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il fenomeno Medjugorje sulla scrivania di Francesco: imminente il decreto di Bergoglio

Si attende a breve una dichiarazione ufficiale da parte del Papa: intanto, stando alla Congregazione per la Dottrina della Fede non sarebbe stata riconosciuta la soprannaturalità delle visioni.



Image titleTra i prelati del piccolo Stato incastonato nel cuore della città eterna, come nel resto della Chiesa cattolica, c’è ben più di una classica attesa: Papa Francesco potrebbe da un momento all’altro emettere un decreto col quale ribadire un nuovo pronunciamento negativo sul cosidetto “fenomeno Medjugorje” poiché ieri, a trentaquattro anni esatti da quel 24 giugno 1981 in cui sei bambini di una piccola e povera cittadina della Bosnia vennero resi oggetto di un fenomeno ancora oggi non terminato, si è riunita l’assemblea plenaria della Congregazione per la Dottrina della Fede, con lo scopo di fare il punto attraverso una serie di conclusioni tratte dal dossier Medjugorje, che al momento sarebbe proprio sulla scrivania del Papa. Stando ad indiscrezioni filtrate dai Sacri Palazzi, il dossier, basato sul lavoro della “Commissione Ruini” che fu costituita da Benedetto XVI proprio per vedere chiaro in tale vicenda, avrebbe confermato quanto già trapelato dalla dichiarazione fatta dai vescovi jugoslavi a Zara nel 1991: Medjugorje dunque non sarebbe assolutamente riconosciuto come luogo di apparizione e rivelazione soprannaturale, quanto semplicemente un luogo di preghiera e di Fede. Per tale motivo si inviterebbero i fedeli a visitare il luogo per pure necessità spirituali e non per riconoscere i fatti come autentici cercando il contatto diretto con i veggenti o partecipando alle visioni; con questo, che di fatto rappresenterebbe un divieto, resterebbe inibita anche la diffusione dei messaggi mensili a la stessa erezione di Medjugorje a santuario internazionale ne uscirebbe pregiudicata. Soprattutto si scoraggerebbero eventuali episodi di fanatismo o di eccessiva esaltazione dei protagonisti principali degli eventi. Malgrado si tratti di una dichiarazione che ad ogni modo non sarebbe definitiva fintanto che le apparizioni non abbiano termine – cosa che rispetterebbe quanto codificato dal diritto canonico – molti permarrebbero i punti a sfavore di un riconoscimento ufficiale delle apparizioni:  anzitutto l’incompatibilità dei messaggi con la teologia cattolica, oltre che interessi economici palesati dai veggenti nel corso degli anni, investendo in agenzie viaggi, alberghi e mostrando disobbedienza alla gerarchia ecclesiastica locale. A suffragare quest’ultima affermazione in particolare sarebbe stata la richiesta, avanzata dal Papa attraverso la Commissione Ruini, di consegnare alla Santa Sede i dieci segreti che la Vergine avrebbe rivelato ai veggenti. Una richiesta cui è stato opposto un netto rifiuto. Scettico del resto si è mostrato anche Papa Bergoglio, il quale più volte ha richiamato i fedeli, a partire da novembre 2013 quando, in una delle sue omelie affermò che “La Madonna è Madre (…) ma non è un capoufficio della posta che invia messaggi tutti i giorni”. Fonti vicine ad una delle veggenti, Vicka Ivankovic, affermerebbero che quest’ultima attende le conclusioni delle alte gerarchie vaticane in totale serenità e obbedienza, confortata anche dalle rassicurazioni della Madonna stessa. La parola dunque ora passa a Papa Francesco, cui ora spetterà di trovare il bandolo della matassa stabilendo se e quando pronunciarsi.