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Categorie: Giovanili - Juniores

Impressioni rossoblu: il Grifone Monteverde e il gioco del calcio

La formazione di Alessandro Radi gioca, vince ed entusiasma. Raramente accade nel mondo della Juniores



Ogni anno è una nuova scoperta. C'è sempre quel qualcosa che, analizzato poi più da vicino, lascia degli strascichi in una professione che si fonda, o almeno per me è così, sulla memoria di quanto vissuto e sul presente da raccontare in proiezione del futuro. Ho visto squadre, giocatori, tecnici. Ognuno con le sue peculiarità: chi sapeva fronteggiare le difficoltà, chi ne veniva quasi travolto. Chi accampava scuse, chi cercava rimedi. Un gioco fatto di vedute e rilanci, spesso talmente immediati da non capirne la reale differenza. Una carta dopo l'altra, un match dopo l'altro, ho imparato a conoscere e riconoscere, senza la presunzione dell'infallibilità. Forse è solo un'illusione, ma per me il calcio è ancora essenzialmente un gioco, oltre che una passione e l'ingranaggio fondamentale del mio lavoro. Un gioco che ho visto nelle sue tante sfaccettature, spesso decaduto in punti talmente bassi dal non farmelo più apprezzare. E' stata fin qui una stagione già segnata dalle brutture di attimi di sconsiderata ingenuità ed il primo caso è legato al Grifone Monteverde

Il Grifone Monteverde prima della partita contro il Fiano Romano (foto ©Del Gobbo)Tutti sappiamo quale. Un caso che, forse in maniera inconscia, ha aumentato il tasso di attenzione verso il cammino della formazione di Radi, per ora calcisticamente senza macchia. La squadra che ha stravinto lo scontro diretto con l'Accademia Calcio Roma mi ha riconciliato con lo spirito più autentico di questo sport. Ho visto un gruppo di ragazzi soddisfatti, sorridenti e capaci. Ho visto una squadra non solo capace di giocare un calcio di altissimo livello (e in questa fascia di età è davvero compito che riesce a pochi fortunati), ma anche in grado di dimostrare come il risultato in sé fosse una mera conseguenza del divertimento sul rettangolo verde. Il Grifone Monteverde gioca con l'incubo di veder comunque sfumare la categoria a fine stagione, ma non ne ha paura. O quantomeno non lo dà a vedere. Era la prima volta che lo vedevo giocare in questo campionato e se la prima impressione è quella che conta, giù il cappello. Giocare, nel vero e più puro senso del termine, a calcio in questo modo è la risposta più semplice al chiacchiericcio spesso inutile su obiettivi da raggiungere e calciatori da far crescere. Chissà quanti della rosa rossoblu potranno un giorno calcare palcoscenici davvero importanti (e per me ce ne sono almeno un paio) ma questo al momento è uno scenario da mettere sullo sfondo e da vedere a partire da questa estate. Per ora i giocatori, nonché il tecnico, del Grifone Monteverde sono un esempio. Erano anni che non assistevo ad uno spirito simile durante un match, tralasciando qualsiasi aspetto tecnico e tattico che, mi ripeto, viene svolto quasi alla perfezione. Quella del Villa dei Massimi è, insomma, una squadra per me unica nel suo genere. Se poi dovesse anche vincere...