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Categorie: Giovanili

Il progetto Talenti in Rete si chiude con una ripartenza

Ieri, presso il CPO dell'Acquacetosa, giornata conclusiva dell'iniziativa nata dall'intuizione del Centro Nazionale Sportivo Libertas del Lazio, con l'intento di creare una cassa di risonanza e un luogo di contatto per giovani atleti



Un momento della conferenza (foto Massetti)Ieri pomeriggio, nell'aula 6 del CPO Acquacetosa, sono stati presentati i risultati del progetto "Talenti in rete", il portale, nello specifico la pagina Facebook, nata tre anni fa dall'intuizione del Centro Nazionale Sportivo Libertas del Lazio, con l'intento di creare una cassa di risonanza e un luogo di contatto per giovani atleti, promuovendo valori educativi nello sport. Un progetto che si è sviluppato grazie al contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Gioventù, e al quale la Libertas ha lavorato in collaborazione con la Fondazione Labos, allo scopo di creare una community all'interno della quale realtà sportive, piuttosto che giovani atleti potessero raccontare le loro esperienze personali e di gruppo nel mondo dello sport. Il calcio, come la ricerca della Fondazione Labos ha messo in luce, è risultato essere lo sport preferito dai giovani intervistati. 1200 ragazzi fra i 13 e 19 anni, appartenenti a dieci diverse regioni italiane, sono stati lo strumento attraverso il quale la ricerca della Fondazione ha potuto far emergere il diverso approccio che i giovani d'oggi dimostrano verso questo sport. È evidente, come ha precisato anche l'esponente di Labos, la dottoressa Francesca Reale, come nel corso degli anni ci sia stato un mutamento nell'approccio al calcio, mutamento purtroppo in negativo. Il giro d'affari, la violenza negli stadi, il calcio scommesse hanno provocato un certo disamore fra i giovani che difficilmente lo vedono nella sua giusta chiave, quella del fair play e della lealtà. Ad onor del vero però, come precisa la ricerca di Labos, questo avviene soprattutto da parte di quei giovani che non praticano questo sport ma lo vivono solo da tifosi. Il fatto che chi gioca a calcio riesca ad interpretarlo come divertimento e gioco di squadra, traendone quindi aspetti positivi, è ciò su cui si deve lavorare ed è il motivo per cui Libertas ha inteso dare vita a "Talenti in rete". 


Vita sportiva Le nuove tecnologie per lo sport, infatti, non hanno inficiato il modo autentico di viverlo, come seguire le competizioni nazionali e locali e recarsi allo stadio con gli amici o con il proprio padre. Sono questi i valori fondanti dai quali si deve ripartire per far si che venga riscoperta la sua autenticità. Ed è quello che ha fatto Libertas attraverso la pagina Facebook , coinvolgendo, in tre anni, un gran numero di giovani atleti e realtà sportive che hanno reso possibile lo sviluppo di questo progetto. Progetto che ieri pomeriggio ha visto la sua conclusione dal punto di vista formale, come specifica il presidente del CNS Libertas, Luigi Musacchia, ma che continuerà ad esistere nel perseguimento del recupero di valori e della riscoperta di un giusto approccio allo sport in senso generale. Una "Ripartenza" come ci tiene a precisare Carlo Dalia, coordinatore del progetto "Talenti in rete", una ripartenza intesa calcisticamente parlando, ovvero quell'azione che parte dalla difesa e va in attacco fino al gol. Centrare lo specchio della porta è il prossimo obiettivo della Libertas, seppur non più all'interno di un progetto sostenuto dalla presidenza del Consiglio dei Ministri, ma di una grande realtà sportiva, ad oggi esistente da 70 anni, che ha sfornato campioni come Sara Simeoni fino alla recentissima Troest, argento all'Europeo 2015. Il prossimo step della Libertas sarà quello di far continuare ad esistere la pagina Facebook, allargando la sua diffusione a tutte le discipline sportive, non solo al calcio, favorendo anche la partecipazione delle categorie dei diversamente abili, così come è stato per "Il calcio è uguale per tutti", quella realtà di cosiddetto "calcio integrale" che sta coinvolgendo numerosi giovani e che cavalca l'ambizione di avere una lega, tale da consentirne un'espansione su tutto il territorio nazionale e che possa durare nel tempo, attraverso l'integrazione di atleti abili e diversamente abili. 

Premiazione per l'A.Acilia (foto Massetti)

Prospettive Un giovane calciatore su 700.000 arriva in serie A. Nonostante questo si continua a esercitare questo sport cavalcando sogni di gloria, frutto di "una cultura sbagliata che lancia segnali sbagliati", come afferma il presidente Musacchia. "Evitare questi errori- prosegue Musacchia- è lo scopo della Libertas." A coronamento del successo di "Talenti in rete", nel convegno conclusivo di ieri, sono state premiate numerose realtà sportive laziali per la capacità di promuovere la loro disciplina sul territorio. Parliamo di Libertas Ronin per il judo  e Majorette Butterfly da Latina, la Libertas Veloce Club di Rieti per il pattinaggio artistico, la Sama Sporting SSD per il progetto H2O: nuoto e disabilità, solo per citarne alcune senza voler far torto alle molte altre alle quali è andato il riconoscimento della Libertas per la propria opera sportiva e sociale. Presenti anche i ragazzi dell'Atletico Acilia che, insieme ai Vigili Urbani, alla SS Lazio e a SSD Aurelio, hanno giocato, lo scorso febbraio, il torneo di chiusura di "Talenti in rete", posizionandosi al secondo posto dietro la Lazio. Dunque un progetto che è riuscito a portare a galla la reale essenza del calcio, fra divertimento e sano agonismo e che sulla scia di quanto fatto finora, proseguirà il suo affondo sulla fascia alla ricerca del gol della vittoria.