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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Regionali

La Forte Colleferro rompe il ghiaccio e batte l'Atletico Marino

Il team del PalaRomboli cala il tris nell'esordio casalingo e riscatta il ko subito sette giorni fa ad Aprilia



FORTECOLLEFERRO – ATLETICO MARINO 3 - 0 

MARCATORI Graziani, Favale, Hamazawa

FORTECOLLEFERRO Tantari, Fedele, Valenzi, Tetti, Forte, Favale,Mosti, Hamazawa, Navarra, Graziani, Felici, Parenti ALLENATORE Forte 

ATLETICOMARINO Colizza, Onorati, Fiacchi S., Guancioli, Gentilini, DiBernardini, Capraro, Rinaldi, Poli, Fiacchi M., Amadei, Bussi ALLENATORELanciotti 

Image titleEsordiocasalingo dei Leoni di Colleferro che, sul gommato del Palaromboli,affrontano l’Atletico Marino, vincente nella prima giornata epronto a dimostrare anche in trasferta il suo valore. La Forte deveriscattare la prova sfortunata di Aprilia e confermare che alPalazzetto non ce ne è per nessuno. Lo sostengono i numeri, chedicono che la Forte ha inanellato una serie di vittorie consecutiveche partono dalla seconda giornata dello scorso campionato di D sinoad oggi, Coppe comprese. Solo una affermazione contro i castellaniridarebbe ai lepini quel ruolo di protagonisti che viene loroaccreditato dagli addetti ai lavori. Paolo Forte deve fare i contianche oggi con le assenze. Il Giudice Sportivo tiene fermi ai box idue Top Players Andrea Colaceci e Andrea Santia. Anche un altro neoacquisto, Gabriele Giorgi non è del gruppo per impegni di lavoro.L’ultima tegola per il tecnico colleferrino è l’attaccoinfluenzale che colpisce Capitan Stefano alla vigilia del match e chene condizionerà l’impiego e il rendimento in campo. Rientranodalla squalifica anche Giorgio Mosti e Giorgio Favale. 


Primo tempo. Forte che si presenta ai suoi tifosi con Tantari tra ilegni, Stefano Forte che stringe i denti e si mette in regia,Hamazawa e Tetti sui lati e “Bomberino” Navarra a guidarel’attacco. La Forte inizia il suo gioco avvolgente, fatto dipalleggi e di schemi imparati e realizzati a memoria. L’AtleticoMarino è frastornato e non riesce a prendere le misure a CapitanForte e compagni. Dal 1’ al 27’ è un assedio ordinato econtinuo, con i giocatori di Paolo Forte che vanno regolarmente allaconclusione, battendo Andrea Colizza con Mario “Ciccio” Grazianiprima e con Giorgio Favale e “Samurai” Hamazawa poi. Un assaltoche nei primi venticinque minuti vede i padroni di casa rendersipericolosi in oltre quindici occasioni contro le due degli ospiti.Poi qualcosa cambia sul finale. La Forte fallisce il primo libero conHamazawa, sino a quel momento impeccabile, e due minuti dopo ancheStefano Felici non sfrutta il secondo tiro dai dieci metri. Il doppioerrore sveglia i castellani che con Onorati e Stefano Fiacchicolpiscono per ben due volte i legni della porta di Tantari, primache il signor Di Vilio mandi le due squadre negli spogliatoi. 


Secodno tempo. La Forte entra in campo per gestire il triplo vantaggio,affidandosi ad un Hamazawa come sempre diligente e ordinato eutilizzando Stefano forte con il contagocce. Uno dei lati positividella formazione lepina è la qualità e la quantità dei giocatori,che permette a Forte continue rotazioni, mantenendo lo stessostandard qualitativo e soffrendo il meno possibile le assenzeeccellenti di questo inizio torneo. Ma è il Marino che tira fuoriorgoglio e fisico, nella speranza di riaprire la gara. Ne esce fuoriun secondo tempo nervoso, con il Direttore di gara che estraecartellini a ripetizione. Ne fanno le spese Valenzi, Tantari, punitoper un rilancio con le mani fuori dall’area di qualche centimetro(a dire dell’arbitro) e i marinesi Stefano Fiacchi, Matteo Fiacchi,e Federico Rinaldi. Il capitano rossoblu, Matteo Fiacchi, ne prendeaddirittura due che determinano al 25’ l’espulsione del numerodieci dell’Atletico Marino. Ai provvedimenti disciplinari siaggiunge il numero di falli, che raggiunge il limite consentito conlargo anticipo sulla fine delle ostilità. C’è dunque tempo ancheper Stefano Forte per scrivere il proprio nome sul libro di chi nonriesce a mandare dentro il tiro dai dieci metri. Conteggio dei tiriin porta che si ribalta nella ripresa con gli ospiti che provano larete per ben dodici volte, mentre la Forte inquadra lo specchio insole sei occasioni. Ma il bravo Tantari dimostra sempre più diessere una assoluta certezza anche in questa categoria e nega in piùoccasioni anche la soddisfazione platonica del gol della bandieraagli ospiti. 


Il commento. Innanzitutto un applauso di ammirazione perSimone Capraro, numero 7 dell’Atletico Marino che, con le suequarantatre primavere, continua a correre e divertirsi come unragazzino, pur avendo il doppio degli anni di almeno i diecidodicesimi dei ragazzi di Colleferro. Poi un applauso a Mister Forteche dimostra ancora una volta che l’organizzazione di gioco riescea supplire anche qualche assenza “pesante”. La sua presenza inpanchina continua ad essere determinante ai fini della serenità delgruppo e, ovviamente, anche del risultato finale. Da sabato prossimoavrà a disposizione, finalmente, la rosa al completo, con StefanoForte, oggi a mezzo servizio, Colaceci e Santia che potrannodimostrare di essere il valore aggiunto della squadra. La gara dioggi è stata una partita dal doppio volto, con la Forte che non hasaputo ripetere nella ripresa il bel primo tempo. Le squadre si sonoallungate entrambe, dando più spazio al fisico che alla tattica,dando luogo ad una gara sicuramente emozionante dal punto di vistaemotivo, ma meno ricca dal punto di vista del gioco. La fallosità(soprattutto da parte degli ospiti), ha fatto il resto. Tre punticomunque preziosissimi che fanno ben sperare per la trasferta disabato sul campo di Pomezia che, ancora a secco, non vorràrinunciare a fare punti anche contro i lepini. Unica preoccupazioneper il Mister è quella di non riuscire a sfruttare al meglio lepalle inattive. Anche oggi tre liberi su tre hanno avuto esitonefasto e la Forte non ha neanche saputo capitalizzare la superioritànumerica, dovuta all’espulsione del capitano marinese. Come direbbeHamazawa, intervistato nel fine partita, “per vincere bisognalavorare, lavorare, lavorare … “. Saggezza orientale epragmatismo colleferrino.