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Lanuvio Campoleone, Bellucci:"Amo questa società"

L' ex calciatore, allenatore e direttore sportivo e giornalista, dopo qualche anno di assenza, ha deciso di rientrare nel giro con la squadra del suo paese. E' il nuovo vicepresidente



Una vita per il calcio. Questo è Bruno Bellucci, ex calciatore, allenatore e direttore sportivo che, dopo qualche anno di assenza, ha deciso di rientrare nel giro. La sua grande passione per il calcio lo ha spinto a tornare a far parte di uno staff dirigenziale. Bellucci, infatti, è il nuovo vice presidente del Lanuvio Campoleone  


Bruno BellucciQuest'anno entri a far parte della dirigenza del Lanuvio Campoleone, dove ricoprirai l'incarico di vice presidente. Cosa ti ha spinto ad unirti alla società rosso-blu? "Io sono molto legato affettivamente a questa società, che l'anno prossimo si accinge a compiere i 50 anni di vita, ed il fatto che per beghe politiche fosse stato chiuso il campo di calcio mi ha spinto a dare una mano. Sono stato un calciatore del Lanuvio per una vita e sono stato il suo capitano storico per circa 18 anni. Da ragazzino avevo giocato nella squadra giovanile dell'Oratorio Salesiano di Lanuvio, passando poi al Cynthia e quindi alla Lazio primavera, ma nel 1966 fu costituito il Lanuvio, che mi offrì un posto di lavoro per tesserarmi, cosa che accettai. In seguito la squadra ha assunto la denominazione di Lanuvio Campoleone, dopo una fusione con la frazione di Campoleone". 


Come si sta evolvendo la situazione riguardo al campo di calcio? "Attraverso una costante presenza nelle stanze del comune e con una costante mediazione con l'assessore allo Sport del comune di Lanuvio, siamo riusciti a riottenere l'apertura dello stadio Egilberto Martufi, sia pure a porte chiuse perché attualmente manca il secondo ingresso. Ma ora è stato ottenuto dal comune un prestito a tasso zero di circa 700.000 € che sarà utilizzato per mettere a posto tutto l'impianto". 


Quali sono le tue prime impressioni sull'ambiente e sulle mansioni da svolgere? "Diciamo che l'ambiente è abbastanza coeso e familiare, ma i problemi sono tanti perché il paese non risponde ed anche se non si pagano rimborsi i costi per mantenere struttura e società ci sono comunque. Io non ho compiti particolari ma posso spaziare in qualsiasi campo". 


Nel campionato scorso avete raggiunto la salvezza, grazie al 2-0 rifilato al Real100Celle nella penultima giornata. Quest'anno qual è il vostro obiettivo? "Sempre la salvezza, in attesa che la struttura che ci verrà data in gestione ci permetterà nella prossima stagione di aumentare le ambizioni. Giocheremo con un drappello di ragazzi soprattutto locali, guidati dall'allenatore Claudio Evangelista; la preparazione è già iniziata due giorni fa. Inoltre stiamo allestendo una scuola calcio". Stemma della società


Cosa vi ha spinto a scegliere Claudio Evangelista come nuovo tecnico? "Il fatto che sia un elemento molto preparato e che conosce molto bene ambiente e giocatori". Per quanto riguarda la campagna acquisti, come vi state muovendo? "Ritornano dei ragazzi che l'anno scorso si sono accasati da altre parti, ma cerchiamo soprattutto elementi locali". 


Puoi farci qualche nome riguardo ai nuovi arrivati? "Il portiere Martinelli dall'Airone Ardea, Recine e Tempesta dal Città di Aprilia, Viglietti dallo Sporting Genzano, Cristiano Cambareri dalla Abbott e diversi elementi in prova". 


Avete un progetto a lungo termine che sperate di realizzare? "Tornare a disputare il campionato che ci compete ovvero la Promozione, ma soprattutto riuscire a creare una scuola calcio all'altezza". 


Vuoi mandare un messaggio ai tifosi ed ai giocatori? "Certamente, ci aspettiamo il sostegno dei tifosi anche perché in rosa abbiamo tutti ragazzi che conoscono e che frequentano fuori dal campo. Ai giocatori chiedo di evitare ammonizioni ed espulsioni inutili e soprattutto assumere un atteggiamento di assoluto rispetto verso gli arbitri; devono essere orgogliosi di indossare la maglia che rappresenta la comunità di un paese che gronda storia millenaria e che ha dato alla luce anche degli imperatori romani".