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La mano "leggera" del Giudice Sportivo in due settimane di ordinaria follia

Sembra non volersi placare la spirale di violenza che sta attanagliando il calcio laziale: guardate cosa è avvenuto in Prima e Seconda Categoria negli ultimi week end



Le follie delSembra non volersi fermare la spirale di violenza che si sta abbattendo sui campi del calcio laziale tra settore giovanile e campionati dilettantistici, che ha catturato l'attenzione anche di alcuni quotidiani nazionali. Dopo i fatti post Serpentara – Audace Sanvito Empolitana in Eccellenza, la rissa della gara di Allievi Elite tra Civitavecchia e Savio e la vile aggressione al tecnico del Città di Ciampino Enrico Baiocco nella gara di Promozione in casa del Montespaccato (punita solamente con un’ammenda di 1000 euro alla società), ecco cosa ci era colpevolmente sfuggito sul comunicato ufficiale del 30 Ottobre scorso.

PRIMA CATEGORIA

AMMENDA  Euro 1.000,00 

FUTBOL MONTESACRO   

Perchè, a fine gara, mentre abbandonava l'impianto sportivo, l’arbitro notava un'autovettura con motore acceso nel parcheggio dello stesso, che affiancava la sua l'auto. Improvvisamente 5/6 persone riconducibili alla Società, in quanto indossavano la tuta sociale e con i volti coperti da passamontagna e scarpe, accerchiavano l'auto del direttore di gara bloccandola. Con oggetti appuntiti danneggiavano la carrozzeria, altresì lanciavano contro l'auto sassi, petardi e bombe carta, inoltre la colpivano con calci e pugni. L'arbitro, chiaramente impaurito, riusciva a trovare una via di fuga pur con molta difficoltà e ad allontanarsi dall'impianto di gioco. Rientrando nella propria sede provvedeva a sporgere denuncia/querela presso la Legione C.C. Lazio stazione di Soriano del Cimino (VT). Si fa obbligo di risarcire i danni subiti dall'auto del direttore di gara se richiesti e documentati. Si trasmettono gli atti alla Procura Federale della FIGC per quanto di competenza. Sanzione così determinata in considerazione anche della mancata assistenza dovuta all'arbitro a fine gara. 

E, come se non fosse abbastanza, aprendo quest’oggi il comunicato con le decisioni del Giudice Sportivo scopriamo che anche in Seconda Categoria si è assistito a scene da far west, oltre che a un caso molto grave di razzismo. 

A CARICO DI SOCIETA'   

SANPOLESE 1961 - PRO SETTE   

Dagli atti ufficiali di gara si rileva quanto segue:   

- al 4' del secondo tempo veniva espulso il n. 8 GRASSI Simone Società PRO SETTE per somma di ammonizioni   

- al 10' del secondo tempo veniva espulso il calciatore n. 7 LATTANZI Valerio della Società SANPOLESE 1961 per doppia ammonizione;   

- al 13' del secondo tempo veniva espulso il calciatore n. 12 MOZZETTA Simone Società SANPOLESE 1961  per doppia ammonizione, alla notifica del provvedimento disciplinare rivolgeva all'arbitro espressione offensiva;   

- a seguito dell'espulsione circa 10 tesserati della Società SANPOLESE1961 circondavano l'arbitro e gli rivolgevano ripetute espressioni offensive. Uno dei suddetti, non identificato gli poggiava la fronte sulla sua fronte minacciandolo   

- il massaggiatore TRUSIANI Giancarlo della SANPOLESE 1961 correva verso l'arbitro e lo colpiva con un calcio dietro al ginocchio destro, causandogli persistente dolore ed escoriazioni;   

- un calciatore della SANPOLESE 1961, che l'arbitro date le circostanze era impossibilitato a identificare, gli dava una spinta che lo faceva cadere in terra e sbattere la nuca,   

- l'arbitro rimaneva a terra circa 30'’ ed era circondato da calciatori della SANPOLESE 1961 che lo offendevano e minacciavano, inoltre cercavano di aggredirlo non riuscendovi per l'intervento di un loro compagno che li tratteneva   

- in tali circostanze i sostenitori della Società SANPOLESE1961 urlavano all'indirizzo dell'arbitro offese e minacce;   

- l'arbitro si rialzava da terra, mentre diversi calciatori della Società SANPOLESE 1961 continuavano ad offenderlo ed a intimidirlo   

- l'arbitro non essendo più in condizioni psico-fisiche per continuare a dirigere la gara decideva di sospenderla definitivamente al 13' del secondo tempo sul risultato di 1 - 1   

- decretata la sospensione, un calciatore della Società SANPOLESE 1961 alle spalle dell'arbitro lo spingeva   

- l'arbitro con l'aiuto dei tesserati della Società PRO SETTE dopo 5' minuti dalla sospensione della gara riusciva a raggiungere il proprio spogliatoio mentre i calciatori della Società SANPOLESE 1961 tentavano, non riuscendovi, di aggredirlo;   

