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​“La Rai verso l’innovazione": idee e proposte per ripensare la TV di Stato

Il seminario si è svolto oggi al Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza”. Tante le opinioni e i contributi critici.



Image title“La Rai verso l’innovazione. Creatività, sperimentazione, contenuti e linguaggi”. È questo il titolo del II seminario della “Pallacorda” idee e proposte pe ripensare la Rai che si è tenuto al Centro Congressi della Facoltà di Scienze della Comunicazione della “Sapienza”. Tante le opinioni e i contributi critici. Mario Morcellini, direttore del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale, ha insistito molto sulla necessità di pensare al rilancio del servizio pubblico inserendolo sullo sfondo di una più generale strategia riformista alla quale anche la Rai, come principale industria culturale del Paese, è chiamata a partecipare. Anche Andrea Castellari di MTV si è soffermato su come il miglioramento creativo e di strategia aziendale della tv di Stato possa influire qualitativamente sul sistema televisivo nel suo complesso. Sulla linea “rifomista” si collocano coloro i quali la Rai la vivono o l’hanno vissuta dal di dentro come Gianni Petrone, Michele Mirabella, l’ex dg Lorenza Lei, il giornalista Guido Barlozzetti, che ha sottolineato come la Rai ai tempi della convergenza digitale abbia il dovere di configurarsi come “bussola d’orientamento” e l’autore televisivo Massimo Bernardini, il quale ha invitato a guardare con un certo interesse ai cambiamenti aziendali in atto (aumento dei canali e sperimentazioni dei contenuti). Importanti contributi sono venuti anche dalla Prof.ssa Mihaela Gavrila, che si è soffermata sulle questioni semantiche, ricordando come il servizio pubblico radiotelevisivo si configuri come forza centripeta in grado di attirare a sé movimenti sociali, cultura, immaginario e giovani. Non sono mancate interessanti suggestioni come quella dell’ex direttore generale della Rai Ettore Bernabei che, muovendo da una prospettiva strettamente dirigista, ha posto l’accento sulla sua idea di Rai, da lui concepita come una Società per azioni capace di salvaguardare gli interessi essenziali dei cittadini difendendoli dallo “ shakeraggio dei signori della Rete”, e quella di Pierluigi Battista che ha parlato del servizio pubblico come di un “mantra” auspicandone un suo superamento, posizione, quella del giornalista del Corriere della Sera, ripetuta con forza anche da Gianni Stella, ex presidente di La 7.