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Intervista esclusiva al Presidente, Giammarco Palmieri: “V Municipio, bellissimo con le sue difficoltà”

Parte il nostro viaggio nel cuore della Capitale: diamo voce ai minisindaci e alle piccole realtà territoriali, dal Centro fino alle periferie



Il Presidente del V Municipio, Giammarco Palmieri foto©gazzettaregionaleParte oggi il nostro viaggio attraverso i Municipi della Capitale. La prima tappa fa capo al V Municipio e alla figura del suo Presidente Giammarco Palmieri già Minisindaco del VI Municipio e dal 2013 riconfermato alla guida del neonato V. Nell’incontro si affrontano progetti, novità e interventi senza dimenticare le problematiche del territorio che passano attraverso i quartieri del Pigneto fino ad arrivare a Tor Sapienza.


Presidente Giammarco Palmieri, partiamo da un dato. Quando ho comunicato che oggi l’avrei intervistata, la maggior parte delle voci che ho raccolto mi hanno detto – cito – “Il V Municipio è un quartiere bellissimo, ma allo stesso tempo è forse il più difficile da gestire”. E’ così?

“Non so se sia il più difficile da gestire, sicuramente è un Municipio bellissimo. Ha tante difficoltà, certo, ha le sue complessità. Non è un caso che nell’ultimo anno e mezzo alcuni quartieri siano stati al centro dell’attenzione anche per aspetti non sempre positivi. Pensiamo al Pigneto con la questione dello spaccio, nonostante poi del Pigneto, spessissimo, si parli per la ricchezza culturale, per la numerosità delle alternative e per la vivacità che il quartiere ha anche se poi soffre di questo problema enorme. Di Tor Pignattara si è parlato per i problemi legati alla convivenza fra le diverse etnie, in un quartiere che, eppure, produce tantissimo. Tor Sapienza nell’ultima parte dell’anno scorso è stata all’attenzione addirittura dei media nazionali per gli scontri che ci sono stati legati al centro d’accoglienza e anche lì però ci sono tante cose positive: l’ultima ieri (22 Marzo, ndr) con una iniziativa culturale importante. Quindi il V è sicuramente un Municipio bellissimo, non so se il più difficile, ma sicuramente un Municipio con le sue difficoltà”.


Veniamo alle questioni recenti. Innanzitutto un dato positivo: la riapertura di via Filarete.

“Sì, era prossima a festeggiare i due anni la buca di via Filarete. E’ stata riaperta dieci giorni fa e va detto che l’amministrazione comunale su questo si è spesa, nel senso che la voragine si è aperta alla fine della passata consiliatura: ora con l’inizio della nuova non erano stati lasciati dei soldi, per fare quegli interventi. Sono stati fatti sondaggi, poi i soldi sono stati inseriti per volontà del Sindaco Marino lo scorso anno, nel bilancio approvato a luglio. Da lì in poi si è completata la progettazione, è stata fatta la gara d’appalto, sono stati fatti i lavori in un tempo ragionevole, se prendiamo come punto di partenza il momento in cui ci sono stati i soldi. C’è stato inoltre un risparmio anche rispetto a quanto si era previsto all’inizio: invece che 360.000 € è costato 210.000 € grazie all’utilizzo di materiali che noi per primi avevamo già sperimentato a via Dulceri, materiali in parte consistente riciclati, quindi frutto del riutilizzo di materiale di risulta che consente quindi di non utilizzare elementi nuovi. E per questo io credo che vada assolutamente ringraziato il Sindaco Marino, perché è stato grazie alla sua ferma volontà che sono stati stanziati questi fondi. E non era così scontato nel senso che nella città ci sono tante situazioni di questo tipo e il Sindaco su questo ha voluto dare una attenzione forte e gli Assessori Masini prima e Pucci poi, hanno seguito il tutto passo passo e hanno portato alla conclusione di questo percorso”. 


Rimaniamo a Tor Pignattara. Lei tempo fa – e mi riferisco ai fatti di via Giovannoli – parlava di frizioni fra i cittadini italiani e non, quindi fra le diverse culture presenti nel quartiere. Poi ad inizio mese sono arrivate le scritte che bisogna definire razziste sulle locandine della bella iniziativa di “TorPignaLab”. A questo punto viene da chiedersi: c’è effettivamente un problema di convivenza a Tor Pignattara o è il racconto di pochi quello di queste scritte razziste. Cosa sta succedendo?

