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Il tecnico biancazzurro viene immortalato tramite un aneddoto prima della finale

La sua fede biancazzurra "l'ha portato" sul gradino più alto del podio col Setterosa



Image titleSono passati esattamente 10 anni da quel 26 agosto 2004 che regalò al Setterosa guidato da Pierluigi Formiconi l’oro olimpico ai giochi di Atene 2004, al termine di un ciclo epico e incredibile per le ragazze della pallanuoto italiana. In occasione di questa storica ricorrenza sportiva la Lazio Nuoto vuole celebrare il proprio allenatore ricordando quanto i colori biancocelesti siano stati importanti anche in quel successo, come sottolinea il capitolo dedicato a coach Formiconi del libro “L’altra faccia della medaglia” di Elisa Chiari. 

Formiconi il domatore di tigri E’ la notte che precede la finale contro le padrone di casa della Grecia, la tensione è alta e a stemperarla ci pensano ancora una volta le tinte di una fede che ha accompagnato l’intera carriera e vita del tecnico romano. Per il domatore è l'ora della solitudine, dalla finale olimpica che sogna da sempre, lo separano la Grecia padrona di casa e una notte di fantasmi… “Non mi accontento del podio, se non vincono loro me le mangio”. E’ lo stile Formiconi, ma alla prova dell'ultima notte lo stile non regge. Non dorme, si gira nel letto, alza il telefono e chiama Cristina Consoli, la sua ex giocatrice e mamma del suo ultimo bambino Matteo. Cerca conforto per dare l'assalto ai dubbi che in pubblico gli allenatori non ammettono mai... Dall'altro capo del filo arriva la voce che aspettava: "Che fai non dormi? Vedrai sarà più facile di come credi, domani andrai là (allo stadio), alzerai lo sguardo sugli spalti pieni di greci con le bandiere bianche e azzurre e ti accorgerai che sono tutti della Lazio”. Come lui "romano de Roma" (del rione Monti) e laziale nel cuore.