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L'umiltà di Barba: "Bravi sì, ma non montiamoci la testa"

Il tecnico dei 2002 di Via della Pisana commenta la finale del Serilli contro la Roma. Idee ben chiare sulla stagione dietro l'angolo, il diktat: "Dobbiamo lavorare ancora di più"



Il tecnico dei 2002 dell'Urbetevere BarbaVittoria nel Serilli? Se ne può parlare con mister Barba, ma guai a indugiare sul trionfo più di tanto. C’è un campionato alle porte, un girone che, dire di ferro, è dire pochissimo. A testa bassa, si ricomincia a lavorare per farsi trovare lucidi e pronti il 18, quando la parola spetterà al campo.


Mister, le impressioni dalla panchina sulla finale del Serilli: una grande vittoria.

“Sì, è stato bello, pensavo che i miei scoppiassero dopo tante fatiche sostenute, invece siamo riusciti a vincere. Non abbiamo fatto benissimo nel primo tempo… se la Roma fosse stata più presente, probabilmente avremmo preso goal. Per fortuna siamo migliorati nel secondo.”

Sotto un’altra chiave di lettura: l’atteggiamento prudente visto nel primo tempo era stato precedentemente studiato per affrontare la Roma? L’impressione era quella. 

“Sicuramente non volevamo affrontare i gialorossi a viso aperto, vista la qualità di cui dispongono. Non volevamo cedergli campo, senza far barricate eh, però era nostra intenzione rimanere guardinghi. è andata bene.”


Guardinghi, sino al sopragiungere del calo fisiologico della Roma nel secondo tempo. Lì è iniziata la vostra vera partita. 

“Sicuramente è così, era studiato. Conosco i miei, so di avere un gruppo molto omogeneo e degli ottimi cambi a disposizione. Per esempio Costantini, che ha caratteristiche da contropedista, quando è sceso in campo si è dimostrato subito fresco. Un grande passo.”

Non a caso, due minuti dopo il suo ingresso, subito una palla-goal fra i piedi, anche se non è andata a buon fine. 

“Davvero bravissimo, due azioni fotocopiate, fra l’altro.” (Riferendosi a questa e a quella del goal, ndr.)


Alla luce del Serilli appena terminato, visto complessivamente, quale complimento e quale consiglio ti senti di dare ai tuoi?

“Mi complimento con loro per l’atteggiamento mentale, ci vuole testa per affrontare le grandi squadre e, da questo punto di vista, ci sono stati grossi miglioramenti. Per me è stata una lieta sorpresa. Il consiglio che mi sento di dare è quello di non adagiarsi, perchè, sì, il Serilli è un torneo prestigioso e tutto, ma il campionato è un’altra cosa. Non abbiamo fatto niente. Ora dobbiamo lavorare più di prima, perchè se è vero che i pregi restano, altrettando può dirsi per i difetti. A tredici anni, tanta strada c’è da fare…”


Scegli un’immagine da conservare: il goal di Costantini contro la Roma o la doppietta di Milani ai danni del Frosinone in semifinale?

“Eh…eh. Mi chiedi una cosa particolare. Se dicessi quello di Costantini sarebbe banale, perchè comunque è una finale con la Roma… credo che la doppietta di Milani mi abbia dato più gusto.”

Piccola parentesi sul campionato dietro l’angolo. Girone B: non c’è la Roma ma in compenso… ci sono tutte le altre.

“Ma io infatti non riesco proprio a capire quale sia il criterio del girone. Meritocrazia, vicinanza… non capisco. E non solo io, eh, tutti quanti. Che dire, ci sono due professioniste, sette, forse otto squadre che possono puntare ai play-off. Sarà molto complicato. L’obiettivo? Non ce lo poniamo. Dobbiamo lottare e dare il meglio in ogni partita, anche perchè se così non fosse non ci arrivi alla fase finale con un girone simile.