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Categorie: Dilettanti - Giovanili

La rinascita di Ottavia: parlano Ferri, Maselli e Filetti

Il nuovo campo proietta la società in una nuova dimensione: le dichiarazioni dei responsabili di Scuola Calcio ed Agonistica e del direttore sportivo



Un campo nuovo per una nuova speranza, un nuovo spirito, una nuova società. L’Ottavia rinasce con la realizzazione del nuovo manto in sintetico dell’Ivo Di Marco, lo storico campo di quartiere di via delle Canossiane. E’ un passo importante di una società che adesso mira a rilanciarsi, un’innovazione che porta nell'ambiente entusiasmo e desiderio di migliorarsi ancor di più. Nella prima parte del nostro speciale abbiamo raccolto le dichiarazioni del presidente Braconi e del direttore generale Deli, ora parlano gli altri membri della dirigenza.

Luca Ferri con Danilo Cataldi ed alcuni bambini della Scuola Calcio, foto FacebookRitorno alle origini. Ex calciatore professionista,  Luca Ferri dopo una lunga carriera torna sul campo dove ha dato i primi calci al pallone, in veste sia di calciatore della Prima Squadra, sia, soprattutto, in quella di Responsabile della Scuola Calcio.

Quanto è importante la formazione primaria per la crescita di un giovane calciatore?
“Lavorare bene con i bimbi è fondamentale e deve essere un divertimento, per noi e per loro. I bambini si devono divertire per prima cosa. I genitori devono essere bravi in questo, senza interferire troppo perché si intralcia la crescita del bambino. L’Ottavia sta realizzando cose fantastiche in questo senso.”

Ricopri una doppia veste all’interno della società: quanto si percepisce, in campo e non, questo vento di cambiamento?
“Quando la società è unita, si percepisce lo stesso spirito dalla Prima Squadra alla Scuola Calcio. Io sono nato ad Ottavia e devo tutto a questa società: è stata la mia prima squadra, poi è iniziata la mia carriera a Roma (esordio in A contro la Juventus durante la prima panchina di Zeman, ndr), Palermo, Ascoli, Lecco, Teramo e Cisco Roma. Chiudere la carriera qua, ora che c’è questo nuovo progetto, per me è un sogno”.

Chiarezza ed organizzazione. Il nuovo direttore sportivo del club azzurro è Stefano Filetti. Un uomo di calcio, esperto e competente, che ha subito posto delle regole chiare in ambito di Giovanili. Le parole chiave? Mentalità ed organizzazione.

Come si aiuta un ragazzo nel salto dalla Scuola Calcio all’Agonistica?
“L’annata in questione è molto difficile (quest’anno nei Giovanissimi Fascia B militano i 2002, ndr), perché il ragazzo né i genitori capiscono il passaggio all’Agonistica. Nel senso che rimangono con le ‘regole’ della Scuola Calcio, dove giocano tutti e ci sono diverse altre variabili. Bisogna cambiare mentalità: perciò quest’anno i 2003 faranno un campionato sotto età, per abituarsi a tutte le regole dell’Agonistica”.

Il nuovo manto in sintetico dell'Ivo Di Marco, foto FacebookVenendo invece all’Agonistica, qual è la situazione delle rose?
“Abbiamo due squadre a livello Regionale, e devono restare tali: i Giovanissimi Regionali 2001 sono una buona squadra e puntiamo ad un campionato di vertice, con gli Allievi Elite ’99 dobbiamo assolutamente mantenere la categoria. Entrambe le rose dei Fascia B, i 2000 e 2002, giocano al livello provinciale, in particolare i Giovanissimi Fascia B sono un ottimo collettivo: con entrambi puntiamo a lasciare il prima possibili i Provinciali. Infine la Juniores militerà nel campionato Primavera, dato che è un gruppo solo di ’98: anche in questa categoria punteremo a fare un campionato da protagonisti. Siamo ancora un cantiere aperto: basti pensare che, tranne quella dei 2000, le altre quattro rose sono state stravolte”.

