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Categorie: Dilettanti - Promozione

Il presidente della Lepanto Marino Stefano Bianchi, racconta la sua nuova avventura, ma non tralascia il passato

“Porterò sempre nel cuore Ciampino: è una storia di dieci anni che non scorderò e, infatti, quando ho deciso di andare via, ho ringraziato tutti. Era purtroppo un ciclo finito"



BIanchi Virli e RocconiStefano Bianchi, presidente della Lepanto Marino, si racconta tra passato e futuro: abbiamo voluto iniziare questa intervista proprio dall’esperienza a Ciampino, che ha lasciato tanti bei ricordi, ma che non si è chiusa nel migliore dei modi, con lo stesso dirigente che si era convinto di prendersi una pausa dal calcio. Certe passioni, però, sono difficili da sopire: ed ecco che, quando si è presentata la possibilità di affiancare l’altro presidente marinese Gargano, nella squadra della sua città, Bianchi non si è tirato indietro. E ha fatto le cose a modo suo, in grande stile. Convincendo praticamente l’intero gruppo di giocatori del Ciampino a scendere di categoria per seguirlo in questa nuova avventura: calciatori che nel corso del tempo hanno imparato ad apprezzare la grande serietà e correttezza del massimo dirigente. A poco più di una settimana dall’inizio del campionato, la Lepanto è insieme al Città di Ciampino la grande favorita per il salto in Eccellenza nel girone C, raggruppamento che negli ultimi anni è sempre stato il più ostico della categoria. Con la squadra affidata a un allenatore d’esperienza come Santececca e un impianto splendido come il Domenico Fiore c’è voglia di costruire qualcosa d’importante e di riportare i marinesi a sostenere i colori dello storico club, rimasto ormai unica realtà cittadina.


Lasciare una piazza come Ciampino, tra l’altro rinunciando a una categoria guadagnata e mantenuta sul campo come l’Eccellenza non deve essere stato semplice. Che ricordo porta dell’esperienza in rossoblu?“Porterò sempre nel cuore Ciampino: è una storia di dieci anni che non scorderò e, infatti, quando ho deciso di andare via, ho ringraziato tutti. Era purtroppo un ciclo finito, perché certe cose non funzionavano: penso che l’amministrazione comunale non abbia tenuto conto dei grandi sforzi che avevamo fatto. Credevo si potesse andare avanti, ma il calcio, soprattutto nel Comune di Ciampino è cambiato. Eppure abbiamo fatto cose importanti, ottenendo categorie importanti in cui la piazza non era mai arrivata, specialmente con il settore giovanile. Ho maturato questa decisione circa un anno fa, poi ho tenuto in piedi il club perché speravo che qualcosa potesse cambiare, cosa poi non accaduta. Mi sono comunque lasciato bene con tutti, e comunque questa esperienza resterà nel mio cuore”.


Sembrava volesse lasciare il calcio, poi è arrivata l’opportunità della Lepanto Marino.“Io vivo qua e diverse persone Da sin Stefano Bianchi, Livio Rocconi e Mario Santececcanon capivano perché non fossi entrato nella squadra del mio paese. Ci siamo incontrati con il presidente Gargano, abbiamo parlato del più e del meno: ero indeciso, ma la passione per questo sport non si è spenta e ho deciso di accettare. Come tutte le situazioni nuove è particolarmente stimolante. Questa è una realtà nata 93 anni fa, un club storico e c’è voglia di fare qualcosa di importante”.


Per quanto riguarda la prima squadra, ha costruito subito una rosa da primi posti, con tanti ragazzi che da Ciampino sono venuti qui scendendo di categoria.“E’ la cosa che mi ha fatto più piacere. Questo gruppo ha deciso di seguirmi e di giocare in Promozione e gli sono grato. Speriamo di fare subito bene”.


Che valutazone dà al girone C?“Questo raggruppamento ha sempre rappresentato una sorta di Eccellenza aggiunta. Lo conosco visto che con il Ciampino ci abbiamo già giocato qualche anno fa con un livello medio del calcio dilettantistico che era ancora più alto. Non dobbiamo sottovalutare le altre squadre, non sarà facile vincere da nessuna parte, anche contro club meno blasonati”.


Ci sarà questo piccolo derby con il Città di Ciampino, che con voi parte tra le favorite.“Sono contento che abbiano fatto un’ottima squadra. Con la mia uscita hanno l’obbligo morale di portare avanti il nome della città, come ho fatto io con il settore giovanile e la prima squadra. Ora ci sono solo loro, quindi il presidente Cececotto ha fatto bene a voler investire anche sulla Promozione. Hanno una rosa fortissima e penso possa essere l’anno buono per loro.Alla tredicesima ci sarà lo scontro diretto: sarà un match appassionante, tra due belle realtà. Ora dobbiamo pensare all’esordio in casa del Montespaccato, gara estremamente difficile”.


Come giudica il precampionato della squadra e che impressione le ha fatto Santececca?“Si stanno comportando molto bene, sono ragazzi seri e buoni professionisti. Il mister sapevo che era un tecnico esperto e preparato, ma è stato una vera rivelazione. E’ bravissimo ed è un vero maestro di calcio. Ha dato regole precise e si sta facendo apprezzare dai ragazzi”.


Da sin Stefano Bianchi, Livio Rocconi e Mario SantececcaSi è interrotto il rapporto con i mister Vulpiani e Carletti, ai quali era molto legato.“Dopo tre anni in cui abbiamo raccolto grandi soddisfazioni abbiamo deciso di separarci: sono due persone eccezionali e preparate, che posso solamente ringraziare. Li stimerò sempre, sono persone speciali”.Oltre al blocco dei ragazzi arrivati da Ciampino avete inserito nella rosa due calciatori importanti come Marongiu e Sbraglia. Che impressione le hanno fatto?“Mi hanno impressionato entrambi, due grandi professionisti. Sbraglia, tra l’altro, è molto vicino ai giovani: oltre ad avere capacità tecniche fenomenali, permette agli under di migliorare. Questo è un gruppo che non cambierà mai”.


Marino è differente da Ciampino e c’è un potenziale diverso: un paese da riportare al Fiore.“E’ quello che ci auguriamo. Questa è una piazza che ha sfiorato la Serie C e ha avuto un presidente che ha contribuito molto. La Lepanto Marino non è il Marino, pur avendo 93 anni di storia. Spero che i marinesi possano apprezzare gli sforzi che stiamo facendo. Li attendiamo e spero che ci diano una mano sostenendo la squadra”.

State facendo tanto anche per ricostruire il settore giovanile e la scuola calcio.“C’è un progetto importante: vogliamo ampliare ciò che è già stato fatto dalla dirigenza mettendo a disposizione anche la nostra esperienza. Abbiamo una struttura bellissima, chiaramente la dobbiamo sistemare. Fortunatamente qua l’amministrazione comunale è molto vicina e disponibile, quindi viene anche voglia di investire e di fare qualcosa in più. Insieme con Gargano vogliamo fare bene e partire subito con il piede giusto”.