“Le svastiche sono sicuramente il racconto di pochi imbecilli. Lì non parliamo nemmeno di frizioni, ma parliamo di una roba abominevole: non c’è nulla che possa provare a dare una spiegazione alle svastiche. Questo è un dato di fatto e una premessa: le svastiche né si commentano né si analizzano, sono il frutto di una idiozia e quella idiozia è sicuramente il frutto di pochi nel quartiere. Dopodiché delle questioni di convivenza esistono - perché sarebbe sciocco dire che non esistano - ma è altrettanto vero che c’è l’impegno in questa fase in particolare, da parte delle realtà territoriali, con il sostegno laddove possibile delle Istituzioni – Comune e Municipio – per far emergere quanto di buono c’è nel quartiere. Credo che “TorPignaLab” sia stato un esempio di questo tipo è il fatto che siano stati danneggiati dei lavori pensati e realizzati con la fatica di cittadini del quartiere, è ancora più grave perché non si va a colpire qualcosa a casaccio, ma si va a colpire i cittadini del quartiere, che vogliono fare qualcosa di buono per il territorio in cui abitano e questa credo che sia una cosa gravissima, ma patrimonio di pochissimi”.




Apriamo il capitolo di “Mafia Capitale”. “Mafia Capitale” è una indagine che ha coinvolto e abbracciato tutta Roma interessando più o meno direttamente il V Municipio con le questioni legate alla droga del Pigneto e alla immigrazione di Tor Sapienza. Che idea si è fatto della vicenda anche perché abbiamo letto del suo sostegno all’Assessore Danese che proprio per le questioni dell’inchiesta è costretta alla scorta.

“Questa amministrazione, e parlo del Sindaco in prima persona e della sua Giunta, sta cercando di dare una spallata decisiva a quel sistema che evidentemente, l’abbiamo letto e sentito, si era infiltrato in maniera pesante dentro la città di Roma e nelle Istituzioni. Il fatto che solo per avere detto che il Comune intende chiudere i campi nomadi, l’Assessore Danese sia stata pesantemente minacciata, tanto da convincere le Forze dell’Ordine a fornirle una scorta, dà il chiaro segnale di che tipo di interessi si nascondessero dietro questi settori dell’amministrazione. Io credo che tutti insieme si possa uscire, che si possa cioè espellere la criminalità da dentro le Istituzioni. Ci sono territori – e ce lo dicono le precedenti indagini in materia – che sono oggetto della criminalità organizzata: parlavo del Pigneto con il mercato della droga ed è evidente che lì c’è una organizzazione che gestisce perché è inimmaginabile che siano gli spacciatori presenti a governare quel mercato. Negli ultimi mesi sono stati fatti degli sforzi per cercare di garantire un maggior presidio del territorio, ma è evidente che o si va alla fonte e si smantellano le organizzazioni che gestiscono i mercati o altrimenti si rischia di svuotare il mare con un cucchiaino. Sono certo che c’è una azione di intelligence su questo per far sì che i nostri quartieri possano tornare ad essere a trecentosessanta gradi e al cento per cento di proprietà dei cittadini che ci abitano”.


Senta ripensando a 20 anni fa, il Pigneto non esisteva, non esisteva come idea, non esisteva come quartiere. C’era piuttosto Piazzale Prenestino, Piazza Lodi o al massimo quella serie di palazzi che corrono lungo Ponte Casilino. Oggi invece è diventato il centro della movida a cui si annettono i problemi di spaccio e delinquenza che sappiamo. Che quartiere è oggi il Pigneto e come si vive?

“Nelle zone in cui lo spaccio è più evidente, il Pigneto vive con grande sofferenza ed è inutile nasconderlo, perché lo spaccio, in particolare nella zona dell’isola pedonale e nelle vie limitrofe, ha assunto una forma di controllo del territorio che si vede, si percepisce e spaventa i cittadini. Cittadini che sono orgogliosi del proprio quartiere, ne riconoscono i pregi e chiaramente non possono continuare a vivere con gruppi di spacciatori sotto casa. Per questo oltre allo sforzo che è stato fatto nell’ultimo anno con la presenza abbastanza significativa delle forze dell’ordine, lì serve una azione che vada a colpire le organizzazioni criminali che gestiscono quei traffici perché altrimenti non ne usciamo”


Torniamo indietro di qualche anno. Lei era Presidente dell’allora VI Municipio e in una intervista ad una mia collega diceva che “esiste una sfiducia nelle Istituzioni, mentre il Municipio resta ancora quel perno fondamentale fra cittadini e Istituzioni”. E’ ancora così?

