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"Il lato oscuro della comunicazione"

L'incontro si è tenuto lunedì scorso presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma. Al centro del dibattito i limiti che l’eccesso di comunicazione porta con sé



Image title “Il lato oscuro della comunicazione”. Questo è il titolo dell’incontro che si è tenuto lunedì 9 febbraio presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma e che ha approfondito i temi trattati nel II numero della rivista Paradoxa, curato da Mario Morcellini e intitolato “I guasti della comunicazione”. Durante l’incontro si è riflettuto non tanto sugli aspetti legati alle ”buone pratiche” comunicative nell’era postmoderna, quanto piuttosto sulla possibilità di evidenziare i limiti che l’eccesso di comunicazione porta con sé. Occorre, infatti, come ricorda Mario Morcellini, Prorettore alle Comunicazioni Istituzionali della Sapienza, «superare la retorica dominante della calligrafia della comunicazione», abbandonando un discorso troppo euforico sull’impatto tecnologico dei nuovi media nella vita quotidiana e nella società nel suo complesso, mettendo così in discussione il legame lineare tra la diffusione dei processi comunicativi e l’aumento d’istruzione e di cultura. Si è analizzato anche lo scenario del nuovo panorama sociale in cui è molto forte l’intreccio tra globalizzazione, accelerazione e comunicazione. Non sono mancate riflessioni sul rapporto che oggi intercorre tra comunicazione, informazione e politica. Se, come ricordato da Stefano Petrucciani, Direttore del Dipartimento di Filosofia della Sapienza, «non c’è democrazia senza comunicazione», occorre, tuttavia, chiedersi quali sia il destino dell’informazione e dell’odierna opinione pubblica alla luce della rivoluzione tecnologica in atto. Lo scenario è duplice. Da una parte si assiste ad una crisi del giornalismo in cui sembrano prevalere le cattive notizie su quella buone, dall’altra, come sottolinea Petrucciani, si è ormai creato un rapporto troppo stretto tra sistema politico-economico e mondo dell’informazione; ciò riduce le questioni e i dibattitti attorno al nesso semplificazione/complessità e rende i contenuti troppo superficiali ed elementarizzati. Sui guasti dell’informazione sulla società italiana si è soffermato anche Gennaro Sangiuliano, vicedirettore del Tg 1, il quale ha posto l’accento su una tendenza diffusa oggi nel giornalismo che lui definisce «dittatura del partito del politicamente corretto», cioè la proliferazione di un lessico conforme utilizzato dai giornalisti per raccontare i fatti. Spunti e riflessioni interessanti quelli del convegno che spingono inevitabilmente i professionisti dei media a un maggior senso di responsabilità etica e sociale.