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Il giornalismo italiano piange uno dei suoi maestri: è morto Santo della Volpe

“Pilastro dell’informazione” per l’Usigrai, inviato speciale in varie zone di guerra, l’indimenticabile firma del tg3 è scomparso ieri a soli sessant’anni dopo una breve malattia.



Santo della Volpe (© www.odgroma.it)Lo ricordiamo tutti come giornalista in forze al tg3, compito, impeccabile, discreto maestro dell’etica professionale. E ieri discretamente se n’è andato, in silenzio, a soli sessant’anni, devastato da una malattia breve ed inesorabile. Santo Della Volpe, nato a Brescia nel 1955, Giornalista professionista dal 1977, entrò nella sede Rai di Torino nel 1982, dopo una serie di esperienze in giornali ed emittenti private, occupandosi immediatamente di cronaca giudiziaria e seguendo in prima linea i principali avvenimenti dell’epoca, come processi alle organizzazioni terroristiche, fino agli scandali legati alle tangenti. Già pluripremiato, a partire dal 1990 legò il suo nome al Tg3, divenendone successivamente caporedattore per la cronaca nazionale. Inviato speciale per la medesima testata, fu particolarmente prolifico su un doppio fronte: a livello nazionale seguì gli sviluppi legati alle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, al processo Andreotti ed all’arresto dei fratelli Brusca. Sul fronte estero seguì l’evolversi della guerra del Golfo, della guerra civile in Libano e del conflitto in Kosovo. Sul piano sociale fu attivo presso l’associazione Articolo21”, di cui fu socio fondatore, interessandosi alla difesa della libertà di stampa. Ancora, fu vicepresidente di “Libera informazione” nell’ambito di “Libera”, l’organizzazione legata a Don Luigi Ciotti ed alla lotta contro le mafie, per la quale promosse seminari di studio ed iniziative di spessore. Dallo scorso gennaio infine, visti i suoi altissimi meriti, ricopriva la prestigiosa carica di Presidente della Federazione Nazionale della Stampa. Immenso e trasversale, il cordoglio di tutti per la sua scomparsa: l’Usigrai lo ha ricordato come “pilastro del giornalismo” e “punto di riferimento della professione e del sindacato dei giornalisti”. All’Usigrai ha fatto eco l’Associazione stampa romana, affermando in una nota che “in una fase difficile della vita associativa e sindacale aveva deciso di offrire comunque la sua disponibilità, la sua signorilità, la sua generosità, la determinazione a battersi – e ancora - i resoconti sui processi per l’amianto di Casale Monferrato sono solo una delle testimonianze più recenti di un impegno costante, un filo rosso che ne ha attraversato l’esistenza”. La camera ardente è allestita nella sala Walter Tobagi della sede romana del Sindacato unitario dei giornalisti italiani - Corso Vittorio Emanuele 349, a Roma - mentre i funerali verranno celebrati domattina alle 11 nella Basilica di S. Agnese, in via Nomentana.