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Categorie: Giovanili - Giovanissimi

La Tor Tre Teste cade nel finale: per i blugranata secondo titolo stagionale

Dopo la vittoria con la Juniores, sono i '99 di Carenzetti a regalare il quarto alloro della storia al club del presidente Maurizio. L'undici di Buffa in dieci dal termine del primo tempo per il rosso, molto discutibile, a Trincia



L'esultanza di Valentini © photosportiva.itMARCATORI Valentini 36'st

TOR TRE TESTE Tripicchio, Lommi, Falcone (34'st Di Vincenzo), Fiasca, Fisichella (36'st Petroni), Palmieri, Spizzichino, Tataranno, Ferrini (5'st Maggi), Imperiali (1'st Scarpecci), Trincia PANCHINA Martina, Volanti, Di Cosimo ALLENATORE Buffa

VIGOR PERCONTI Cellitti, Sparaciari (36'st Topa Esposito), Crapolicchio, Remia (12'st Stante), Checola, Valentini, Marra, Bellardini (28'st Acanfora), Bamba, Brunetti, Renzi PANCHINA Galantini, Pastorelli, Mancini, Ciorba ALLENATORE Caranzetti

ARBITRO Di Mario di Ciampino

ASSISTENTI Musumeci e Bartolomucci di Ciampino

NOTE Espulsi Trincia (T) al 35' pt Ammoniti Valentini (V) Angoli 0-2 Fuorigioco 1-0 Rec. 1'pt - 3'st


Se qualcuno provasse a catalogare questa partita, estrapolandola dal contesto, finirebbe in archivio come una delle sfide meno emozionanti e divertenti alle quali si è assistito. O ancora, se sugli spalti del Fuso di Ciampino ci fosse stato il famoso alieno sceso sulla terra, al quale non fosse stata fornita alcuna informazione, al triplice fischio dell'arbitro Di Mario, con molte probabilità, ci avrebbe guardato negli occhi stupito per la nutrita presenza sugli spalti della nostra specie, e ci avrebbe chiesto: “Ma davvero a voi umani piace così tanto questo gioco?” Noi gli avremmo risposto sì, perché il calcio non è fatto solo di gol, occasioni a non finire, salvataggi sulla linea, ribaltamenti di fronte e quant'altro sia in grado di suscitare forti emozioni al pubblico. Una partita di calcio porta con sé una storia, racchiude sentimenti, tensioni e aspettative; voglia di vincere e ambizioni. Soprattutto se parliamo della finale regionale dei Giovanissimi Elite. Quante finali sono state tutt'altro che appassionanti e spettacolari? Eppure come si potrebbero definire partite che non hanno lasciato un segno nella nostra memoria? Gli esempi si sprecherebbero... Per questo chi scrive, nell'analizzare la sfida tra Vigor Perconti e Tor Tre Teste, è consapevole che questi 70 minuti raccontano una storia intrigante e coinvolgente.


La trama Certo, ci si poteva aspettare veramente di tutto in un match in cui si trovavano l'uno di fronte l'altra il miglior attacco (quello blaugrana con 105 reti) e la miglior difesa della regular season (per i rossoblu solo 8 gol al passivo). Ma gli dei del calcio ci consegnano una finale la cui essenza sta nell'intensità della prestazione dei ventidue in campo, nell'equilibrio dei singoli duelli, nella determinazione di entrambe le squadre di voler alzare la coppa al cielo, nella fatica e nel sudore dei protagonisti. La Perconti, abile per l'appunto a segnare, prova a fare il match e brama per arrivare dalle parti di Tripicchio; la Tor Tre Teste, che si lascia bucare una volta ogni 262 minuti, gli fa capire che ce ne vuole per liberare il tiro verso la porta dei campioni in carica. Anzi, Buffa e i suoi dopo 2' dal fischio iniziale provano subito ad affondare il colpo con Ferrini che lascia partire il rasoterra incrociato, Cellitti c'è e blocca a terra in due tempi. I blaugrana la prendono quasi come un'offesa e cominciano a caricare a testa bassa. Al 5' Bamba lavora un pallone sul fondo e lo mette a centro area, Tripicchio respinge, ma all'altezza del dischetto arriva Brunetti che va con il sinistro a botta sicura, tiro strozzato che il numero uno rossoblu fa suo senza esitazioni. Al 9' è ancora sull'asse Bamba-Brunetti che l'undici di Caranzetti si rende minaccioso: il capitano assiste splendidamente, il numero dieci spreca con un pallonetto che si spegne sopra la traversa. Allora è lo stesso Bamba a provarci una manciata di minuti più tardi, sul servizio di Sparaciari dalla trequarti, ma la sua spizzata non inquadra lo specchio.


