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Categorie: Dilettanti - Eccellenza

L'addio a Flavio Gagliardini e l'autogol del Cr Lazio

Prima di Ladispoli - Civitavecchia non è stato autorizzato il minuto di raccoglimento in onore dell'ex capitano nerazzurro. Quando la burocrazia ostacola i sentimenti...



Da calciatore ci era già riuscito. Aveva già commosso ed emozionato l’intera Civitavecchia. Aveva toccato il cuore di ogni suo concittadino con il suo modo generoso di giocare, con il suo attaccamento alla maglia nerazzurra, con le corse sotto i tifosi pronti a far esplodere il Fattori dopo le sue prodezze. Nel momento del dolore, venerdì mattina, lo ha fatto ancora una volta. Tutta la sua città era di nuovo lì per lui. Compagni di squadra vecchi e attuali, avversari di mille battaglie, amici della vita privata e naturalmente i tifosi che per anni lo hanno acclamato: tutti, proprio tutti, stretti intorno alla sua famiglia. Anche nel momento del distacco, dell’ultimo saluto, dell’addio, Flavio Gagliardini ci ha rievocato come questo sport riesca a renderci una cosa sola. La folla presente dentro e fuori la Cattedrale di Civitavecchia ne è la prova lampante. Perché i calciatori per tutti noi appassionati, qualsiasi sia il palcoscenico sul Il saluto di Civitavecchia al suo bomberquale recitano le loro gesta, sono eroi che riescono in quello che in pochi altri sanno realizzare: unire. Il calcio è anche questo. Il bello del calcio è questo. Sentimenti che, ci duole sottolinearlo, fanno a cazzotti con la burocrazia, capace anche stavolta di macchiare quello che nel nostro cuore resterà per sempre uno splendido ricordo. Non aver permesso di omaggiare uno dei più amati capitani nerazzurri, ed anche ex rossoblu, prima del derby di Eccellenza tra Ladispoli e Civitavecchia è un clamoroso autogol della nostra Federazione. Non era arrivato il Comunicato Ufficiale, dicono. Non era stato autorizzato un onore che viene riservato, senza dubbio giustamente, anche a personaggi che con il nostro amato pallone non hanno nulla a che vedere. Flavio era un uomo che per questo movimento ha dato tutto, compresa la sua vita. Meritava ben altro trattamento. Un errore che non macchia il nostro ricordo, ma che ci fa soffrire ancora di più. Peccato, proprio oggi, dover commentare questo clamoroso autogol del nostro Comitato.