- era necessario l'intervento della Forza Pubblica, che scortava l'arbitro fuori dal paese per diversi chilometri;   

Tanto premesso, considerato che la mancata regolare conclusione della gara deve essere addebitata alla Società SANPOLESE 1961, Visto l'art. 17 comma 1 del CGS  

SI DECIDE   

- di comminare alla Società SANPOLESE 1961 la punizione sportiva della perdita della gara con il risultato di 0 - 3;

- di infliggere alla Società SANPOLESE 1961 l'ammenda di euro 150,00;   

- di inibire il massaggiatore TRUSIANI Giancarlo Società SANPOLESE 1961 fino al 31.12.2017; 

- di squalificare i sottonotati calciatori come appresso specificato:   

Società PRO SETTE: GROSSI Simone squalifica per 1 gara   

SANPOLESE 1961: LATTANZI Valerio squalifica per 1 gara, MOZZETTA Simone squalifica per 3 gare

A CARICO CALCIATORI ESPULSI DAL CAMPO   

SQUALIFICA FINO AL 30/11/2017 Placidi Giuseppe (Nuova Cos Latina)  

Espulso per condotta irriguardosa nei confronti dell'arbitro, mentre questo annotava l'espulsione lo colpiva con un calcio alla coscia destra, provocandogli dolore persistente. Pertanto decideva di recarsi al pronto soccorso dove gli veniva diagnosticato edema con prognosi di gg. 5 s.c. come da cartella clinica allegata.     

SQUALIFICA FINO AL 31/12/2015 Milone Simone (Vis Roma Nova)  

Espulso per grave fallo di gioco, alla notifica del provvedimento disciplinare prima spintonava l'arbitro e subito dopo lo colpiva con un leggero calcio alla gamba, senza conseguenze.   

A CARICO CALCIATORI NON ESPULSI DAL CAMPO   

SQUALIFICA PER DIECI GARE Di Biagio Davide (Vis Bracciano)  

Perchè, a fine gara, offendeva e denigrava l'arbitro per motivi di razza e colore 

A questo punto crediamo sia doveroso fare una profonda riflessione, anche perché le decisioni prese ci sembrano assolutamente troppo leggere. Il Serpentara dovrà giocare tutte le prossime partite a porte chiuse, ma non per una decisione del Giudice Sportivo, bensì del Comune di Bellegra (dove per colpa di pochi, pagheranno tutti i sostenitori corretti della formazione di Fabio Lucidi). Il Montespaccato ha subìto un’ammenda di 1000 euro, decisione a nostro parere troppo leggera rispetto alla gravità del fatto accaduto. Per assurdo, però, troppo pesante, rispetto ai capolavori che abbiamo riscontrato in Prima Categoria. Leggiamo che la scorsa settimana “Improvvisamente 5/6 persone riconducibili alla Società, in quanto indossavano la tuta sociale e con i volti coperti da passamontagna e scarpe, accerchiavano l'auto del direttore di gara bloccandola. Con oggetti appuntiti danneggiavano la carrozzeria, altresì lanciavano contro l'auto sassi, petardi e bombe carta, inoltre la colpivano con calci e pugni”. Risultato? 1000 euro di ammenda, proprio come per il Montespaccato, invece di una punizione esemplare. Basta pagare e si viene assolti: sembra uno scherzo, non lo è… In Seconda Categoria, invece, tra Sanpolese e Pro Sette, leggendo quanto riportato dal referto, l’arbitro sarebbe stato aggredito e malmenato da alcuni tesserati dei padroni di casa, cosa che ha portato all’ovvia sospensione della gara. Poi, però, leggiamo che oltre alla (scontata) sconfitta a tavolino della Sanpolese, e alla lunga squalifica per il massaggiatore, solo un'ammenda di 150 euro (sic!) oltre alle squalifiche per i calciatori espulsi quando la gara era ancora in corso.Tutto qui? Le uniche sacrosante punizioni esemplari le riscontriamo nei confronti del giocatore della Vis Bracciano Di Biagio, che si sarebbe reso protagonista di un grave gesto di razzismo nei confronti del direttore di gara e nei casi di Giuseppe Placidi della Nuova Cos Latina e di Simone Milone della Vis Roma Nova sopra riportati. E' vero che questi sono tre episodi in cui i colpevoli sono stati riconosciuti dal direttore di gara, ma è possibile che senza riconoscimento la società non paghi al posto dei tesserati? Bastano 1000 euro per incappucciarsi e attenderlo fuori dal centro sportivo? Oppure si può sfruttare l'occasione da 150 euro per accerchiarlo in mezzo al campo... Tutte queste cose sono avvenute negli ultimi due week end nei campi della nostra regione. Perdonateci la conclusione un po’ scontata: QUESTO NON E’ CALCIO. Al Presidente Zarelli, che in settimana ha correlato ai comunicati un richiamo alla civiltà e alla calma rivolto a tutti, consigliamo di pretendere pene ben più severe e non solo pecuniarie, altrimenti gli appelli non risolvono proprio nulla...