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Categorie: Nazionali - Under 15

Il peggior piazzamento degli ultimi dieci anni

Per trovare un gruppo che ha fatto peggio nei Giovanissimi Nazionali bisogna tornare alla stagione 2004-05, quando i '90 di Banal non riuscirono neanche a passare la fase a gironi. In mezzo però due scudetti, due finali e molta final eight



Roberto Muzzi, allenatore dei Giovanissimi Nazionali della Roma foto©LauraDelGobboLo sguardo basso, cupo, segnato. Roberto Muzzi esce dall’Agostino Di Bartolomei tra l’incredulità generale, sotto gli occhi sgomenti di chi vede sfumare un sogno all’improvviso, travolto dal rimorso di una realtà ben diversa da quella immaginata. Lo Spezia elimina la Roma, i Giovanissimi Nazionali dicono addio alla corsa scudetto ai sedicesimi di finale, aggiungendo alla collezione giallorossa un piazzamento che stona con la storia recente. Non sono serviti i 70 gol messi a segno nella regular season, come non sono serviti i tredici punti di vantaggio sul secondo posto e le giornate di anticipo con cui i capitolini hanno staccato il pass per la post season. Resta invece un piccolo dramma sportivo, inspiegabile se non nel fascino che cela questo sport, perché in fondo la palla è rotonda e l’unica legge scritta è che vince chi fa più gol. Ecco, la Roma non è riuscita a segnare: è questo il nodo che arrovella le riflessioni giallorosse. D’OrazioDe AngelisAntonelliDel SignoreMastromattei non sono riusciti a scardinare la difesa ligure. Tra andata e ritorno la media realizzativa della regular season (oltre tre gol a partita) si è disintegrata, basti pensare che in tutta la stagione la Roma solo due volte era rimasta secco (con Lazio e Latina), senza trovare la via del gol. Una debacle che entra negli annali, perché il trend giallorosso delle ultime stagioni è ben diverso, probabilemente tra i migliori d’Italia nella categoria Giovanissimi. Negli anni sono passati gli allenatori e cambiati i gruppi, ma l’obiettivo final eight in linea di massima è sempre stato centrato. E forse lo scudetto cucito sul petto delle maglie giallorosse da motivo di orgoglio e coraggio si è trasformato in un pesante fardello da portare, non poter onorare fino alla fine il tricolore sarà una punizione severa ma allo stesso tempo giusta. Lo Spezia non ha perso contatto con la realtà, impostando il doppio confronto sullo spirito di sacrificio, capendo che per poter arrivare agli ottavi bisognava soffrire.

La Festa dello Spezia a Trigoria foto©LauraDelGobbo

Il peggior piazzamento degli ultimi dieci anni. Ripercorrendo a ritroso le ultime stagioni del campionato Giovanissimi Nazionali, bisogna sfogliare diverse pagine per scovare un gruppo che ha fatto peggio dei 2000. 

L’era Coppitelli (dal 2011 al 2014) è terminata nella scorsa stagione, sancita dal trionfo tricolore che ha visto protagonista il gruppo ’99, di cui una piccola parte parteciperà sotto età alla Final Eight Allievi Serie A e B proprio agli ordini del tecnico di Frascati. Coppitelli è stato tre anni sulla panchina dei Giovanissimi, il cammino verso lo scudetto è stato graduale: prima l’eliminazione alla final eight di Chianciano Terme, poi la finale persa ai calci di rigore contro l’Inter e infine appunto il trionfo tricolore di un anno fa. 

E’ mancato di un soffio il titolo italiano anche a Vincenzo Montella, che proprio sulla panchina dei Giovanissimi Nazionali ha iniziato la sua carriera da allenatore. Siamo al termine della stagione 2009-2010 e al primo colpo l’ex Aeroplanino centra la finale scudetto, persa sotto il colpi del Milan di un super Galbusera. A febbraio dell’anno successivo viene chiamato a sostituire Claudio Ranieri sulla panchina della prima squadra e al suo posto subentra Massimiliano Catini, vice di Stramaccioni agli Allievi Nazionali. I vari Gabriele MarchegianiDaniele VerdeMatteo AdamoLorenzo PellegriniElio Capradossi arrivano alla final eight, ma mancano di un soffio la finalissima.

Image titleNegli ultimi cinque anni la kermesse di Chianciano Terme è dunque stata una costante, i Giovanissimi Nazionali hanno quasi sempre un albergo prenotato in terra toscana, perché da quando la final eight si svolge da quelle parti la Roma non ha mai fatto mancare la sua presenza. Le cose cambiano nei due anni precedenti, stagioni 2007-08 e 2008-09. Sulla panchina giallorossa c’è Mauro Carboni, attuale allenatore dei 2000 della Lupa Roma. I gruppi ’93 e ’94 però, nonostante le grandi qualità tecniche, si fermano sul più bello, venendo eliminati agli ottavi di finale rispettivamente da Chievo Verona e Udinese. Docce gelate, arrivate al termine di regular season dominate. Proprio come la squadra di Roberto Muzzi, che però è uscita ai sedicesimi di finale. Tornando ancora indietro arriviamo alla stagione 2006-07, altro anno memorabile per la categoria Giovanissimi Nazionali. A Galatina (Lecce), il gruppo ’92 allenato da Andrea Stramaccioni vince ai rigori contro la Sampdoria, laureandosi campione d’Italia. Ragazzi come Federico VivianiPippo ScardinaStefano Pettinari, Simone Sini e Paolo Frascatore sono i giocatori simbolo del rilancio giallorosso nella categoria, perché in effetti lo scudetto del 2006 arriva dopo due annate non proprio eccezionali. L’esordio di Stramaccioni sulla panchina dei Giovanissimi Nazionali avviene nelle ultime due partite della stagione precedente (2005-06): l’ex tecnico della Romulea prende il gruppo prima degli ottavi di finale dopo l’addio di Raffaele Scudieri. Il gruppo ’91 perde il doppio confronto con l’Atalanta (poi campione d’Italia), l’attuale allenatore dell’Udinese ha giusto il tempo di rilanciare due giocatori come Alessandro Florenzi e Andrea Bertolacci, fino ad allora impegati molto poco. Infine la stagione 2004-05, la peggiore della storia recente nel campionato Giovanissimi Nazionali della Roma. Il team dei ’90 ha raccolto molto poco nei suoi anni di settore giovanile, ma probabilmente all’epoca nessuno si sarebbe mai aspettato che la squadra, agli ordini di Bruno Banal, non riuscisse neanche a superare la fase a gironi. Di gran lunga il peggior piazzamento degli ultimi anni in questa categoria, seguito subito dopo però dall’inspiegabile crollo dei 2000 di Roberto Muzzi. Dieci anni fa, come oggi, la stagione Giovanissimi Nazionali si conclude con molti punti interrogativi, poche certezze e con nessuna possibilità di giocarsi il titolo italiano. Oggi come nel 2005 c’è spazio solo ai rimorsi e alle riflessioni.