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Idee e proposte per ripensare la Rai: quale Governance per una media company pubblica

Continuano gli appuntamenti dedicati all'azienda pubblica presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione de "La Sapienza”



“Quale Governance per una media company pubblica”. Questo il titolo del V seminario della “Pallacorda” di idee e proposte per ripensare la Rai che si è tenuto giovedì presso il Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza” di Roma. Tanti i contributi e gli oratori. Tra questi, Roberto Zaccaria, ex Presidente della Rai e Professore di Diritto Costituzionale dell’Università di Firenze, che ha posto l’accento sulla necessità di migliorare la qualità dell’azienda pubblica sia attraverso la creazione di una fondazione in grado di fungere da “diaframma tra la Rai e la politica” sia attraverso il coinvolgimento diretto d’importanti autorità istituzionali. Interessanti anche gli stimoli dell’intellettuale ed ex direttore di Rai Tre Angelo Guglielmi, che ha parlato di una riforma in grado di coinvolgere tutto l’intero sistema televisivo nel suo complesso (Mediaset, La 7, emittenti private). Ciò consentirebbe di superare il duopolio tra la Rai e le tv di Berlusconi e governare il servizio pubblico “con un taglio imprenditoriale” risolvendo “i buchi neri” dell’azienda (lottizzazione e scarsa occupazione). Interessanti ipotesi di riforma sono state avanzate da Carlo Rognoni, ex Presidente del Forum per la riforma del sistema radiotelevisivo del Partito Democratico. Secondo l’ex parlamentare PD, sarebbe opportuno riformare la Rai secondo il sistema dualistico tipico delle società per azioni, separando il consiglio di gestione dell’azienda dal consiglio di sorveglianza. Contributi interessanti sono venuti anche da Nicola D’Angelo, esperto di Diritto delle Comunicazioni, che ha parlato della necessità della Rai di comprendere i cambiamenti tecnologici in atto (convergenza digitale, crossmedialità etc.) e le istanze del pubblico, e da Augusto Preta, direttore di IT Media Consulting, che ha illustrato la struttura organizzativa ed economica dei vari servizi pubblici europei. Il dibattito, coordinato dal giornalista del Sole 24 Ore Marco Mele, è stato anche l’occasione per riflettere sulla necessità di collegare la Rai ai bisogni degli italiani, pensando a un servizio pubblico che, come sottolinea la professoressa Mihaela Gavrila, “si configuri come agenzia che incida sulla coltivazione dei valori, sugli stili di vita e sul senso comune” e, come afferma il professor Mario Morcellini, diventi a tutti gli effetti “un bene comune per il nostro Paese”.