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La Galleria Corsini ospita una mostra sul “giovane” Mattia Preti

Apre oggi l’esposizione ideata da Vittorio Sgarbi nell’ambito del IV centenario della nascita dell’artista calabrese: la mostra resterà aperta fino al 18 gennaio del prossimo anno



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Addirittura a due anni dall’effettiva celebrazione del IV centenario della nascita di Mattia Preti, non cessano di saltare fuori sorprese ed occasioni di riscoperta intorno alla figura e l’opera del celebre artista calabrese: a partire da oggi infatti, presso la Galleria Nazionale di Arte Antica di Palazzo Corsini a Roma verrà aperta una mostra dal titolo "Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio”, intenta a celebrare il grande genio della pittura seicentesca. 


La vita. Nato nel cuore della Sila, nel piccolo comune di Taverna, attuale provincia di Catanzaro, sembra abbia attinto inizialmente alla corrente che, a livello locale, rielaborava quel tardomanierismo meridionale che annoverava tra le sue fila degli esponenti di prim'odine quali Giovanni Balducci e Fabrizio Santafede. Trasferitosi a Roma nel 1630, conobbe le tecniche ed i modi del movimento caravaggesco creando così le sue prime opere, quali gli affreschi di San Giovanni Calibita, di San Carlo ai Catinari e di Sant'Andrea della Valle. Fu molto attivo nella Città eterna, ove rimase circa 25 anni, per poi trasferirsi a Napoli ed operare sotto l’influsso artistico di Luca Giordano: sono di quel periodo gli affreschi su Porta San Gennaro, le pitture sulla volta di San Pietro a Majella, il “Ritorno del figliol prodigo” a Palazzo reale e numerose tele presenti in alcune chiese napoletane. Nel 1661 Preti si trasferì a Malta, dove decorò la volta della Concattedrale a La Valletta e creò qualcosa come circa quattrocento opere, senza dimenticare la sua terra natale, per la quale realizzò opere pittoriche nelle chiese principali. Morì a La Valletta nel 1699. 


L’esposizione. Ideata da Vittorio Sgarbi e curata da Giorgio Leone, l’iniziativa culturare è stata organizzata dai segretariati regionali del Mibact della Calabria e del Lazio, forti del finanziamento della Regione Calabria. Essa si inserisce inoltre nelle manifestazioni che il Mibact sta legando al Giubileo nella Capitale, promuovendo al contempo un nuovo moto di approfondimento della temperie artistica entro la quale visse ed operò il pittore.  In particolare, si vuole gettare nuova luce sul periodo romano, allor quando Preti approdò a Roma e soprattutto vi operò, all’indomani della scomparsa del Caravaggio. La mostra nella fattispecie ospita 22 opere che si vanno ad incrociare all’allestimento storico della Galleria Corsini, seguendo un percorso altamente suggestivo ed assolutamente affine tra i due allestimenti; le opere provengono da numerose collezioni d’arte nazionali ed estere, tra le quali la Galleria Nazionale di Cosenza, Il Museo Civico di Rende, gli Uffizi, la Pinacoteca di Brera ed il Musée des Beaux-Arts di Carcassonne. Fra i capolavori che il pubblico potrà ammirare – solo per citarne alcuni - ci saranno il “Tributo della moneta, la “Negazione di Pietro”, ed ancora il “Miracolo di San Pantaleo” oppure “Salomone che sacrifica agli idoli”. Inoltre si potrà accedere ad una serie di inediti facenti parte della produzione giovanile del preti, in un felicissimo connubio che accomuna la committenza pubblica a quella squisitamente privata. "Mattia Preti: un giovane nella Roma dopo Caravaggio” resterà aperta fino al 18 gennaio, con ingresso dal mercoledì al lunedì. Per maggiori informazioni visitare il sito galleriacorsini.beniculturali.it