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Categorie: Dilettanti - Giovanili - Nazionali

L'assemblea dell'11 agosto stabilirà chi prenderà il posto di Giancarlo Abete: Carlo Tavecchio l'indiziato numero uno

Il presidente della Lega Nazionale Dilettanti potrebbe garantire l'esperienza necessaria per superare questo delicato momento del calcio italiano, dopo il fallimento della spedizione azzurra ai Mondiali in Brasile



Il mondiale di calcio in Brasile ha scatenato un terremoto in FIGC. L'eliminazione degli azzurri, che per la seconda edizione consecutiva non hanno superato il girone eliminatorio, arrivata poche settimane dopo il rinnovo contrattuale del commissario tecnico Prandelli, ha scatenato un polverone creando le basi per una rivoluzione iniziata pochi istanti dopo le dimissioni di Prandelli stesso ma, soprattutto, dopo l'addio alla massima carica FIGC da parte di Giancarlo Abete che di quel rinnovo siglato prima della spedizione azzurra in terra brasiliana era stato il primo fautore. Così, con la consueta velocità e frenesia che scandisce da sempre il movimento calcio, pochi secondi dopo l'annuncio in mondovisione dell'ex presidente la caccia al successore è iniziata, con i media pronti a snocciolare i nomi dei papabili con una costante: in pole c'è Carlo Tavecchio, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che in FIGC, dal 2007, occupa la posizione di Vice Presidente Vicario. 


Carlo Tavecchio, presidente LNDLa storia. Eletto alla presidenza per la prima volta nel 1999, Tavecchio in questi anni è riuscito nella missione di rafforzare la LND rendendola economicamente autonoma dalla FIGC, attraverso nuove politiche di marketing e ottenendo che venisse riconosciuta per legge la mutualità dei diritti televisivi del calcio di Serie A a seguito della campagna che è passata sotto il nome de “La Domenica ai Dilettanti”, denunciando come non ci fosse uno spazio da destinare alle partite della LND senza concorrenza del calcio professionistico. Questo è stato il primo passo per rafforzare la Lega che prima del suo ingresso contava 160 dipendenti contro i 300 attuali, con un patrimonio inesistente e che oggi può vantare una sede nazionale e 15 sedi regionali di proprietà. Un obiettivo raggiunto senza gravare sul movimento, che ha tratto beneficio da una linea politica attenta ad intervenire sotto il profilo fiscale permettendo alle realtà minori di sostenere le problematiche di spesa. Un esempio su tutti i sei milioni stanziati in tre anni per finanziare a fondo perduto gli interventi volti alla ristrutturazione degli impianti per migliorare l'efficientamento energetico, in maniera da contenere i costi di gestione. Ha cambiato le condizioni assicurative dei praticanti, vincendo la battaglia sull’abolizione dell’obbligatorietà della Sportass al fine di aumentare la concorrenza in questo settore e ha snellito la burocrazia che attanagliava il sistema. Prima informatizzando le iscrizioni e il tesseramento, garantendo maggiore certezza del dato e dematerializzando il processo che in precedenza avveniva con grandi aggravi di costi. Poi, nel 2009, ha promosso l'istituzione dello Sportello Unico, con la gestione unificata presso i Comitati Regionali LND dell'attività di Settore Giovanile e Scolastico, garantendo alla FIGC un risparmio di ben 5 milioni di euro. 


Tavecchio e i giovani. Nascendo dal calcio di base, di cui è profondo conoscitore (è stato presidente e dirigente di società), ha introdotto norme e stanziato investimenti a tutela e per rilanciare i vivai ed i settori giovanili. Basta dare un rapido sguardo alle sue intuizioni, per comprendere come l'attuale Presidente LND abbia da sempre un occhio di riguardo verso queste tematiche. E' stato lui ad introdurre l'obbligatorietà nell'utilizzo dei giovani dalla Serie D alla Promozione, incentivando con contributi ad hoc come “Giovani D valore” il loro impiego. Inoltre, constatando l’incapacità degli Enti Locali nell’ammodernare gli impianti, ha lanciato investimenti forti per migliorare la sicurezza negli stadi più piccoli destinando 10 milioni di euro per la realizzazione (1 in ogni regione) di 20 nuovi impianti da destinare all’attività dilettantistica e giovanile. Una sensibilità verso i ragazzi che, ad ogni modo, non va ricercata esclusivamente nella sfera sportiva. L'assunzione nel 2013 di 139 giovani per contrastare la crisi del volontariato sportivo e aumentare le competenze del mondo LND ne è la prova più lampante. 


Discontinuità nella continuità. Per la FIGC Tavecchio rappresenterebbe la certezza di un'esperienza federale importante, che in questo momento storico così delicato potrebbe rappresentare un punto di forza. E' un grande sostenitore della riforma dei campionati (con una riduzione del numero di club) e della spending review: si alla cantera federale per quanto concerne i CT (vedi Bearzot, Vicini e Maldini) e no a quei personaggi “glamour” che costano cifre esorbitanti. Le capacità manageriali che potrebbero essere utili al percorso che la FIGC si trova costretta a compiere, fanno parte del bagaglio del Presidente LND, in virtù anche della sua esperienza internazionale maturata in FIFA e UEFA, in quest’ultima in particolare dove lavora con energia nella Commissione per Giovani e Dilettanti. Nel suo cammino ha dimostrato una grande dinamicità, intraprendendo nell'ultimo decennio riforme che hanno rafforzato, ma al tempo stesso snellito, la struttura LND. La sua capacità di mediazione e la sua schiettezza possono rappresentare un consolidamento della funzione centrale e di concertazione tra le componenti della FIGC. Un personaggio con le mani libere e con la maturità politica necessaria per evitare scomodi compromessi. 


Così, dopo la prima grande scossa di terremoto del 24 giugno, dopo il fallimento della spedizione azzurra, il calcio italiano è pronto a riassestarsi in questa calda estate. La data è fissata: 11 agosto. Allora sapremo chi dovrà rilanciare il nostro sport nazionale. E dando uno sguardo a questi ultimi quindici anni, la parola rilancio è un principio cardine della politica innovativa di Carlo Tavecchio, pronto a portare una svolta anche nel professionismo.