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La Tuscia espone "Immagini della Vergine"

Inaugurata mercoledì scorso presso il Palazzo Papale di Viterbo una mostra interamente concepita a tema esclusivamente mariano



Il Palazzo dei Papi a ViterboEntra nel vivo in questi giorni ed andrà avanti fino all’1 febbraio 2015 il percorso espositivo che è stato inaugurato lo scorso 17 dicembre  presso il Palazzo Papale di Viterbo alla presenza del cardinale Angelo Comastri, vicario del papa per la città del Vaticano e arciprete della basilica di San Pietro.e che avrà il compito di raccontare la vita della Vergine Maria attraverso una miriade di quadri ed opere d’arte provenienti da una serie di destinazioni diocesane di rilievo: per esempio il dipinto che funge da locandina dell’evento, “Madonna con il bambino e santi”, è stato trovato a Grotte di Castro (e lo stesso comune ha contribuito al suo restauro). I restanti dipinti una dozzina, perlopiù opere sconosciute o presumibilmente date per disperse, tuttavia hanno permesso all’iniziativa stessa di compattarsi e, consequenzialmente, compattare le varie anime locali che creano l’agglomerato diocesano. Le pitture riguardano per l’esattezza: l’Immacolata con i duchi di Latera (dal Monastero S. Maria delle Grazie in  Farnese, recentemente restaurato), l’inedita e mai pubblicata Madonna con il bambino e santi, appunto (proveniente della Chiesa di San Giovanni Battista in Grotte di Castro), il Matrimonio della Vergine (proveniente dalla Chiesa San Clemente in Latera), così come la Morte di San Giuseppe, altro dipinto, ma non è finita. Ancora la Madonna dei sette dottori e santi (da Valentano e recentemente restaurata), la restaurata Madonna assunta in cielo (dalla Chiesa di San Giovanni – Valentano), L’Immacolata concezione e santi (dalla Chiesa parrocchiale di Onano – anche questo restaurato) ed infine il Trasporto della Santa casa (dipinto mai pubblicato ma restaurato di recente e proveniente dall’Episcopio tusciano), una Natività (dalla Chiesa SS Andrea e Giovanni in  Canino), un’Annunciazione (proveniente dalla Cattedrale di Viterbo), il Matrimonio mistico di Santa Caterina (sempre dall’Episcopio di Viterbo) ed infine lo Stendardo processionale (anch’esso dall’Episcopio di Viterbo, dipinto restaurato da circa 10 anni e mai mostrato in pubblico). Chiaro l’intento puramente spirituale che consiste nell’evangelizzare il popolo attraverso le opere d’Arte, come accadeva in passato,  al punto tale che gli stessi spazi saranno adattati ad accogliere i vari episodi effigiati nelle tele seguendo un preciso percorso cronologico. La molla di ideare tale mostra sarebbe partita pochi mesi fa, di concerto con i Musei Vaticani, restando poi letteralmente sconcertati quando la maggior parte delle opere selezionate aveva provenienza tusciana: da questa sorpresa l’idea di esporre le tele in via di recupero oppure già restituite al loro colore originale. Tutti coloro che visiteranno la mostra potranno usufruire di un funzionario della soprintendenza che avrà il compito di spiegare il significato di ciascuna opera esposta.