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In Vaticano si è concluso ufficialmente il Sinodo per la Famiglia

Decisioni importanti per l’assise che ha riunito intorno al papa circa 270 rappresentanti provenienti da tutto il mondo e che nel corso del fine settimana ha registrato le sue battute finali



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L’assise sinodale in Vaticano si è ufficialmente conclusa: dopo settimane di lavoro alacre e costante, i 270 padri provenienti da tutto il mondo per la celebrazione del Sinodo per la Famiglia hanno sciolto le righe, lasciandosi alle spalle un’esperienza importante che ha fatto registrare anche una serie di decisioni importanti sul tema della Famiglia all’interno della Chiesa Cattolica. 

Comunione ai divorziati “caso per caso”. Il sinodo ha approvato tutti i paragrafi della Relatio finalis con una maggioranza dei 2/3. Tra le ultime novità c’è la decisione di affidare il discernimento agli ordinari del posto, circa la riammissione ai sacramenti: in pratica, sarà il vescovo locale a decidere se riammettere o meno ai sacramenti le persone che hanno divorziato . Si tratta di una decisione importante, che è passata con 178 voti a favore: dunque un solo voto di scarto rispetto ai 177 richiesti per la maggioranza qualificata. Soddisfatto il pontefice ed entuasiasta il cardinale arcivescovo di Vienna, Christoph Schoenborn, che si era già appellato ad una soluzione del genere in quanto ogni situazione presenta problematiche via via differenti. Per quanto concerne invece il tema dell’omosessualità, molto dibattuto all’interno di alcuni settori dell’opinione pubblica “va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione" ogni persona “indipendentemente dalla propria tendenza sessuale” e tutto questo senza inficiare né limitare i diritti delle famiglie. Sulla pedofilia infine è stata confermata la linea durissima, ribadendo una “stretta collaborazione con la giustizia” al fine di arginare e vincere il fenomeno, puntando specialmente al bene dei minori e delle famiglie colpite. 

La celebrazione conclusiva. Papa Francesco già si era pronunciato in merito alla decisione della “comunione caso per caso”, affermando che “i veri difensori della dottrina non sono quelli che ne difendono la lettera ma lo spirito" e stroncando così le numerose polemiche sorte intorno alla discussione dei temi all’ordine del giorno. A questo s’è aggiunta l’ulteriore quadra conclusiva dell’assise sinodale data dalla Messa che ieri mattina ha celebrato in San Pietro con i padri partecipanti all’incontro. In tale occasione, Bergoglio ha invitato tutti a seguire “il cammino che il Signore desidera" e "mai farci offuscare dal pessimismo e dal peccato” perché “oggi è tempo di misericordia” ed i cristiani debbono “porre l’uomo a contatto con la Misericordia compassionevole che salva” richiamandosi così al prossimo Giubileo straordinario, che inizierà l’8 dicembre. Argomenti forti, che non cesseranno di tenere banco all’interno della Chiesa e del mondo laico. Certamente, come affermato da Padre Antonio Spadaro, Direttore della Civiltà Cattolica, va riconosciuto che l’esperienza del sinodo è stata “quella dell'internazionalità della chiesa, della cattolicità – poiché è emersa - in modo particolare in questo momento la complessità della situazione internazionale, quindi la differenza dei linguaggi, del rapporto alle situazioni, del modo in cui si affrontano i problemi” e dunque “un'esperienza forte, di consapevolezza che la chiesa cresce ma cresce  anche in luoghi diversi, con modi diversi e con linguaggi diversi”.