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Inaugurata la prima tratta della Metro C, ma ci sono ancora molti disservizi

Scale mobili e ascensori fuori uso, problemi per i disabili e nessuna stazione di scambio, c'è ancora tanto lavoro per Roma Capitale



Il Sindaco Marino durante l'inaugurazione della Metro CE’ partita la metro C. Con due Papi di ritardo, ma è partita. La linea che Walter Tocci, lungimirante assessore della Giunta Rutelli nei primi anni ’90 (quello della cura del ferro), contava di avviare nell’anno del Giubileo ha preso il via domenica scorsa alle 5:30 del mattino. Ed è stato subito giallo, con il primo convoglio in direzione Pantano che si è fermato per 11 minuti “causa inconveniente tecnico”, infastidendo la folla di pendolari e curiosi recatasi a Centocelle per la storica inaugurazione.

La tratta inaugurataUna tratta di 15 stazioni lunga 12,7 km, treni senza conducente a bordo ma controllati e guidati da un sistema di automazione integrale “driverless” gestito da una Centrale Operativa. Tutto molto bello, tutto molto moderno, comprese le stazioni dotate di porte a vetro automatiche che si aprono all’arrivo del convoglio e consentono una netta separazione fra i treni e le banchine. Peccato che i disabili non possano salire autonomamente sui treni a causa del dislivello che si crea fra banchina e convoglio, come ha spiegato l’assessore Pancalli. Peccato che ascensori e scale mobili in alcune stazioni siano già fuori uso, come ha fatto notare il Codacons. E peccato che la valenza trasportistica dell’opera sia ad oggi quasi nulla, come dimostra l’enorme parcheggio della stazione Pantano completamente vuoto, anche di lunedì. Una linea senza stazioni di scambio con altre linee e che termina il suo servizio alle 18:30 serve a ben poco. Serve a portare i cittadini dalla estrema periferia est alla periferia est della capitale, per poi riversarli sugli autobus che, seppur potenziati, si imbottigliano nel traffico infernale della Casilina. 

L’attuale cronoprogramma prevede l’arrivo a San Giovanni a metà 2016, quello al Colosseo nel 2020 e il completamento della linea fino a Ottaviano per il 2023. Ma i dubbi sulla sua effettiva realizzazione sono più che legittimi, se si pensa che da cronoprogramma iniziale la tratta inaugurata domenica doveva partire nel 2011. Insomma, fra azioni legali, arbitrati e varianti in corso d’opera i tempi si sono allungati a dismisura. E i costi sono aumentati. Per un appalto aggiudicato a 2,7 miliardi siamo già vicini ai 4 miliardi di spesa. Eppure molte opere compensative sono state annullate e il tratto finale, quello che va dal Colosseo a Piazzale Clodio, ancora non è stato affrontato. Tanto che la Corte dei Conti, già due anni fa, prevedeva un costo finale di 6 miliardi, più del doppio della previsione iniziale, più del Mose di Venezia. Sarebbe a dire oltre 230 milioni al chilometro, contro una media europea che si aggira fra i 120 e i 150 milioni.