Notizie

La compagnia Bluteatro porta in scena "La bottega del caffè"

Appuntamento dal 10 al 12 aprile presso il Teatro F. Ramerini di Monterotondo con la commedia di Carlo Goldoni



Image titleLa bottega del caffè è ritenuta la più fortunata delle sedici commedie nuove prodotte dal prolifico Goldoni in un solo anno (1750). L'universalità dei temi rappresentati, l'azione rapida e la forma asciutta hanno permesso a questa commedia di superare indenne i secoli: la compagnia Bluteatro si offre di riproporla in tutta la sua contemporanea freschezza. 

La commedia ha il suo fulcro narrativo in un luogo - la bottega del caffè appunto - in cui si incontrano diversi personaggi: Eugenio, giovane e ricco scapestrato che sta perdendo la sua vita al tavolo da gioco e sua moglie Vittoria che cerca disperatamente di riportarlo sulla retta via; il (finto) conte Leandro, baro di professione, e la ballerina Lisaura sua fidanzata; Placida che gira il mondo alla ricerca del marito che l'ha abbandonata; Don Marzio fanfarone da bar che ne inventa più di quelle che riesce a raccontare; Pandolfo biscazziere e strozzino che tesse i suoi intrighi; Ridolfo, saggio padrone della bottega del caffè, che tenta di riparare i torti le ingiustizie e Trappola suo curioso e buffo aiutante. 

La bottega del caffè è una commedia corale dove il protagonista assoluto è la piazza, spazio pubblico che diviene luogo privato in cui le relazioni e le debolezze sono insistentemente esibite e spiate fino al parossismo. Una commedia della disillusione dove ogni possibile riscatto passa attraverso un’infamia. Un finale tragico più che mai attuale nella sua divertita critica alle ambiguità del sentire umano, alle piccole grandi ipocrisie che la società degli uomini impone agli individui che ne fanno parte. 

La scena, spoglia di ogni solidità architettonica, è ridotta all'essenzialità delle linee rette. Cornici di finestre e architravi di porte, nel loro essere soglie, materializzano la tensione costante nel testo tra spazio pubblico (la piazza, il campiello) e spazio privato (la casa, la bottega), consentendo allo spettatore un’aperta visione su tutto l'impianto scenico.

La costruzione drammaturgica crea l’illusione che i personaggi e gli eventi capitino per caso sotto gli occhi degli spettatori costringendoli nel ruolo del voyeur, esattamente la stessa parte che interpretano i personaggi della commedia. Non manca chi osserva attraverso lenti distorte tutto quel che accade per riportarlo poi a modo suo. Il pettegolo da bar, vittima e carnefice come gli altri, diverrà il capro espiatorio della vicenda; ed è attraverso la punizione inflittagli che tutti i contrasti sembreranno risolversi in una rinnovata armonia fra gli abitatori della piazza.