“Credo di sì, nel senso che quantomeno resta quella immediata prossimità anche se noi siamo 260.000 cittadini: però l’idea che senza dovere arrivare al Campidoglio o ad altre Istituzioni che sembrano lontanissime, ci sia un Municipio, ci sia qualcuno che comunque ti può ascoltare e rispetto al quale tu puoi fare le tue rimostranze è l’ultimo baluardo di un rapporto fra le Istituzioni ed i cittadini ed è per questo che questa opportunità andrebbe colta, rafforzando i poteri dei Municipi e rafforzando la loro capacità non solo di ascoltare i cittadini, ma anche di dare una risposta a ciò che i cittadini chiedono”.


Senta a proposito di questo rapporto fra cittadini e amministrazione. Nell’incontro nella sala consiliare di Piazza della Marranella, Lei aveva fatto tre promesse: detto di via Filarete, restano la biblioteca – da costruirsi nella stessa sala – e la nuova illuminazione Led per tutto il V Municipio. A che punto siamo?

“Per quanto riguarda l’illuminazione Led, Tor Pignattara è stato uno dei primi quartieri che è partito: cito a memoria le strade su cui si è intervenuto che sono via della Marranella, via Zenodossio, un lato di via Bufalini, via Giovanni Maggi e potrei dimenticarne qualcuna. Nel programma delle prossime settimane di Acea c’è anche via Filarete nella quale dopo aver riaperto la strada si metterà anche l’illuminazione a Led. Quello che c’era stato assicurato nell’amministrazione comunale, cioè che i nostri quartieri sarebbero stati i primi nei quali si sarebbe sperimentata questa sostituzione dell’illuminazione è stata mantenuta. Per quanto riguarda la biblioteca a Piazza della Marranella, stiamo andando avanti: ci siamo visti proprio pochi giorni fa con Istituzioni e biblioteche e posso confermare che l’obiettivo è avere entro la fine di quest’anno la biblioteca a Piazza della Marranella”.




Una delle sue canzoni preferite è la “Canzone del Maggio” di De Andrè che parla dell’attivismo e della presenza dei cittadini. In questo senso l’attivismo del V Municipio è largamente diffuso: cito fra i tanti, il gruppo che ha portato alla apertura del lago dell’ex Snia Viscosa. Che idea si è fatto di questo attivismo e che rapporto c’è fra Lei e questa serie di gruppi di attivisti cittadini?

“Come tutte le cose poi i rapporti non sono sempre uguali: ci sono gruppi con i quali si riesce a ragionare in maniera più costruttiva, altri con i quali è più difficile. Noi non ci tiriamo indietro di fronte a nessuno, poi la capacità di costruire rapporti non può essere a carico di un solo pezzo del rapporto. Siamo contenti che sul territorio ci sia questo attivismo, che ci siano tanti cittadini che sono legati a questo quartiere. Ricorderei inoltre l’esempio del “Cantiere Impero” che ha portato alla riapertura, seppure ancora parziale, del “Cinema Impero” e anche alla possibilità di mettere a disposizione dei cittadini del territorio, una struttura privata. Questo è un grande valore che noi abbiamo e al quale si cerca di dare una sponda anche se non sempre ci si riesce”.


Lo ricordava Lei prima. Il V Municipio è probabilmente il più popoloso dei Municipi romani e quando un Municipio diventa quasi un Comune indipendente, i problemi assumono volti e nomi diversi. Uno di questi è quello della prostituzione, una prostituzione che nel quadrilatero fra Tor Sapienza e Viale Palmiro Togliatti sta assumendo risvolti problematici. A questo proposito che fare: Lei si sente in accordo con il Presidente del IX Municipio Santoro nel creare un quartiere a luci rosse o quali altre alternative si possono attuare?

