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Il “Cremonese” di Antonio Stradivari compie tre secoli di vita

Nella Città eterna, un doppio appuntamento all’Auditorium per celebrare degnamente l’eccelso prodotto del più grande Liutaio mai vissuto al mondo.



Image titleAntonio Stradivari non cessa di stupire: a tre secoli esatti dalla creazione, il “Cremonese” - uno dei pezzi più caldi e potenti della produzione del grande liutaio italiano - viene presentato all’ammirazione dei romani ed ancora una volta si sta creando una vera e propria attesa da grande evento, come da sempre ormai accade per le opere del celeberrimo costruttore di violini. 

Un liutaio, una leggenda. Antonio Stradivari fu un liutaio vissuto a Cremona approssimativamente tra il 1644 ed il 1737: ritenuto tra i migliori di sempre per la straordinaria qualità dei propri prodotti, i suoi strumenti hanno la caratteristica di essere connotati con nomi specifici. Il “Cremonese” è tra i prodotti più pregiati, realizzato da Stradivari negli anni della sua maturità e suonato da solitisti del calibro di Jules Garcin e Joseph Joachim. Lo strumento venne esposto dapprima nel Palazzo Comunale ed in tempi recenti presso il Museo del Violino. Resta ancora uno degli strumenti più ambiti dai musicisti di tutti i tempi data l’aura di fascino e mistero che normalmente attira su di se.

Gli appuntamenti nella Capitale. Domani 5 giugno, presso l’Auditorium di Roma sarà presentato un doppio evento in collaborazione tra Roma Capitale, Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fondazione Museo del Violino di Cremona: alle 18, al Musa (Museo degli Strumenti Musicali), verrà presentata la figura di Stradivari e si rifletterà sulla biografia dell’artista e sull’estrema qualità delle sue creazioni, divenute leggendarie nel corso dei secoli. Parteciperanno il sindaco Ignazio Marino, il sovrintendente di Santa Cecilia Michele Dall’Ongaro e Gianluca Galimberti, sindaco di Cremona e presidente della Fondazione Museo del Violino. Parteciperanno inoltre due giovanissime violiniste: l’ucraina Anastasija Petryšak, che suonerà il “Cremonese” e l’italo slava Maša D’jacenko che eseguirà brani suonando il “Toscano”. Un autentico onore per due Artiste, poco più che ventenni. Un secondo evento invece si svolgerà presso la Sala Santa Cecilia, alle 20, dove il “Cremonese” verrà nuovamente imbracciato dalla Petryšak, che eseguirà musiche tratti da una serie di repertori famosi, accompagnata al pianoforte da Lorenzo Meo, secondo la seguente scaletta: Johannes Brahms, Scherzo in Do minore dalla Sonata F.A.E. (1853) e Sonata per Violino e Pianoforte n. 3, op. 108 (1886-1888); seguirà una Sonata per Violino e Pianoforte n. 2, op. 77 (di Maurice Ravel, 1923-1927) ed infine, Zigeunerweisen op. 20 (di Pablo de Sarasate, anno 1878).