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I Grizzlies conquistano la Serie A. Il presidente Cicinelli: "Semplicemente meraviglioso"

Terza finale e secondo titolo consecutivo negli ultimi tre anni per i Grizzlies. Un pensiero è andato anche a Nicolò Crevatin, ricevitore recentemente scomparso



I Campioni d’Italia, i vincitori dell’Italian Bowl 2014, sono i Grizzlies Roma. In quel di Mirano (Venezia) la squadra della Capitale ha agguantato dopo 27 anni la promozione in Serie A battendo 21 – 14 gli Elephants Catania e bissando il trionfo dello scorso anno. Gli Orsi si sono così ricollegati definitivamente con la vecchia generazione, della quale faceva parte il Presidente Stefano Cicinelli, che parla a 360 gradi di questo trionfo avvenuto poco più di una settimana fa.

Presidente Cicinelli, iniziamo guardando indietro: quali erano aspettative ed obiettivo all’inizio della stagione? Si aspettava tale epilogo?
Il presidente Stefano Cicinelli“Sinceramente no, prima di tutto perché, avendo già vinto il titolo lo scorso anno, era difficile ripetersi. Inoltre eravamo stati messi in un girone molto duro, fino alla fine è stato impegnativo e solo all’ultima giornata della Regular Season abbiamo raggiunto i Play-Off. Abbiamo affrontato ogni partita come una battaglia da “dentro o fuori”, ma avevamo comunque l’obiettivo di terminare l’annata in Semifinale. Non potevamo fare a meno di tale traguardo: già nel 2012 eravamo arrivati in Finale, in seguito ci siamo ripetuti nel 2013 vincendo il Titolo, ed alle luce di questo posso affermare che è un successo meritato. Si dice “vincere è difficile, ma ripetersi lo è ancor di più”: 3 Finali consecutive, con 2 Titoli consecutivi è motivo di grande orgoglio e ringrazio tutti quanti”.

Cosa significa per i Grizzlies esser tornati in Serie A dopo tanti anni? Che valore dà a questa vittoria?
“E’sicuramente meraviglioso e siamo fieri di quanto ottenuto. Già dall’anno scorso saremmo potuti tornare in Serie A, però non lo abbiamo fatto un po’ per motivi economici, un po’ perché ritenevamo il gruppo ancora non all’altezza. Ora, essendo cambiato il regolamento, in particolare riguardo al numero dei giocatori americani da poter schierare, visto anche il livello delle altre squadre partecipanti, ci siamo resi conto che possiamo giocare nella massima Divisione anche soltanto con gli italiani, puntando a non retrocedere. Si chiude un ciclo, se ne apre un altro, e per noi “Vecchi Orsi” giocatori dei Grizzlies anni ’80, è un collegamento ideale, un passaggio di testimone. Adesso è giusto fare la Prima Divisione: i nostri ragazzi sono pronti, hanno già affrontato e battuto squadre provenienti dalla Serie A, perciò il gruppo degli italiani è competitivo”.

Come vi attrezzerete in vista della prossima stagione?
I festeggiamenti per la vittoria del titolo“Può essere decisivo l’ingaggio di 1-2 giocatori americani, ma al momento non ne abbiamo le risorse. Speriamo di trovare qualche sponsor, forse in Serie A avremo più di visibilità. Quell’ideale salto di livello si può già fare con il gruppo degli italiani: abbiamo ragazzi di personalità, abituati anche a perdere, per poi tirar fuori veementi reazioni. Le nostre vittorie sono state costruite sulle sconfitte, il senso di rivalsa dà forza e motivazione. La coesione del collettivo è stato un punto forte, sono tutti ragazzi giovani ma già esperti, con alle spalle molti campionati sempre di alto profilo, anche nelle Giovanili, dove c’è tanta qualità”.

Quale pensa che sia stato il momento chiave, durante la stagione ed in particolare nella Finale, nel quale avete capito che l’obiettivo era vicino?
“Per quanto riguarda la stagione, abbiamo sempre vissuto partita dopo partita. Dopo la vittoria in Semifinale contro gli Hogs Reggio Emilia pensavo che ormai era fatta. A mio parere loro erano i veri favoriti, provenendo dalla Prima Divisione, quella era la vera finale. Comunque abbiamo preparato con la massima cura la Finale con gli Elephants Catania, che avevamo già battuto la scorsa stagione, ma sul campo si sono dimostrati molto più forti di quel che pensavamo. Hanno trovato un sistema di gioco che ci ha messo un po’ in crisi, e fino a pochi minuti dalla fine, prima che segnassimo l’ultimo decisivo touchdown, la partita era in bilico e nessuno era sicuro di centrare la vittoria. Consapevolezza di vincere il Campionato non c’è mai stata, al contrario di quella nei nostri mezzi”.

Quali sono sensazioni ed obiettivi per il prossimo anno?
Un'immagine di gioco nel match contro i Guelfi“In questo momento non possiamo azzardare un certo progetto, oppure porci determinati obiettivi. Però nel giro di 2-3 mesi le cose potrebbero cambiare, perché se arrivano giocatori validi potremmo anche puntare ai Play-Off. Ora come ora vogliamo centrare la salvezza, poi bisogna anche vedere con che formula faranno il Campionato, se con 12 squadre tutte insieme oppure diviso in 2 Gironi geografici, e a quel punto penso, con diverse squadre alla nostra portata, che avremmo più opportunità di salvarci”.

Il vostro trionfo può sensibilizzare i giovani verso questo sport? La promozione in Serie A che cambiamenti potrebbe apportare?
“Non penso che cambi molto. Non è un problema di vittorie, bensì di visibilità. Noi finiamo abbastanza regolarmente sui giornali, ma non abbiamo troppo spazio. Il sistema per portare le persone a giocare a Football sarebbe investire in comunicazione: andare nelle scuole ed insegnare lo sport, del quale spesso, purtroppo, in Italia si ignora addirittura la presenza. Forse avere anche un derby tra due squadre romane in Prima Divisione potrebbe aiutare, ma non è questa vittoria la chiave per aumentare la percezione di questo sport. Ci vogliono altri fattori, rispetto al calcio gli altri sport in generale faticano ad emergere, basti guardare al rugby, un movimento che investe molto ma non ha il ritorno sperato”.

Nicolò Crevatin, il ricevitore dei Grizzlies recentemente scomparsoPresidente Cicinelli, ringraziandola per la disponibilità, come ultima domanda, ma non in termini di importanza, mi piacerebbe rivolgere un pensiero a Nicolò Crevatin, come ha fatto la squadra dedicandogli la vittoria.
“Un lutto terribile che ci ha colpito. Un ricordo sentito va a Nicolò, che avrebbe dovuto essere e festeggiare insieme a tutti noi, ma ci ha lasciato prematuramente. La vita ha qualcos’altro in serbo per lui. Spero di riavere al più presto i suoi fratelli con noi, so adesso che ci stanno pensando e noi pensiamo alla famiglia Crevatin con affetto”.