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Gomorra vs Don Matteo, una battaglia a suon di fiction tra Sky e Rai

La serie tratta dal libro di Saviano, venduta già in oltre 50 paesi al mondo, non riesce a conquistare la Rai che non risparmia le critiche e continua ad appellarsi agli eroi buoni



Image title“Sta senza pensier”, è questo il tormentone dell’estate 2014 e sembrano averlo capito anche i The Jackal, il duo che ha messo in scena sul web la parodia della fiction, “Gli effetti di Gomorra sulla gente”. “Gomorra – La serie”, ha esordito su Sky il 6 maggio e le ultime due puntate andate in onda il 10 giugno hanno incollato a Sky Atlantic Sky Cinema 850 mila spettatori medi, con uno share del 3% e una permanenza che ha sfiorato il 90%. La serie, composta da dodici puntate di un’ora, è tratta dal best seller di Roberto Saviano che ha venduto oltre 10 milioni di copie in tutto il mondo. Stefano Sollima racconta in modo magistrale le vicende del clan Savastano, una delle organizzazioni più potenti ed influenti di tutto il Napoletano. All'estero la serie viene venduta con il nome "Gomorrah", una lettera in più ma il risultato rimane invariato: critica e spettatori entusiasti e boom di ascolti. «Gomorrah non è distante dalla Baltimora del superlativo The Wire o dalla Brooklyn di Quei bravi ragazzi di Scorsese», questa la recensione del The Guardian. Una serie che appassiona sia coloro che conoscono già quella realtà, quelli che si affacciano alle finestre e rivivono sotto i loro occhi le stesse scene viste in tv; sia coloro che invece pensavano che la mafia non li riguardasse e vengono così travolti e lasciati con il fiato in sospeso fino alla puntata successiva. In Gomorra i valori sono mostrati tramite lo specchio distorto della mafia. Lo straordinario successo ottenuto dalla serie tuttavia non sembra far cambiare idea al direttore generale della Rai Luigi Gubitosi: “A volte ci accusano di buonismo, ma io trovo terribile una fiction in cui il criminale diventa un esempio, 'figo' come direbbero i giovani. Il ruolo della Rai è quello di aiutare a combattere la criminalità cercando di creare consenso attorno al lavoro della polizia e delle altre forze dell'ordine. Vedere un membro della banda della Magliana che ha successo è una cosa sbagliata, come sbagliato è il messaggio che si dà soprattutto ai soggetti più fragili della società. Da noi, in Rai, non lo vedrete mai”. Il pensiero della Rai è chiaro ed espresso senza mezzi termini: si vogliono proporre personaggi positivi ed eroi in cui identificarsi. Dalla parte opposta della barricata abbiamo infatti Don Matteo, format andato in onda per la prima volta il 7 gennaio 2000 su Rai Uno ed arrivato oggi alla nona serie. Don Matteo, gentile e disponibile verso tutti, ha un innato talento per le indagini e riesce ad intrufolarsi e risolvere i casi dei carabinieri grazie ad un indizio decisivo. Possiamo forse parlare di serie più a portata delle famiglie per la Rai e serie “d’élite” per Sky, ma nonostante le diverse linee editoriali adottate l’ultima parola spetta sempre ai telespettatori. Voi per chi parteggiate ..buoni o cattivi?