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"La dignità di una donna vale molto più del decoro di un quartiere o di una città"

Il Consigliere di Roma Capitale con la Lista Civica Cittadini X Roma in un'intervista esclusiva sulla prostituzione e sui recenti fatti di cronaca della città



Gigi De Palo, Consigliere con la Lista Civica Cittadini X RomaGigi de Palo, già Assessore alla Famiglia, alla Scuola e ai Giovani di Roma Capitale, ora Consigliere con la Lista Civica Cittadini X Roma, è una persona diretta. Racconta, parla, si ferma, riprende, sempre con la volontà di spiegare le sue idee al di là delle correnti politiche che soffiano più  forti. Così nel 2012 nasce OL3, Associazione che vuole chiamare allʼimpegno politico i giovani della Generazione di Tor Vergata che "hanno preso sul serio le parole di Giovanni Paolo II". Con lui, nell'intervista che segue, abbiamo parlato del tema della prostituzione romana, ma anche dei recenti fatti di cronaca capitolina.


Procediamo con ordine. Ad inizio mese Andrea Santoro propone di creare una zona riservata alla prostituzione, “un quadrilatero a luci rosse” nel quale la presenza delle prostitute possa essere tollerata. L’idea – al momento – resta tale, ma è sufficiente a innescare polemiche e dibattiti. Lei da subito dice che “la dignità di una donna vale molto più del decoro di un quartiere o di una città”.

"Lo ripeto e lo ripeterò sempre: la dignità di una donna vale molto più del decoro di un quartiere o di una città. Questa dei quartieri a luci rosse è l’ennesima bugia che ci raccontiamo. A Roma ci sono tante strade piene di donne in vendita? Nessun problema, scegliamo alcune strade e normalizziamo pure quello. Poco importa se così stiamo dicendo che esseri umani in difficoltà sono in vendita. È assurdo. In questo modo trasformiamo la nostra pigrizia e la nostra incapacità di trovare soluzioni politiche in compromessi dal breve respiro e dai danni futuri incalcolabili. Siamo indignati e ci fermiamo a quello, rassegnati del fatto che è meglio una mezza soluzione oggi che niente domani. E se provassimo tutti insieme a trovare una soluzione completa oggi? Quella della prostituzione, ad esempio è una guerra da combattere tutti insieme, senza distinzioni politiche. Per questo, già da dicembre, stiamo raccogliendo firme fuori le parrocchie e le scuole per far riflettere su un problema che mette in gioco il futuro dell’umanità e non esagero".


Dicevamo, resta una idea. Perché, fra le voci contrarie c’è anche quella del Prefetto della Capitale, Giuseppe Pecoraro, che racconta come un quadrilatero a luci rosse non sia pensabile perché “significherebbe ammettere la prostituzione, cioè dire che è lecita. E nel momento in cui si indicano delle zone si configura il favoreggiamento”.

"Esattamente, condivido pienamente la posizione del Prefetto. Sono sposato e ho quattro figli, di cui due sono femmine. Come posso spiegare a mia moglie e alle mie due figlie che il Comune di Roma rende lecito che una persona venda il proprio corpo, per guadagnare a causa delle difficoltà economiche, e ci sono degli spazi dove è possibile farlo? Dov’è il concetto di persona umana? Che tipo di persona immaginiamo quando facciamo questo tipo di ragionamenti? Non si può legittimare tutto questo e io non mi rassegno".


Image titleIl progetto del Presidente del IX Municipio, Andrea Santoro, nasceva però da un presupposto che intendeva “dire basta alla tratta di vite umane”. Sbagliava?

"Il punto è proprio il contrario. In questo modo non diciamo basta alla tratta di vite umane, ma favoriamo la prostituzione. È bello e facile raccontarci che ci sono donne alle quali piace vendere il proprio corpo. Che lo fanno per soldi. Ma io mi domando e domando ai cittadini romani: veramente credete che esistano donne che siano felici di essere baciate, toccate, palpate e possedute da uno sconosciuto pur sapendo che non ha malattie e che le pagherà il prezzo pattuito? Facciamo i seri, riflettiamoci seriamente. Proviamo ad immedesimarci. Questo non è dire basta, è confinare e normalizzare un fenomeno che offende e schiavizza milioni di donne nel mondo".


Oltre al quartiere a luci rosse l’idea di Santoro prevedeva anche l’intervento sulle strade della prostituzione di “operatrici e operatori che parlano o ascoltano chi è vittima di tratta per offrirgli un’alternativa”, una maggiore presenza della Polizia Locale sul territorio e “l’educazione sentimentale nelle scuole, perché il corpo delle donne merita rispetto”. Questo lato della proposta – il progetto Roxanne per intenderci – ha trovato invece l’accoglienza di molti.