“Credo che la proposta di Santoro fosse condivisibile: la prostituzione non è vietata, allo stesso tempo autonomamente si son creati dei quartieri a luci rosse. Basta farsi un giro sulla Togliatti e nella zona del Mattatoio, dove a una analisi poco approfondita si tenderebbe a pensare che non vi abiti nessuno, ma non è così. C’è Casale Rosso e poco più su c’è Viale Giorgio Morandi, ci sono cioè migliaia di persone che vivono con questo problema sotto le finestre. Poi andando sulla Togliatti in direzione Tuscolana c’è l’Alessandrino, c’è Centocelle, c’è il Quarticciolo, ci sono cioè diverse persone che convivono con questo fenomeno. Il progetto non era la creazione di un quartiere a luci rosse, ma era quello di cercare di creare delle condizioni per cui una attività non illegale potesse svolgersi senza costringere alcuni a subire i costumi sessuali di altri. Cercare di farla  svolgere in luoghi in cui uno, affacciandosi dalla finestra, non fosse costretto a vedere o la consumazione di un rapporto o altro tipo di cose. Il progetto di Santoro era affiancato inoltre da un parte importante rispetto al contrasto alla tratta di essere umani, una questione che non può essere semplicemente affrontata in termini di ordine pubblico o di decoro, ma che è fondamentale perché parliamo di ragazze che non fanno quella scelta liberamente, ma che sono costrette da organizzazioni criminali. Io credo che si debba prendere per il verso giusto questo problema e ora con l’Assessore Danese stiamo lavorando per far ripartire il progetto Roxanne che deve avere come obiettivo principale quello di aiutare le ragazze sfruttate, ma deve anche avere come finalità quella di consentire ai cittadini di non dovere convivere con un fenomeno che non è la prostituzione in sé, ma piuttosto quello dei clienti che consumano sotto le finestre delle persone”.


Abbiamo quasi finito. Uno dei punti che Lei aveva inserito nel suo programma è quello della valorizzazione del Parco Archeologico del V Municipio, un parco che si estende da Largo Telese fino ad arrivare alla Basilica Neo Pitagorica di Porta Maggiore. Che progressi ci sono in questo senso?

“Abbiamo avuto un fatto importantissimo circa un anno fa con l’apertura al pubblico delle catacombe dei Santi Marcellina e Pietro. Da quello che so le catacombe stanno prendendo piede e le visite sono continue, e siamo al limite della portata delle catacombe con un risultato storico. E’ pronto il museo delle catacombe che è ospitato all’interno del Mausoleo di Sant’Elena e abbiamo ottenuto dalla definizione dei finanziamenti di Roma Capitale due importanti sovvenzioni per il nostro patrimonio archeologico che sono la ristrutturazione e musealizzazione del Mausoleo dei Gordiani a Villa Gordiani e la ristrutturazione e musealizzazione della Villa della Piscina nel Parco di Centocelle, due resti archeologici di primaria importanza a livello mondiale che verranno restaurati e di cui verrà resa possibile la fruizione. Io mi auguro che il Giubileo possa essere una occasione per lanciare dal punto di vista turistico anche questa parte di territorio. Mi auguro, e il Sindaco l’ha detto in più di una occasione, che si colga questa opportunità e che finalmente questa parte di Roma, che per patrimonio archeologico è una delle più importanti del mondo, possa cominciare a fare la sua parte in termini di attrazione dei turisti”.


Nel salutarla, quali sono i progetti dell’immediato futuro del V Municipio?

“Uno è quello della biblioteca. Creare luoghi di incontro e aggregazione dei cittadini è fondamentale perché poi da lì nascono gli anticorpi e il senso di comunità che fa sì che ci sia meno degrado, meno incomprensione, meno conflittualità sul territorio. Il secondo punto è quello che vede la collaborazione con l’amministrazione comunale per dare una soluzione all’annosa questione del parcheggio multipiano di Tor Tre Teste e via Tovalieri, il cosiddetto ecomostro: noi una soluzione l’abbiamo proposta e ora gli uffici comunali la stanno vagliando. Io mi auguro, anche perché l’ecomostro è vicino alla Chiesa di Meier che sarà un luogo centrale del Giubileo - un Giubileo della Misericordia e quella è la Chiesa di Dio Padre Misericordioso - che durante lo stesso finalmente i cittadini possano cominciare a vedere che quella vicenda viene risolta, con la costruzione di un parcheggio e di un centro culturale. Questo è quello su cui stiamo lavorando e questo è un risultato storico che porteremo ai cittadini”.