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La riqualificazione: i murales diventano attrazione

Nuove opere di Street art vanno ad arricchire aree degradate della capitale. E c’è già chi auspica l’opportunità di percorsi turistici nelle periferie.



Il murales a Rebibbia ©Gazzetta RegionalePer molti sono semplici imbratti, qualcun altro li chiama murales, ma il nome più appropriato, quando essi diventano delle vere e proprie forme d’Arte, è “Street art”. Ed è proprio questa la cifra di un intervento di riqualificazione che in queste ultime settimane ha interessato diversi quartieri ed aree metropolitane di Roma, che hanno visto arricchirsi il proprio ambiente urbano di opere talvolta degne di ammirazione. Non stiamo parlando solamente di zone centrali come Colosseo e Ostiense, bensì di aree più decentrate, se non periferiche, quali Tor pignattara , San Basilio e Rebibbia. Opere frutto di un lavoro di artisti di strada che in soli due mesi hanno lasciato almeno quaranta tracce delle loro capacità. “Roma creativa”, questo il nome dell’iniziativa alla base dell’operazione, altro non è che un bando con il quale, stando alle recenti dichiarazioni dell’Assessore alla Cultura Giovanna Marinelli, si vuole incrementare la valorizzazione delle periferie e creare al contempo una sorta di mappatura della Città riguardante in particolare le sue più moderne manifestazioni artistiche. Un “museo urbano” quindi che, prendendo spunto da grandi metropoli europee ed extraeuropee mira anche a guardare con un occhio più benevolo e costruttivo quelle zone della città eterna affatto toccate dal turismo di massa e magari talvolta classificate dall’opinione pubblica con una pessima reputazione. Hitnes, uno degli artisti impegnati nell’operazione, ha realizzato la decorazione di cinque facciate di palazzi, intonandole tutte assieme secondo un percorso tematico di tipo naturalistico, ispirato a sua volta ad un percorso di idee ispirato dai bambini delle scuole elementari. David Vecchiato – Diavù – ha invece creato, con altri due artisti, la decorazione all'interno del quartiere di Tor pignattara, raccontando in maniera inedita ed originale l'epopea dell'immigrazione della capitale, da quella interna al nostro territorio nazionale fino alle comunità straniere presenti nel quartiere. Proseguendo il percorso in parallelo con la linbea B della metro e ricordando pure nuove opere a Ponte Mammolo e Monti Tiburtini, va citato il murales realizzato da Zerocalcare, forse l'opera più bella, che fa bella mostra di sé sul muraglione prospiciente la fermata do Rebibbia: qui l'artista, attraverso il saluto “Welcome to Rebibbia” ed una serie di frasi significative ha tratteggiato in maniera efficace le dinamiche, le potenzialità e le pecche di questa zona. Linguaggi nuovi, che strizzano l’occhio alle nuove generazione e nel contempo proiettano quelle più mature in una dimensione nuova, sicuramente degna di rispetto e di apprezzamento.