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Il fiorettista frascatano smaltisce la delusione della prova individuale in cui si era fermato al primo turno

L'altra castellana presente in azzurro, Rossella Gregorio, non va oltre il quarto posto a squadre con la sciabola



Aspromonte, terzo da sinistra FOTO © BizziNon sarà ricordato come uno dei migliori mondiali del Frascati Scherma, ma la società del presidente Paolo Molinari ha chiuso la sua spedizione ieri (martedì) con la prova a squadre di fioretto maschile in cui Valerio Aspromonte, ha conquistato un bronzo importante al termine di una stagione poco brillante sia per lui che per tutto il movimento del fioretto maschile azzurro. L’Italia era campione mondiale uscente, ma in semifinale si è fermata (45-39) contro la Cina dell’olimpionico Shang Lei e del vincitore della Coppa del Mondo 2014 e vicecampione del Mondo, Jianfei Ma. Nell’assalto decisivo della semifinale e in quello, praticamente perfetto, valido per il terzo posto contro la Russia dell’ex ct azzurro Cerioni e del fresco campione iridato Cheremisinov (vinto con un netto 45-28), Aspromonte ha ricoperto il ruolo di riserva, mentre è stato protagonista negli assalti con Brasile (vittoria per 45-28 nel tabellone dei 16) e Gran Bretagna (successo per 45-32 nei quarti di finale). La medaglia alleggerisce la delusione del fiorettista del Frascati Scherma per la prova individuale disputata qualche giorno prima: l’atleta allenato da Salvatore Di Naro, reduce da un terzo e un secondo posto negli ultimi due mondiali disputati, era stato subito eliminato al primo turno degli incontri ad eliminazione diretta per mano del non insuperabile bielorusso Byk, impostosi per 15-14. Mondiale negativo per Rossella Gregorio: la sciabolatrice, forse provata per una stagione comunque esaltante, ha “imitato” il suo compagno di società Aspromonte venendo estromessa nei trentaduesimi di finale: fatale l’incrocio con la tedesca Anna Limbach, vincitrice col punteggio di 15-9. La delusione della Gregorio, allenata dal responsabile della sciabola del Frascati Scherma Lucio Landi, è stata forse anche maggiore nella prova a squadre dove l’Italia si è piazzata al quarto posto. Proprio la sciabolatrice d’origine salernitana è stata costretta a subire la rimonta decisiva dalla campionessa del mondo in carica Olga Kharlan che ha regalato il bronzo all’Ucraina. La delusione della sciabola azzurra (nessuna medaglia tra prove individuali e a squadre sia nel maschile che nel femminile) ha amareggiato sicuramente anche lo stesso Lucio Landi, presente ufficialmente nello staff azzurro del ct Giovanni Sirovich.