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I Grizzlies mettono le Aquile ko e vanno ai play off

La formazione capitolina batte il team di Ferrara e si qualifica per le fasi finali. Traguardo impensabile per la società del presidente Cicinelli, che aveva come primo obiettivo la salvezza nel campionato di esordio



Image titleLa partita fra Grizzlies Roma ed Aquile Ferrara evocava ricordi lontani nel tempo, come le epiche sfide degli anni Ottanta, ma anche più recenti come la quella giocata a Ferrara il 20 maggio 2012, nel clima surreale del terremoto che aveva devastato quella regione nella notte immediatamente precedente, in cui le Aquile si imposero di misura infliggendo ai Grizzlies, che poi sorpresero tutti arrivando alla loro prima finale Lenaf, l’unica sconfitta di regular season. Anche la partita giocata domenica, sullo stesso terreno di gioco in cui le due squadre si affrontarono nel lontano 1983 quando ancora si chiamava Centro Sportivo Bancoroma, è già entrata nella storia avendo riportato i Grizzlies ai playoff, in un campionato di massima serie, dopo ben 29 anni dall’ultima, quella del 1986, quando sotto la guida di coach Mike Ernst, e trascinati da due import del calibro di Larry Morris e Robert Santiago oltre che da una poderosa linea di attacco nella quale giocava il compianto Paolo Caccamo, i Grizzlies chiusero la regular season al primo posto del girone centro con un record di 9 – 1.  Si trattava, quella di domenica, di una partita decisiva soprattutto per gli ospiti, costretti a vincere per sperare nel prosieguo della stagione. Erano proprio gli estensi, con il primo possesso, a rendersi subito pericolosi con una corsa in endaround di Turrini che arrivava sino alle 30 della metà campo romana; ci pensava però Raco, intercettando il QB estense Scaglia, a togliere dai pasticci i suoi. 


La gara Per tutto il primo quarto si assisteva al predominio delle difese che impedivano significative conquiste di terreno agli attacchi avversari; si arrivava così alla prima inversione di campo con il punt delle Aquile che riconsegnava palla ai Grizzlies sulle proprie 11 yards; due corse in rapida successione dell’orso Bruni, tenuto inizialmente a riposo per i postumi di una fastidiosa tallonite, permettevano ai capitolini di affacciarsi nella metà campo avversaria; un’altra corsa di Bruni e la successiva dello stesso QB Mingoli portavano i Grizzlies a giocare un 3&1 sulle 36 avversarie dove la difesa estense, pronta ad affrontare l’ennesima corsa, veniva sorpresa dal preciso lancio di Mingoli che pescava Cingolani libero di involarsi oltre la goal line mettendo così i primi 6 punti sul tabellone. La difesa capitolina costringeva poi al punt l’attacco avversario consentendo alla propria offense di tornare in possesso dell’ovale in prossimità della metà campo e di approfittare del momento favorevole colpendo nuovamente sull’asse Mingoli-Cingolani per un TD pass di 25 yards che portava lo score, grazie all’addizionale al piede di Bianco, sul 13-0. La partita sembrava proseguire con la difesa dei Grizzlies in grado di contenere le iniziative delle Aquile, ma su un terzo e lunghissimo era bravo il ferrarese Romagnoli a ricevere shovell pass del suo QB e sfruttare poi al meglio i blocchi dei propri compagni di squadra andando a segnare, dopo una galoppata di 58 yards, il touchdown che, con l’addizionale di Garbini, portava il punteggio sul 13-7. Ma le emozioni nel secondo quarto non erano finite: a circa 50” dalla fine, con un 4&5 sulle 29 avversarie, i Grizzlies schieravano la formazione per il field goal inducendo, però, gli avversari all’offside ed ottenendo così un preziosissimo primo down sul quale era lo stesso Mingoli ad affondare il colpo andando a segnare, dopo una corsa di 24 yards, il terzo TD per i suoi e portando lo score, in virtù del secondo extra point fallito, sul 19-7. Con 30” ancora sul cronometro le Aquile provavano a riportarsi sotto ma il secondo intercetto di Raco  mandava le squadre negli spogliatoi.  Il primo possesso dopo il riposo è per i padroni di casa, con Bruni out a causa di una forte contusione, l’offense capitolina appare meno incisiva andando subito al punt. Le Aquile credono nella rimonta ed arrivano sino alle 10 avversarie, grazie ad una ricezione di Perera-Frost, ma si vedono poi arretrare di un paio di yards dalla difesa romana e sono costrette al field goal di Garbini che permette loro di accorciare le distanze sul 19-10. Un lungo drive dei padroni di casa porta gli stessi a sole 13 yards dalla goal line avversaria, ma in una delle frequenti iniziative personali il generoso Mingoli si infortuna ad un piede ed è costretto a lasciare; subito dopo Bianco fallisce il field goal dell’allungo riconsegnando l’iniziativa agli estensi. La successiva serie offensiva porta di nuovo pericolosamente sotto gli ospiti che, dopo una bella serie di lanci di Scaglia per Turrini e Mingozzi , complice una penalità ai danni dei padroni di casa, arrivano a sole 4 yards dalla goal line avversaria dove Scaglia pesca Mingozzi per un preciso lancio in end zone che vale, grazie al kick di Garbini, il 19-17. Si arriva così all’ultimo quarto di gioco con la partita ancora apertissima e gli ospiti che, dopo un 4&2 fallito dai capitolini mantengono, nonostante l’intercetto del LB capitolino D’Orazio che non viene capitalizzato dall’offense blu arancio, in proprio favore l’inerzia dell’incontro arrivando sino alle 22 dei capitolini dove, però, falliscono il sorpasso con il Image titlefield goal di Garbini sospinto a lato del palo di sinistra dal vento. Con 5’45” ancora sul cronometro sono bravi i romani a bruciare il tempo conquistando una serie di primi down grazie alle corse di Arca e Morea, alle iniziative personali del QB Ianniello ed ai precisi lanci di quest’ultimo per Cinque e per il rientrante Gargano; si arriva così al triplice fischio che sancisce la vittoria degli orsi, anche se di misura, ma soprattutto la matematica certezza dei playoff con un turno di anticipo


Play off I Grizzlies dovranno, infatti, affrontare un’ultima partita di stagione regolare domenica prossima a Napoli contro i Briganti ormai destinati a giocarsi la permanenza in Prima Divisione nell’incontro di playout; un impegno che, nonostante il traguardo ottenuto, non lascia dormire sonni tranquilli al coaching staff capitolino, costretto per l’ennesima volta in questa stagione a fare i conti con assenze importanti, soprattutto in vista del successivo primo turno di playoff che, in caso di vittoria, li vedrà affrontare i Seamen dopo soli 6 giorni, a Milano, sabato 13 giugno. Traguardo ampiamente superato per la società del presidente Cicinelli che, avendo come primo obiettivo la salvezza nel campionato di esordio, punta ora decisamente ad una prestigiosa terza piazza nella propria conference, alle spalle delle corazzate Marines e Dolphins.