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Il Gioco Serio dell'Arte: Massimiliano Finazzer Flory incontra Philippe Daverio

La rassegna culturale, incentrata sul dialogo con personalità e intelligenze di fama nazionale e di statura internazionale, ruota attorno al tema prescelto per ciascuna edizione: quest'anno sono le "Biografie"



Image titleAnche quest’anno la rassegna viene ospitata dal Palazzo Barberini di Roma, presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica, che risplende nella sua bellezza dopo i recenti lavori di restauro realizzati anche grazie ai fondi de Il Gioco del Lotto. “Il Gioco Serio Dell’Arte” è una rassegna culturale incentrata sull’incontro/dialogo con personalità e intelligenze di fama nazionale e di statura internazionale, attorno al tema prescelto per ciascuna edizione della manifestazione. La parola intesa come momento artistico del vivere. La conversazione come scintilla della percezione e provocazione intellettuale.Il tema della IX edizione del Gioco Serio dell’Arte è: “Biografie”, biografie di personalità eccezionali e di uomini normali, storie di popoli. Dopo l’evento d’apertura della manifestazione, nel quale Finazzer Flory ha incontrato il grande regista afroamericano Spike Lee e il secondo appuntamento che ha visto la partecipazione di Paolo Virzì, maestro della nuova commedia cinematografica italiana, giovedì 5 febbraio è il turno di Philippe Daverio, critico d’arte, giornalista e conduttore televisivo. L'argomento in discussione in questa serata è: “Il 900, nostro secolo”. Una riconsiderazione etica, estetica e filosofica delle forme e dei contenuti del “secolo breve” - degli splendori, degli errori e degli orrori di un tempo verso cui ormai può essere tentata una riconsiderazione storica e una valutazione culturale complessiva. “Chi l’ha definito corto, chi l’ha definito breve, chi sterminato, chi il più lungo della nostra storia, il Novecento anche se concluso non appare finito. Tanto meno sfinito. Resta qualcosa di ideologico di questo secolo perché c’è un Novecento degli errori e degli orrori ma c’è anche qualche cosa di bello legato all’arte, alla nostra arte che continua a fare storia in tutto il mondo e di cui siamo poco consapevoli " dichiara Finazzer Flory e prosegue "Perché questo secolo pare essere a volte ancora nostro, biografia di un’Italia con le sue rivoluzioni perdute e perdenti". Affrontare il Novecento con Finazzer Flory e con il suo ospite Daverio significa offrire una serata dedicata ai movimenti artistici, alla loro eredità tra immagini pittoriche che hanno segnato la vita di ognuno di noi. Nel corso dell’incontro risponderà alle domande sul suo ultimo libro dedicato proprio alle Avanguardie: “Il secolo spezzato delle avanguardie” edito da Rizzoli nel quale Daverio diventa curatore di “esposizioni immaginate” e, come di consueto, rovescia le categorie storicizzate e proponendo di guardare con occhi nuovi al secolo passato. La danza, l’ansia dell’uomo contemporaneo, la città del futuro sono solo alcuni dei temi affrontati nel libro.Philippe Daverio, con la sua verve da polemista mai convenzionale e con la sua sapiente proposta di una nuova comunicazione dell’arte, pensata appositamente per i linguaggi e i tempi della tv e dei nuovi media, si propone in questa sede come uno degli interlocutore più stimolanti per una rilettura critica originale e disincantata del nostro “ieri” collettivo.Philippe Daverio è nato a Mulhouse, in Alsazia, da padre italiano e madre alsaziana. Ha curato numerose pubblicazioni sui movimenti d’avanguardia tra le due guerre, ed è un valente studioso di musicologia storica. Dal 1993 al 1997 al è stato assessore con le deleghe alla Cultura del Comune di Milano. Conduce la serie “Passepartout” su Rai 5 e dirige il periodico “Art e Dossier”. All’incontro con Daverio seguirà la proiezione della versione televisiva del film di Massimiliano Finazzer Flory “Marinetti a New York”, co-prodotto con i-ItalyTV New York in collaborazione con Gtech e appena presentato negli Stati Uniti, presso l’Istituto di Cultura Italiano di Los Angeles. “Marinetti a New York” spazia tra scene d’esterni a Manhattan e interni a Brooklyn, tra la Fifth Avenue e la Subway, ricostruendo l’atmosfera dell’inizio del ‘900, per mettere in luce la storia di un visionario che credette al senso della grande città e al bisogno di modernità.La IX edizione de “Il Gioco Serio Dell’Arte” avrà il suo ultimo appuntamento nel mese di maggio, con lo spettacolo teatrale “Essere Leonardo da Vinci”, diretto e interpretato da Finazzer Flory: una biografia di Leonardo in lingua rinascimentale, che ripercorre avvenimenti e temi della sua arte e della sua poetica, corredata dall’intervista impossibile a Leonardo, col critico Claudio Strinati nel ruolo dell’intervistatore.