivo della Cripta di San Pio a San Giovanni Rotondo nel foggiano, le istallazioni a mosaico che completano  il Santuario francese di Lourdes e naturalmente la sua opera più famosa, la Cappella “Redemptoris Mater” nel Palazzo Apostolico Vaticano, all’interno della quale l’artista ha segnato il contributo moderno alla millenaria presenza artistica presso la Santa Sede, attraverso una realizzazione che racconta la storia della salvezza istoriando completamente quattro pareti.