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L'intervista al nuovo consulente tecnico della Res Roma Antonio Genovese

Nuova figura nello staff della formazione giallorossa



Allenatore con Patentino Diploma B Uefa, Antonio vanta un'esperienza decennale come Talent-Scout di Inter e Monza maschile, per conto delle quali selezionava e segnalava talenti per il Settore Giovanile; nel suo curriculum anche l’esperienza con la Bocconi, la Sovicese Femminile e l’esperienza da stagista esterno al Femminile Inter Milano nella Categoria Giovanissime; inoltre ha allenato in Terza Categoria maschile, Juniores, nonché la Rappresentativa U.N.I.T.A.L.S.I. nel Triangolare benefico: "In campo per l'Emilia" del 22 giugno 2012, a Teramo contro una selezione del Teramo Calcio ed una Rappresentativa All Star capitanata da Giancarlo Antognoni con altri campioni del passato del calibro di Sebino Nela


Antonio GenoveseDa allenatore che conosce sia il calcio maschile che quello femminile, quale differenze noti tra i due mondi? "La differenza basilare che noto tra il calcio maschile ed il calcio femminile oltre al fatto che il calcio femminile venga considerato, anche in Serie A come dilettantistico è, che sono poche le società femminili che hanno un proprio campo, una propria struttura senza doversi appoggiare a società maschili per allenamenti e partite… poche sono anche le società che hanno un’intero Settore Giovanile e spesso si fermano alla Prima squadra e sono pochi gli introiti derivanti da sponsor per aiutare anche solo nella gestione economica di una squadra e spesso è più opera di volontari, appassionati di calcio che pur di coronare il loro sogno fanno sacrifici che nel maschile non farebbero o farebbero in maniera inferiore.Il livello tecnico è minore rispetto al maschile dovuto non a non capacità delle atlete ma ad un’organizzazione curata meno nei minimi dettagli (come una squadra professionista maschile) che ne impedisce un’accurata e ben definita crescita, non per mancanza di volontà ma di aiuto dalla Federazione e delle strutture che gravitano intorno al pianeta calcio femminile; sono poche le squadre in Italia che si “muovono” come società professionistiche maschili.Del calcio femminile c’è però una cosa che se supportata maggiormente a quanto descritto prima mi fa preferire allenare, collaborare nel calcio femminile. Cos’è? La passione, la voglia, la grinta che non è per nulla inferiore al maschile anzi… in allenamento le calciatrici sono anche più attente, ricettive e vogliose di capire perché fare un’esercizio piuttosto che un altro, a cosa serva mentre, nel maschile questo viene un po’ meno".


Cosa credi che occorra al calcio femminile per poter esplodere come è avvenuto in altri stati? "Il calcio femminile italiano per potere esplodere come avvenuto in altri Stati a parer mio deve cambiare alla fonte. Non deve essere considerato un calcio minore ma considerato alla pari del calcio maschile partendo dal calcio di base facendolo conoscere nelle scuole anche con dimostrazioni e far comprendere che le ragazze non devono fare solo danza o pallavolo ma ciò che amano e tra questi il calcio, sport nazionale non deve essere da meno ma elemento di unità e coesione e per fare ciò occorrono maggiori investimenti, visibilità e creazione di strutture adeguate.Ciò però sarebbe nullo se non vi fosse la volontà e le capacità di persone competenti per poterlo fare. Dovremmo a parer mio rimboccarci le maniche come ha fatto la Germania che a livello mondiale ed europeo è in assoluto la Nazione che più ha voluto cambiare. A livello Europeo vincere sei titoli europei consecutivi con la Nazionale maggiore, vincere a livello di Nazionali Giovanili, vincere a livello di Club e gratificazioni personali a livello di calciatrici. Le ultime due Champions League targate Wolfsburg, le candidature al pallone d’Oro di ben tre giocatrici del Wolfsburg non è un caso e… questa squadra come il Bayern ed altre non sono casi di omonimia col calcio maschile ma sono squadre appartenenti ad un unico Club… il Bayern Monaco di Pep Guardiola è lo stesso dove giocano le nostre Azzurre: Schroffenegger e Manieri… se società come Milan, Juve, Inter, Roma e tutte le altre avessero anche le squadre femminili, il movimento ne crescerebbe in visibilità ma soprattutto in qualità e sarebbero anche maggiori le persone che andrebbero a vedere il calcio femminile amandolo come amano il calcio maschile senza vederlo come un “calcio minore” 


Come mai hai accettato di collaborare come Collaboratore Tecnico con la Res Roma? "Ho parlato con varie società di varie categorie per mettermi a disposizione qualora necessitassero di collaborazione poiché si amo allenare ma sono conscio anche dei miei “limiti fisici” e che determinate cose non posso dimostrarle sul campo ed allora, frutto anche di barriere mentali prima ancora che architettoniche che rendono più complicato un mio consolidamento in società femminili, ho cercato di ottimizzare le mie capacità fornendo la mia esperienza maturata nel maschile come Talent-Scout professionista.. a società in cui ciò potesse essere utile e collaborare in Staff e, dopo un colloquio con Fabio (Mister Melillo) si è da lì a poco creata la possibilità di lavorare in Staff fornendo la mia Collaborazione Tecnica con la Prima squadra della Res Roma; un’onore ed un piacere per una società importante con un Mister con cui condivido il pensiero calcistico, come gioco e come filosofia.Il mondo Res iniziò a colpirmi favorevolmente nella stagione 2011/2012 quando leggevo, vedevo di un testa a testa sino alla fine con il Carpisa Napoli allenato allora da Mister Marino. La stagione successiva che culminò con la Promozione in A, e poi sempre, vide confermare quanto di buono avevo visto nella squadra, nel Gruppo della Res Roma".