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Categorie: Giovanissimi

La Lodigiani ha fame di vittoria e adesso punta in alto con Rivetta e i suoi

Il tecnico ex Savio parla chiaro: "Tra le big c'è anche la Lodigiani" e non si risparmia sulle altre: "Pensano solo a vincere ma non hanno il coraggio di dirlo"



Dici Lodigiani e pensi a Rivetta. Un'associazione automatica e ormai naturale quella tra il tecnico e la società biancorossa. Una storia che dura ormai da tredici anni, con in mezzo qualche parentesi che però non ha intaccato il feeling tra l'allenatore e il suo vecchio amore. Dopo le esperienze con Lupa Frascati, Lazio e Savio, l'anno scorso Rivetta è tornato alla base e ci racconta di come la Lodigiani sia finalmente pronta a rientrare tra i grandi del calcio giovanile senza però trascurare qualche appunto verso chi, parole sue, pensa solo a vincere ma non ha il coraggio di dirlo.

Luca Rivetta punta forte sui suoi 2000Allora mister, partiamo dalla fine. Si è chiusa un'ottima stagione per voi
“Abbiamo fatto molto bene, poco ma sicuro. E pensare che avevo voglia di smettere”

Addirittura?
“Devo dire la verità, dopo esser stato per un po' di anni in giro, le troppe pressioni che c'erano nelle altre società mi avevano fatto passare la voglia”

Be', a giudicare dai risultati, la chiamata della Lodigiani ha cambiato le carte in tavola
“Sì esatto. Considera che con la Lodigiani partendo proprio senza nessuna pressione o pretesa in termini di risultato abbiamo fatto il massimo”

Forse sta anche in questo il vostro segreto
“Assolutamente, qui in questo senso si respira un'aria nuova. Noi per prima cosa pensiamo a far crescere i giocatori poi, se vengono anche i risultati, ovviamente ne siamo molto contenti. Basti pensare che a Gennaio abbiamo dato Rizzi alla Roma che era uno dei nostri punti di forza, in un'altra società sarebbe rimasto fino alla fine dell'anno per cercare di vincere il campionato. Abbiamo preferito invece far andare il ragazzo subito alla Roma perchè quello è un treno che non puoi davvero farti scappare. Se si vuole lavorare con calma, puntando alla crescita del ragazzo, la Lodigiani è il posto giusto”

Perchè, altrove non è così?
“La verità è che la Lodigiani è l'unica che applica un simile discorso, altre società non lo fanno, io ci sono stato. Pensano solamente a vincere”

Un discorso che stona con il mondo del settore giovanile
“Il guaio più grande è che si vuole vincere ma non si è in grado di ammetterlo, è questo l'errore. Perchè tanto è così e bisogna dirlo, si parla sempre di voler far crescere il giocatore e dopo un mese l'allenatore viene esonerato se non si fanno i risultati. Ecco, da ciò si capisce immediatamente che ho ragione”

Pare proprio di capire che alla Lodigiani la pensiate in altro modo
“Io ti faccio l'esempio del gruppo che ho ora e con cui Santucci ha fatto un gran lavoro. Tra i 2000, per intenderci, dopo un campionato di altissimo livello, tre giocatori sono andati al Latina e uno alla Ternana. Questo dimostra che la società pensa prima di tutto al giocatore e poi se arrivano anche i risultati come è successo quest'anno ancora meglio”

A proposito di risultati, cosa dobbiamo aspettarci nella prossima stagione?
“Siccome la Lodigiani quest'anno ha fatto bene, portando una squadra in finale e due in semifinale nei vari campionati regionali, l'augurio è senz'altro quello di potersi ripetere”

Le avversarie son tante e tutte agguerrite però
“L'anno scorso abbiamo perso tanti giocatori che sono andati in squadre rivali. Quest'anno, invece, il gruppo dei 2000 non ha perso nessuno perchè dato alle concorrenti, se non quelli ceduti ai professionisti e questo è sicuramente importante”.

Ottimi presupposti questi
“L'ossatura è buona. Per ora cerchiamo prima di tutto qualche altro giocatore che possa andare tra i professionisti e poi, non dimentichiamoci che i 2000 della Lodigiani l'anno scorso sono arrivati dietro la Roma. Diciamo che sono la squadra da battere e perciò, come si suol dire, cercheremo di fare bella figura”

Una peculiarità della prossima Lodigiani targata Rivetta quale potrebbe essere?
“Io non tralascerò mai il fatto di far crescere il giocatore e per far ciò devi permettergli di giocare il più possibile. Se mantieni un'ossatura di soli undici titolari gli altri dieci giocatori che hai se non gli dai chance non potranno mai crescere. Cercherò perciò di farli ruotare il più possibile”

Così facendo non ha paura di perdere terreno nei confronti delle altre che magari puntano su un blocco più ristretto di titolari?
“In tutti i miei trascorsi non l'ho mai fatto se non alla Lazio un anno quando tra i dodici, tredici titolari e gli altri c'era tanta diversità. Nelle altre situazioni ho sempre cercato di portarne avanti il più possibile. Quest'anno, ad esempio, così facendo siamo arrivati ad avere diciotto elementi tutti allo stesso livello. Quei sei che erano in panchina la settimana dopo spesso e volentieri partivano titolari”

Ai piani alti, allora, è giunto il momento di far posto anche alla Lodigiani?
“Io credo di sì, però dovremo essere bravi. Il direttore, Angelo Pichierri, ha fatto un gran lavoro nel portare elementi validi, ora bisognerà essere in grado di farli crescere e di far bene. L'importante è aver avuto un lavoro del responsabile che ha allestito ottime rose, da lì parte tutto”.

Per concludere, che campionato si aspetta?
“Campionato duro. Il livello dei Giovanissimi Elite del Lazio è uno dei migliori d'Italia, basti pensare che chi esce da qui arriva quasi sempre sino in fondo”

Qualche favorita?
“Le squadre per me saranno più o meno sempre le stesse. Tor Tre Teste, Urbetevere, Vigor Perconti, Savio, Tor di Quinto, sono loro le squadre da battere e poi...”

E poi?
“Be', e poi la Lodigiani. Da quest'anno ci siamo anche noi”