I quadri tecnici sono già stati definiti?
“Il mio cavallo battaglia è che ci vuole un’organizzazione perfetta, dove ognuno sa cosa deve fare: ora abbiamo tale organizzazione, c’è una nuova mentalità e speriamo di fare bene. In base a questi principi abbiamo allestito le varie squadre: Paolo Ciambella guiderà la Prima Categoria, mentre Pietro Di Palo la Juniores Primavera. Roberto Paolini sarà a capo degli Allievi Elite, il nostro fiore all’occhiello, Mario Ranfone invece allenerà gli Allevi Fascia B Provinciali. A Giancluca Macera vanno i Giovanissimi Regionali, infine Fabrizio Palma è il tecnico dei Giovanissimi Fascia B Provinciali. Ci sono tutti i presupposti per fare bene”.

Una vita per questi colori. L’anima dell’Ottavia è Ernesto Maselli: in società da tantissimo tempo, ne è stato presidente, oggi ricopre il ruolo di Responsabile del Settore Agonistico, e l’obiettivo è sempre ampliare la dimensione del club.

Qual è l’ambizione per quanto riguarda la Prima Squadra? Il campo è omologato anche per la Serie D…
“Per quanto riguarda la Prima Categoria riteniamo di aver allestito un buon gruppo, che si farà valere in campionato. La squadra ha il giusto mix di ragazzi giovani e giocatori esperti e buoni margini di miglioramento. Lo stesso discorso vale per la Juniores”.

Qual è la ricetta per raggiungere l’obiettivo prefissato?
“E’ fondamentale l’organizzazione e la presenza della società, che deve controllare ogni aspetto, monitorare la crescita ed il comportamento dei ragazzi e fornire loro un impianto adeguato affinchè possano rendere al massimo. Gli obiettivi che abbiamo in ogni categoria sono chiari, poi l’esito del campionato dipende da molti fattori. Quel che è sicuro è che da Maggio ad oggi abbiamo allestito delle squadre molto competitive, relativamente alla categoria in cui giocheranno”.

Oltre all’organizzazione ed alla presenza della società?
“Io parlo sempre di spirito d’appartenenza: intendo che bisogna condividere tutti i programmi, gli obiettivi e la crescita della società, ed essere orgogliosi di far parte di questo programma. Sono qui da 40 anni e adesso si respira un’aria nuova, un ritrovato entusiasmo e personalmente credo tanto a questo progetto”.

Tarquinio Deli e Danilo Cataldi in campo, foto FacebookInfine è di nuovo il direttore generale Tarquinio Deli a prendere parola, ricordando quale sia la missione di chi fa calcio a questi livelli: “Si chiama Giuoco Calcio, quindi il divertimento è centrale. Poi gli istruttori della Scuola Calcio e gli allenatori del settore Giovanile devono esser bravi nell’aspetto coordinativo, focalizzandosi anche sulla tecnica: solo così può succedere quello che qui è accaduto nel giro di tre anni, un lasso di tempo breve, ovvero formare tra giocatori come Cataldi, Pollace e Crecco. Tre elementi che abbiamo ‘creato noi’ perché la Lazio non li ha prelevati da piccoli: per esempio sia Pollace che Cataldi hanno fatto i Giovanissimi Elite da noi”. Alla base di tutto, c’è quindi esclusivamente un attento e prezioso lavoro sulla crescita dei ragazzi. “Mi piacciono molto i numeri” conclude Deli “ed ho sempre comparato il lavoro nostro con quello delle società più blasonate. Le società che hanno lavorato bene hanno il 60% della rosa dei Giovanissimi ed il 30% di quella degli Allievi composta da ragazzi del vivaio: ho visto invece società importanti che confermano meno di 10 ragazzi su 100 che ne escono dalla Scuola Calcio. Vuol dire che non è stato svolto un lavoro corretto, e non è quello che succede all’Ottavia.”