"Certo, la prevenzione è importante, ma andrebbe fatta nelle scuole e non sulle strade a giochi fatti. Si può essere d'accordo o meno con il progetto, si possono studiare dei percorsi alternativi, ma non si può fingere che la prostituzione non esista nei nostri quartieri. Abito in una via dove ogni sera ci sono 8 viados seminudi e ammiccanti che non si fermano nemmeno davanti ai miei figli, ma se questo fatto mi colpisse più per un problema di degrado che per la sofferenza che provo immedesimandomi in quelle persone, farei schifo a me stesso. Sono persone, e basterebbe questo per smetterla con qualunque inutile e folle proposta di visibilità". 


Se la politica non riesce ad intervenire, la parola passa ai cittadini. Questa sembra essere l’intenzione ancora di Santoro che sta pensando di fissare un referendum per la creazione della zona a luci rosse. E anche alcuni fra i presidenti degli altri municipi – come la Alfonsi, I Municipio – danno ragione al Minisindaco del IX chiedendo che si sposti la prostituzione o che si intervenga altrimenti.

"Credo nel buon senso dei romani. Ho ricevuto moltissime segnalazioni e richieste di intervento, soprattutto di residente all’Eur. I cittadini non sono affatto contenti di “accendere i riflettori” nella loro città su un tema così delicato, che non è visto come un’opportunità e una via d’uscita al problema". 


Lei, però, ha fatto un’ulteriore analisi della questione cambiando prospettiva. Scrive: “A noi italiani, fondamentalmente piace non risolvere i problemi. Siamo abituati a mettere la polvere sotto al tappeto. Siamo diventati il Paese del condono: hai portato i soldi all’estero per evitare le tasse italiane? Tranquillo, qui si condonano i crediti di coloro che li hanno esportati. Ci sono meno matrimoni? Invece di sostenere la famiglia e il matrimonio che fanno risparmiare lo Stato, istituiamo il registro delle unioni civili”.

"La mia è stata una provocazione.  È chiaro che anziché affrontare i problemi, in questo modo ci giriamo intorno. Non credo nella bontà del progetto sullo zoning e non credo in una politica nauseante che continua a mostrare atti di incapacità nascondendo i problemi invece che risolverli".


Gigi De PaloA proposito di unioni civili, Lei si è fatto promotore di una proposta per la quale “se in un anno l’1% una della popolazione della Capitale non si iscrive al registro togliamolo e non parliamone più nemmeno a livello nazionale perché vuol dire che non è una priorità”.

"Si, quella dell’1% è la proposta che ho lanciato durante la dichiarazione di voto finale sulla delibera riguardante il Registro delle Unioni Civili di Roma. A parlare sono i numeri: ad oggi sono circa 150 le città italiane che hanno istituito il registro con iscrizioni pressoché nulle, si tratterebbe di solo 5 coppie a Cagliari, 4 a Bologna e 2 a Napoli, per cui forse il registro non è così importante, forse in un paese a nascita zero sarebbe più opportuno e più utile pensare a politiche fiscali per le famiglie, piuttosto che aiutare persone che non si sposano e celebrano la loro non unione. Qui si sta evidenziando un grande bluff, perché è più facile regalare un registro delle unioni civili che sporcarsi le mani a risolvere i problemi dei romani". 


Cambiamo pagina. Che opinione si è fatto sugli eventi di Roma – Feyenoord? C’è una responsabilità politica o – come dice il Sindaco – la vigilanza è obbligo del Prefetto e del Questore?

"In questo caso non mi sembra opportuno cercare di chi sia la responsabilità. Non sempre possiamo e dobbiamo puntare il dito su questa o quella parte politica. Credo invece che questi incidenti siano stati causati da un’evidente mancanza di buon senso da parte di alcuni tifosi del Feyenoord. Eppure nel 2012 un italiano che andava in bicicletta contromano è stato arrestato e pestato dai poliziotti olandesi. Riporto questo caso non per dire che dovremmo fare lo stesso, ma per dire che non siamo tutti uguali e di fronte al male, come dice Papa Francesco “bisogna che abbondi in noi, sempre di più, il bene”.


Chiudiamo con un domanda sul prossimo futuro. Dopo “io sto con i passeggini” è cambiato qualcosa a Roma in materia di assistenza alle famiglie? E cosa sta progettando in merito - ma non solo - OL3?

"Grazie all’iniziativa #iostoconipasseggini, ripresa anche da molte città italiane, sul tema asili nido abbiamo vinto. Il TAR ha confermato la prima sentenza: le tariffe dei nidi romani per quest’anno restano invariate senza se e senza ma. Abbiamo dimostrato che la concretezza e le famiglie unite possono cambiare il mondo. Questa è la vera grande vittoria che ci proietta con fiducia verso il futuro e verso politiche familiari capaci di mettere la centro la famiglia, unico vero ammortizzatore sociale del nostro Paese. Adesso, in particolare, stiamo continuando a lavorare per migliorare le tariffe per i prossimi anni".


Chi volesse incontrare Gigi de Palo può farlo ogni giovedì fino al 19 marzo, dalle19:00 alle 20:30, presso la Chiesa delle Stimmate a Largo Argentina, dove insieme ad OL3, ha avviato "un percorso sulla bellezza della politica per spiegare in modo diverso e attraente i 5 pilastri della Dottrina Sociale della Chiesa".