Notizie

James Tissot: mostra al chiostro del Bramante fino al 21 febbraio

La prima esposizione in Italia dell'artista francese, verrà curata da Cyrille Sciama



"Dama con ombrello. Mrs Newton" di James TissotL’artista. Riscoperto dalla critica inglese nei primi anni settanta del novecento, dopo un lungo silenzio, soprattutto, in Francia, fino al 1985, anno dell’esposizione al  Petit Palais di Parigi.  James Tissot (1836-1902), sebbene figlio di un commerciante di stoffe (Marcel Théodore) e di una modista disegnatrice di cappelli (Marie Durand), è attore della élite artistica della Parigi belle époque e frequenta la  borghesia vittoriana (1871-1882). Pittore dandy e ricercato, è allievo di J.H. Flandrin (principale esponente della Scuola di Lione e discepolo di J.A.D. Ingres) e di Louis Louis Lamothe presso l’Ecole des Beaux- Arts, è amico dei più noti pittori contemporanei, tra i quali E. Degas e J.A.M. Whistler, da cui trarrà ispirazione per le composizioni di interni. Espone regolarmente al Salon di Parigi e alla Royal Academy di Londra e realizza le prime caricature per “Vanity Fair” e un ciclo di illustrazioni sulla Vita di Gesù. La morte improvvisa dell’amata e convivente Kathleen Newton (1882), giovane divorziata irlandese e protagonista indiscussa dei suoi ritratti, coincide con la svolta della vita e della sua opera: dalla mondanità borghese alla riflessione mistico-religiosa, tra apparizioni nella chiesa di Saint Sulpice a lunghe meditazioni in Medio Oriente (1885-96). Muore in Francia nel castello di Buillon, vicino a Besancon, abitato dalla nipote Jeanne fino al 1964.

La mostra. Francese di nascita ma di vocazione britannica (muta il suo nome nel più anglofono James), celebra l’intimità domestica borghese, tra sguardi languidi, palchi di teatro, giardini segreti e colazioni, indugiando su crinoline e taffetà inamidati, memore degli insegnamenti materni. Otto sezioni tematiche disegnano il percorso artistico e spirituale dell’artista, dagli “Inizi a Parigi” (Margherita e Faust, 1860), alla “Vita interiore” (Il vedovo, 1876), passando per la “Vita moderna”, (Mademoiselle L.L., 1864) e il “Volto ideale di Kathleen Newton” (La convalescente, 1880/82). Ottanta opere provenienti dalla Tate di Londra, dal Petit Palais e dal Museo D’Orsay di Parigi, disegnano uno stile nitido, di colori puri, a tratti accademico, dove la cura del dettaglio imbriglia la leggerezza e la sintesi del sentimento impressionista. Nel mezzo dell’esposizione, due opere di De Nittis irrompono nell’equilibrio fotografico e tra le didascaliche illustrazioni del Figliol Prodigo, colmando la distanza tra spettatore e opera d’arte e sottolineando il divario tra i due artisti. La visita è accompagnata, infine, da un “percorso didattico” sulla moda di metà ottocento, tra “cul de paris” e boleri, con tanto di manichini mignon e la ricostruzione di un salotto color cipria, il cui sipario si apre sulla “Più bella donna di Parigi” (1883/84), senza dubbio la più mondana e riuscita delle opere di Tissot.  Il clamore è reale: si sentono le voci dei protagonisti del dipinto, signore attempate che scambiano battute divertite con ufficiali in tenuta di gala.