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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

Greco e l'Audace rivelazione: "Il ds Guidi? E' stato un pazzo..."

Parla l'allenatore giocatore dell'Empolitana, terza nel girone B con dieci punti: "Mai avrei pensato di allenare a ventisette anni. Il rapporto con i compagni? Lotto al loro fianco"



Trovarsi a fare l'allenatore giocatore, in maniera del tutto inaspettata, a soli ventisette anni: è la storia curiosa di Daniele Greco, calciatore classe 1988 con una carriera di buon livello alle spalle, tutta tra Serie C1 e C2 tranne una parentesi in D con il Palestrina. La scorsa stagione aveva deciso di scendere in Eccellenza, al Real Monterosi, per dedicarsi allo studio e continuare a giocare: una categoria dove il centrocampista può fare la differenza, senza troppi patemi d'animo. Il ds Marco Guidi quest'estate lo ha convinto ad accettare di giocare a Genazzano, ma quando c'è stata la seconda separazione con il tecnico Marco Rosa prima dell'avvio di campionato, ecco la “pazza” richiesta del dirigente: “Te la senti di guidare la squadra? Sarai la mia scommessa...”. Daniele aveva ottenuto il patentino a giugno, perché un domani ancora lontano gli sarebbe piaciuto allenare. Quel giorno è arrivato molto prima del tempo, ma i risultati ottenuti in queste prime giornate stanno sorprendendo tutti: terzo posto, dieci punti, otto gol segnati e cinque al passivo. Non male per un club che punta alla salvezza. Merito di una rosa giovane e ricca di talento, ma anche di un ragazzo che con grande umiltà è riuscito a calarsi nel doppio ruolo, ed è riuscito a farsi capire dai suoi compagni. E chissà che questa pazza scommessa di Marco Guidi a fine stagione possa essere dichiarata ufficialmente vinta...

Un inizio di stagione sorprendente, con la soddisfazione di aver battuto l'Itri e aver pareggiato con il Pomezia, due avversarie ben attrezzate. Ti aspettavi tutto questo? 

“Sinceramente no. Devo dire, però, che nel precampionato avevamo fatto vedere qualità importanti giocando contro formazioni di Serie D e siamo stati bravi a confermarci anche nelle gare ufficiali. Ci sono ragazzi sfrontati, che giocano senza paura nonostante l'età media molto bassa. Anche ieri con il Roccasecca, siamo andati subito in svantaggio, ma abbiamo rimesso la palla al centro come se non fosse accaduto niente e ribaltato il risultato, vincendo con merito”.

Daniele Greco, allenatore-giocatore dell'Audace Sanvito EmpolitanaCome è nata questa opportunità? 

“Ho preso il patentino a giugno quasi per gioco, ma mai avrei pensato di allenare prima di attaccare gli scarpini al chiodo. Dopo l'addio di Marco Rosa è arrivata questa proposta dal direttore Guidi. E' stato un pazzo... Tutti pensano che una squadra con una rosa così giovane abbia bisogno di un tecnico di esperienza. Per adesso sta avendo ragione il direttore, speriamo si vada avanti di questo passo”.

Non deve essere facile rapportarsi a quelli che originariamente dovevano essere i tuoi compagni di squadra. 

“Invece non lo è. Sono sempre uno di loro, gioco al loro fianco, mi alleno con loro. Provo a dare il buon esempio, mettendo tutto me stesso: penso che da un certo punto di vista sia anche più facile. A volte vedi allenatori con la pancia o che fumano che ti dicono che devi correre di più, e ti viene da pensare 'Allora corri tu'... Poi sta ai miei compagni, sono ragazzi intelligenti e mi stanno seguendo”.

Quando sei in mezzo al campo è più difficile avere il polso della situazione rispetto a seguire dalla panchina? 

“Giocando sono più a contatto con i ragazzi e per certi aspetti è più facile. Il difficile, invece, è seguire i movimenti della difesa. Per questo all'intervallo mi confronto con chi sta in panchina per vedere se apportare o meno modifiche”.

Ti mette in difficoltà il fatto di autogestirti? 

“Sinceramente no. A ventisette anni finchè mi reggono le gambe voglio stare in campo, se non sto al meglio non ho problemi a far giocare chi è più in forma. Certo, quando ho tutta la rosa a disposizione, mi spiace il venerdì dover lasciare a casa quattro compagni che si sono allenati con impegno”.

Con il Monterosi è stata la tua prima esperienza in Eccellenza dopo tanta Serie C, che giudizio dai alla categoria? 

“Ho deciso di scendere per motivi di studio e ho messo il calcio più in secondo piano. Penso sia un campionato dove i giovani in gamba fanno la differenza, e la nostra società in questo senso ha lavorato benissimo”.

Come vedi il prossimo futuro? 

“Io sono un calciatore e voglio continuare a giocare: se ci sarà la possibilità di fare l'allenatore-giocatore bene, altrimenti non accetterei di stare in panchina e basta. Per quello c'è tempo...”.