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Italo Cucci presenta la Gazzetta Regionale: "Un giornale amico, ma soprattutto utile"

Il noto giornalista e scrittore mette a disposizione della nuova testata la sua esperienza: "Se sono qui è perché ho ancora integri i miei sogni, ma soprattutto perché mi si è presentata una banda di ragazzi che mi ha riportato alla mente la prima redazione del Guerin Sportivo"



Italo CucciQualcuno mi critica perché "non la faccio finita". Con cosa? Con il giornalismo? Con lo Sport? Con il calcio? Sapete cosa disse il grande direttore (anche del Messaggero) Missiroli? "Piuttosto che lavorare faccio il giornalista". Frase attribuita anche a Luigi Barzini, valida solo per assumere un tono di brillante superiorità e ironia, in realtà non adeguata ai tempi moderni. Quando presi in mano il Guerin Sportivo e lo rovesciai come un guanto portandolo al successo mi definii "direttore operaio". E Berlusconi non era ancora sceso in pista. E dovrei chiudere con lo Sport, che mi ha permesso di fare questo mestiere in un mondo che almeno per alcuni decenni pareva la Luna, oggetto di mille sogni? Oggi lo Sport ha assorbito i mali del tempo disseminati dagli uomini ma se Dio vuole gli atleti restano tuttavia umanità splendente. E i calciatori? Al calcio ho dato cinquant'anni e non saprei come farne a meno non per il sempre più massiccio consumo di eventi che offre ma per la sua natura eminentemente sociale che fece dire a un intellettuale snob, Jean Paul Sartre, "il calcio è metafora della vita", affermazione storica purtroppo seguita da una constatazione cronistica: "Nel calcio tutto viene complicato dalla presenza della squadra avversaria". Se sono qui è perché ho ancora integri i miei sogni, ma soprattutto perché mi si è presentata una banda di ragazzi che mi ha riportato alla mente la prima redazione del "Guerin" quando, in uno stanzone a San Lazzaro di Savena ("la tentacolare San Lazzaro" - diceva sfottendo Brera, poi arrivò Alberto Tomba) si decise un programma editoriale rivoluzionario: FARE QUELLO CHE GLI ALTRI NON FANNO. In piena crisi di mercato e di idee è anche oggi l'unico modo per servire il mondo che amiamo con l'informazione che merita. Mondo giovane, mondo ancora non del tutto contagiato dal business, dalle panzane e dai cialtroni. La competenza dei redattori è già stata messa alla prova da precedenti esperienze, la voglia di lavorare risponde energicamente e allegramente allo spauracchio della disoccupazione. Questo particolare Calciomondo sarà presto felice di avere trovato un giornale amico ma soprattutto utile. Io mi metto in un angolo, a osservare, curioso come un tempo, pronto a versare alla causa comune qualche spicciolo d'esperienza.