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Il tecnico dei 2001 rossoblu non si nasconde e lancia l'assalto alla prossima stagione

Il gruppo di Alfonsi viene da degli ottimi risultati al torneo Selis dove ha dato battaglia a Juve, Real Madrid e Borussia Dortmund



Che alla Nuova Tor Tre Teste si respirasse una certa aria di professionismo ed eccellenza lo sapevamo già, dato il blasone del club di Via Candiani, ma dalle parole di Gianluca Alfonsi, che allenerà nella prossima stagione i Giovanissimi Fascia B Elite 2001, si percepisce ancor di più il credo della società rossoblu: ambizione, atteggiamento vincente, serietà, competenza ed anche senso imprenditoriale sono le prerogative dell’ambiente Tor Tre Teste, caratteristiche difficile da riscontrare anche da altre parti.

Gianluca Alfonsi, tecnico dei 2001 rossobluConsapevolezza e missione. “E’ normale che – racconta mister Alfonsi - quando sono presenti le professioniste nelle categorie Fascia B, queste partano un gradino avanti, ma una società prestigiosa come la Tor Tre Teste parte subito dietro. Son sicuro che la società, come tutti gli anni, mi ha messo a disposizione una squadra ottima quindi noi cercheremo di fare il nostro meglio, giocando ai vertici e battendoci per raggiungere risultati notevoli”. Un campionato importante e stimolante, che quindi spronerebbe la squadra a competere per il Titolo. Ma il vero obiettivo dei rossoblu è un altro, inquadrato in una visione più ampia: “Essendo un campionato di formazione il risultato ha la sua valenza: aiuta a lavorare bene, a fare gruppo, a credere nei propri mezzi, però il nostro primo obiettivo è quello di forgiare giocatori per il mondo del Professionismo, perché in fondo le società dilettantistiche si nutrono di questo, di formare e vendere giocatori per trarre ricavi dalla propria attività. E’ un vanto poter dire di aver avuto tra le proprie fila un futuro professionista, ma oltre al blasone c’è anche ovviamente un aspetto economico. Fare giocatori è consequenziale al fare risultato”.

Una base da imitare in un sistema da cambiare. Svelata la vera missione della gloriosa società rossoblu, il giovane allenatore non nasconde l’orgoglio e la soddisfazione di farne parte. “Ho la fortuna di lavorare in una realtà dove si lavora come si deve: la società ha scelto bene, e i risultati ottenuti ne sono la conferma, affidando le proprie squadre ad allenatori giovani, ambiziosi, volenterosi, preparati. Sia nella scuola Calcio che in Agonistica c’è gente di qualità, competente, e lo prova il fatto d’aver venduto l’anno scorso decine di giocatori ai Professionisti”. Un impianto di base perfettamente funzionante, dove scelte e metodi di lavoro sono corretti, che però non viene accompagnato da un Sistema all’avanguardia secondo Alfonsi: “Puntiamo sui giovani come si dovrebbe fare, questa dovrebbe essere la strada da seguire in Italia per stare al passo di altri Paesi che ci hanno superato. Dovrebbe essere poi la Federazione ad aggiustare poi il tiro, parlando delle Serie più importanti, per dare più spazio ai nostri giovani, noi siamo i più restii al rinnovamento. Noi a livello regionale dobbiamo preparare i ragazzi al meglio, le società professionistiche continuano il lavoro e poi il calcio dei grandi dovrebbe completare l’opera”.

Lavoro e filosofia. Passando a come preparare la squadra, il mister ha le idee chiare:“Il campo non racconta bugie, la nostra stagione sarà incentrata sul lavoro, sulla scia di quanto di buono fatto dalla nostra Scuola Calco. I ragazzi passano all’Agonistica dove il risultato influisce, anche se la società non pone vincoli, però dobbiamo essere bravi a farli crescere nel modo giusto: sotto il profilo caratteriale non dovremo fargli subire l’impatto con la categoria, mentre a livello tecnico-tattico la crescita deve essere esponenziale, con quelle piccole nozioni necessarie senza tatticismi esasperati”. La filosofia di mister Alfonsi si può riassumere in un’espressione che ama usare sempre  con i suoi ragazzi, i quali devono capire che “il mio obiettivo  – citando proprio l’allenatore -  è fargli “pensare calcio”, cioè lavorare secondo idee di gioco inserite in certe situazioni. Troppa tattica toglie la libertà d’espressione al ragazzo, che invece deve pensare calcio all’interno di un collettivo, di un’idea di gioco comune”.

Personalità e primi risultati. L’ultimo pensiero di Alfonsi riguarda nuovamente il suo gruppo. “Il collettivo è forte, e so che ha disputato un ottimo post-campionato ben figurando in un torneo internazionale in Sardegna, il “Selis”, uscendo con La Juventus e facendoci valere in una competizione dove c’erano squadre come Ajax, Borussia Dortmund, Real Madrid, Milan e noi eravamo l’unica squadra dilettantistica. Ci siamo tolti questa bella soddisfazione, perché abbiamo squadre di mentalità, con giocatori già determinati, con quella fame e cattiveria calcistica tale da fargli ottenere risultati. Ragazzi con un’identità di squadra e senso di appartenenza alla società. Questo in generale è il mio credo, la società lo condivide e sono contento della fiducia che mi dimostra, è un onore per me far parte della Tor Tre Teste e voglio ringraziare la famiglia Di Bisceglia per questo”.