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Il Teatro Valle rischia la chiusura, si va verso la fumata nera

La conferenza stampa dopo l’incontro con l’assessore Marinelli: “Tempo soli tre giorni dopo di che ci sbatteranno fuori”



La confernza stampa ©Foto Gazzetta RegionaleRoma – Via del Teatro Valle. Questa mattina si è tenuta la conferenza stampa indetta dalla Fondazione Teatro Valle Bene Comune, evento voluto per raccontare l’esito del dibattito di ieri con l’assessore alla Cultura Marinelli, la presidente della Commissione Cultura Michela Di Biase, insieme al presidente e al direttore artistico del Teatro di Roma, Marino Sinibaldi e Antonio Calbi. Un incontro atteso quanto infruttuoso: era dal settembre 2013 che la Fondazione cercava legittimazione all’interno delle istituzioni, e dopo un primo buco nell’acqua a marzo scorso con l’ex assessore Barca, soltanto ieri 28 luglio è stato possibile gettare le basi di un dialogo. Dialogo che di fatto sembra inesistente: da un lato la Fondazione presenta le sue istanze, volte soprattutto ad inaugurare (anzi a rimettere in pratica) un nuovo e più partecipato modello di gestione di un teatro, che in quanto tale deve restare pubblico, equo nei compensi, e accessibile a tutti. “Una soluzione pacifica e non violenta, pubblica e trasparente” è quello che chiedono nel comunicato. Dall’altro lato però finanche il registro linguistico è differente: semplificazione vuole che tutto si riduca a una questione di occupazione illecita, e i 5600 soci della Fondazione diventano allora occupanti, non più artisti, cittadini affamati di cultura. Secondo la Marinelli ci sono gravi problemi strutturali e restauri da eseguire, per cui il teatro va consegnato “alla Soprintendenza perché i lavori possano cominciare”. Il filo logico però s’interrompe, i relatori alla conferenza spiegano che hanno da subito mostrato disponibilità per eseguire tutti i sopralluoghi necessari, ma di progetti e date non se ne sa nulla.
L'hashtag ©Foto Gazzetta RegionaleIL COMUNICATO DI IERI – In serata però arriva la vera doccia fredda: in un comunicato stampa (poi smentito in mattinata in un’intervista a Radio Città Futura) l’assessore Marinelli fissa al 31 luglio la data ultima per la fine della mediazione col Teatro di Roma, dopo è il buio. “Una chiusura totale a poche ore dal primissimo incontro ufficiale” lamentano i relatori, che sono rimasti scioccati e decideranno durante l’assemblea nel pomeriggio il da farsi. Il timore fra i cittadini è che dopo il 31 possa cambiare il paradigma: si mette in un angolo la salvaguardia del Teatro per spostare l’attenzione sul tema della sicurezza pubblica. E se qualcuno agita venti di sgomberi, i manifestanti ricordano che il principio di non violenza deve prevalere, e che non cesseranno di spingere le proprie proposte, fra cui quella di istituire “una commissione di garanti di alto profilo scientifico” fra cui l’ex ministro Massimo Bray e gli storici dell’arte Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Seguiranno aggiornamenti nei prossimi giorni.