Il mistero L'avvio è vivace. Ma in realtà si tratta di un'illusione. La Perconti capisce che è inutile continuare a caricare a testa bassa per prendersi subito il gol, e decide di prendersi intanto il centrocampo. La Tor Tre Teste rialza il baricentro per comprendere se con le buone si può trovare il punto debole dell'avversario. Ma il grande ispiratore di Buffa, Imperiali, non trova varchi, e all'ultimo minuto di gioco del primo tempo le cose si mettono male per i rossoblu. Trincia vicino alla linea di fondo lotta con un avversario per difendere il pallone spalle alla porta; va a terra dopo una presunta trattenuta prima che il pallone scivoli fuori dal campo. Il numero undici alza le braccia e chiede il fallo, il direttore di gara gli fa cenno di rialzarsi, e a quel punto il giocatore protesta: Di Mario si avvicina e gli mostra il rosso con fermezza. Scalpore in tribuna per una decisione che cambia volto alla sfida. E mentre le squadre vanno negli spogliatoi per il riposo, si apre tra i presenti del pubblico un vero e proprio processo: “Cosa gli avrà mai detto?” chiede qualcuno. Un altro risponde tra il consenso dei vicini: “Qualsiasi cosa gli abbia detto, gli arbitri dovrebbero essere intelligenti e farsi scivolare le parole addosso. Perché rovinare così una finale?” “Sono dei protagonisti!” Sentenziano alle nostre spalle. Alla fine viene fuori anche la frase che Trincia avrebbe rivolto al direttore di gara: espressione tutta romana che si può ascoltare varie volte al giorno in mezzo al traffico o in fila alle poste, ecc...


Finale thrilling Al ritorno delle squadre in campo ti aspetti una Perconti all'arrembaggio e una Tor Tre Teste in difficoltà. Invece la formazione di Buffa, che ha sostituito Imperiali con Scarpecci, tiene bene e prova a punzecchiare. La Vigor controlla in attesa di far male. Il risultato è che dopo una decina di minuti dal fischio d'inizio della ripresa, i giocatori cominciano ad accasciarsi a terra stremati e in preda ai crampi, come guerrieri che hanno dato tutto per la causa. I minuti se ne vanno via; quando è passata da poco la mezz'ora, al sesto o settimo giocatore che si sdraia sul suolo e si fa tirare i muscoli, mi giro verso i colleghi e chiedo se anche a loro risultino zero conclusioni pericolose. Fanno cenno di si. Si entra nel recupero. C'è una punizione dalla trequarti, fascia sinistra. Sulla palla Brunetti. Di Mario fischia, parte il traversone a rientrare del numero dieci blaugrana che sembra arrivare direttamente tra le braccia di Tripicchio, ma il numero uno viene disturbato dall'inserimento sulla traiettoria di Valentini. Il pallone rimpalla tra i due e rotola lentamente dentro la porta. Esplode l'esultanza della Perconti; nell'urlo di gioia dei giocatori si sentono tutte le emozioni, i sentimenti, la voglia di vincere, le ambizioni. Si sente la stanchezza dopo 70' di un'intensità mostruosa, ma la sfida non è ancora finita. Perché la Tor Tre Teste guadagna una punizione poco dopo la metà campo. Tataranno prova a metterla in mezzo, con la difesa di Caranzetti che si affretta a liberare l'area di rigore, per poi poter ascoltare l'arrivo del triplice fischio. La Vigor Perconti, quattro anni dopo il suo primo titolo in questa categoria, è di nuovo campione regionale dei Giovanissimi. E ora, il caso Santoro e il duro purgatorio dei Regionali, sembra lontano anni luce.