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Categorie: Giovanili - Allievi

Il titolo torna nelle mani del club di via Norma: Armenia decisivo

Il portiere biancoblu para i penalty di Fusco e Davide Ferri, regalando un altro titolo a Roberto Belardo, a due anni dal successo dell'Anco Marzio. Ai biancoviola, che chiudono in nove, non basta una prestazione di spessore, cuore e coraggio



MARCATORI 14′pt Carpentieri (S), 23′st Mambrini (O)

OSTIA MARE Quattrotto, Giorgini, Pitzianti (4′sts S.Ferri), Colafati, Volpato,  Ottavi, Bandini (19′st Vozzi), Ferri D., Mambrini, Mangano Ferrari PANCHINA Esposto, Ricci, Paternoster ALLENATORE Patanella (in panchina Fratellani)

SAVIO Armenia, Mezzopra, Liviello, Tomei, Nargiso Galasso (26' st Agnoli), Matarazzo, Carpentieri (17' st Abbruzzetti), Blasi (4' sts Sette), Maione (5' sts Manzelli), Spaziani (29' st Folonrusho), D'Amelio (19' st Cupelli) PANCHINA Generoso, Abbruzzetti ALLENATORE Belardo

ARBITRO Veri di Aprilia 

ASSISTENTI Ferrari e Angileri di Aprilia.

NOTE Espulsi Volpato (O) al 16′st, e Mambrini (O) al 9′sts Ammoniti Volpato, Ferrari, Carpentieri, Blasi Angoli 3-8 Fuorigioco 1-1 Rec. 3' pt, 4' st, 0' pts, 3' sts Serie rigori Matarazzo (S) gol; Fusco (O) parato; Liviello (S) gol; S.Ferri (O) alto; Tomei (S) fuori; Quattrotto (O) gol; Cupelli (S) gol; Ferri D. (O) parato.

Savio, per la nona volta. Il club di via Norma batte nella finale di Ciampino una favolosa Ostia Mare, portandosi ad una lunghezza dalla doppia cifra con il nono titolo regionale nella categoria principale del settore giovanile. E' il successo di un club, della sua tradizione e del suo blasone. E' il successo di un tecnico che, probabilmente, non risulta mediaticamente simpatico, ma che vanta una virtù che nel calcio è rara, molto rara: la sincerità. Perché Roberto Belardo è un tecnico che gioca per vincere e non ha paura di ammetterlo. Niente scongiuri, niente parole di circostanza: lui vuole arrivare primo e per la seconda volta in tre anni alla guida della squadra biancoblu, centra l'obiettivo. E' il successo di un gruppo che forse non può vantare talenti esposti da altre vetrine scintillanti, ma senza dubbio composto da uomini forgiati nel carattere. Superare i biancoviola non era facile. Sono serviti i rigori, anche questa stagione. E se lo scorso anno si era chiuso con la trasformazione di Bisonni che ha regalato il triplete storico alla Tor Tre Teste, stavolta si chiude con un errore, del più forte. Una parola per Davide Ferri: il penalty parato da Armenia resterà nella memoria per breve tempo, quello che lui ha mostrato durante la stagione durerà ancora per molto.

A viso aperto. Una splendida finale. Di quelle che se ne vedono poche, giocata senza remore da entrambe le contendenti. E il termine giocata mai fu più azzeccato. Chi ha assistito al match si è divertito, sin dai primi istanti, con Carpentieri che al 17' fulmina Quattrotto al termine di una discesa splendida, mandando Colafati al manicomomio con due dribbling da sogno e gonfiando la rete con un destro secco, imparabile. La reaazione dei biancoviola non si fa attendere, con Davide Ferri che inizia il suo show personale, ma il suo colpo di testa è alto, mentre Armenia fa buona guardia in uscita. Il Savio concede poco, come ogni squadra di Belardo. Patanella inverte gli esterni, ma il risultato non è quello visto al Testa o al Vigor Sporting Center. Fino all'intervallo non accade più nulla. 

Il riscatto. La bellezza del calcio è che basta un attimo, solo uno, per passare dalle stelle alle stalle e viceversa. E' quel che accade ad Armenia, numero uno del Savio, nella seconda parte di gara. La ripresa si apre proprio con una sua meravigliosa parata su un colpo di testa di Ferrari, imitato sull'altro fronte dal collega Colafati, che compie un vero e proprio miracolo su Spaziani. Il Savio al 14' assapora la vittoria, quando Volpato si becca il secondo giallo e lascia i suoi in dieci, ma tutto cambia quando il numero uno biancoblu sbaglia completamente il tempo di uscita su un lancio di Davide Ferri, ciccando la sfera e permettendo a Mambrini di depositare a porta vuota. L'Ostia Mare è di nuovo in gioco, ma da lì a poco il giovane ex Tor di Quinto, vivrà la gioia immensa di parare i rigori di Fosco e del capitano biancoviola. E' lui la foto più bella di questa finale. 

Cuore Ostia. Nel mezzo assistiamo a qualcosa di incredibile. L'Ostia con l'uomo in meno spreca il match ball al 43', con Mambrini che sbaglia il pallonetto a tu per tu con Armenia. I supplementari sono di un'intensità favolosa. Al 5' Patanella alza per l'ennesima volta gli occhi al cielo quasi con incredulità, quando ancora Mambrini, praticamente a porta vuota, spreca l'assist di Ferrari che aveva soffiato palla ad uno stanchissimo Liviello. Si gioca solo con le emozioni ormai e il Savio dopo il pericolo corso aumenta il ritmo. Quattrotto si supera sulla deviazione ravvicinata di Sette, mentre a 8' dal termine, Abbruzzetti si presenta tutto solo davanti alla porta, ma spara sul corpo dell'estremo difensore avversario. Incredibile. Incredibile anche che l'Ostia Mare riesce a restare compatta anche quando Mambrini viene espulso. In nove resiste all'assalto dell'armata di Belardo. Tutto inutile. Perché la favola stavolta non è a lieto fine. Almeno non per Patanella. Matarazzo, Liviello e Cupelli trasformano i tre penalty decisivi. Armenia fa il resto. Il Savio è campione regionale per la nona volta nella sua storia. Con un gruppo di ragazzi che durante la stagione è stato poco sotto la luce dei riflettori e che ha avuto la forza di mettere in fila squadre fortissime, che hanno goduto di una maggiore attenzione dei mezzi di informazione durante la stagione. Senza un motivo valido, perché in fondo, a conti fatti, hanno vinto i più forti. Ancora.Carpentieri dopo l'1-0 ©photosportiva.it