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La Prima Guerra Mondiale, un secolo dopo

Al Vittoriano, la mostra commemorativa a cent’anni dallo scoppio della Grande Guerra



Image titleIl primo mese di esposizione fa registrare un già lusinghiero bilancio: e di meglio si prevede da qui al trentun Luglio. Prosegue al Complesso Monumentale del Vittoriano, in Roma, la grande mostra che accompagna le celebrazioni italiane per il centesimo anniversario dello scoppio del Primo Conflitto Mondiale. Era infatti il ventotto giugno del millenovecentoquattordici quando Gavrilo Princip, membro dell'organizzazione politico-rivoluzionaria Giovane Bosnia, assassinava a Sarajevo l’Arciduca Francesco Ferdinando e la consorte Sofia, eredi al trono dell’Impero Austro Ungarico, facendo scattare così quel meccanismo intricato di alleanze che portò all’innesco di una guerra sanguinosa, al termine della quale si registreranno tra i quindici ed i diciassette milioni di morti. La mostra al Vittoriano si avvale di tutto un percorso di scoperta dove, com’è ovvio che sia, abbondano i reperti d’epoca: elmetti, medaglie al valore, immagini dei virulenti massacri compiuti all’interno delle trincee, bollettini quotidiani spediti ai sindaci dei comuni italiani ma anche documenti cruciali come la bozza manoscritta del verbale della Presidenza del Consiglio che sancisce l’entrata in guerra dell’Italia. Il tutto inserito nella cornice eclettica del Vittoriano, che con la tomba al milite ignoto edificata al termine di questo conflitto, rappresenta il monumento-principe della nostra identità nazionale: da qui, anche l’intento di mettere in piedi un qualcosa che racconti uno dei primissimi eventi che, cinquant’anni dopo il Risorgimento, coinvolse tutta la popolazione di tutte le regioni italiane. Inoltre, l’evento coincide con il semetre di presidenza italiana dell’Unione Europea e si inscrive nel novero delle manifestazioni ufficiali con cui l’Italia sta commemorando la Grande Guerra a livello nazionale. In quest’ambito si prevede la promozione di itinerari a tema, la valorizzazione di numerosi monumenti sparsi lungo l’intera penisola - sacrari e musei in particolare, per i quali sono previsti fondi per otto milioni di euro - che un coinvolgimento a più livelli, tanto di scolaresche quanto di grandi nomi della Cultura nostrana (da Riccardo Muti ad Ermanno Olmi, passando per Paolo Fresu): tutto questo mira alla costituzione di un enorme Memoriale virtuale del Primo Conflitto mondiale, da realizzarsi entro il duemiladiciotto.