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Latina, il derby perfetto. Roma e Lazio al piccolo trotto

Il riscatto di Marco Ghirotto contro Federico Coppitelli, lo stop inaspettato dei giallorossi e il ritorno alla vittoria dei biancocelesti: ecco cos'è successo nella quarta giornata di campionato



Il Latina ©Facebook

La vendetta del Latina. Stavolta non poteva sbagliare e vittoria infatti è stata. I pontini, dopo la sconfitta in Coppa Italia, hanno fatto loro il derby di campionato contro il Frosinone. Il fattore che più ha stupito durante il match è stata la predominanza soprattutto fisica dei ragazzi di Marco Ghirotto che hanno sovrastato la squadra di Federico Coppitelli, costretta ad accettare così la prima vera debacle di questo inizio di campionato, che rimane comunque positivo nonostante il ko. Rispetto alle uscite precedenti i pontini stavolta non hanno trovato la sorte avversa che nelle altre gare li aveva costretti ad accettare sconfitte immeritate. Sabato è andato tutto bene: una concretezza sotto porta ritrovata e la consapevolezza di aver a disposizione una rosa che può fare anche meno di titolari come Rescigno e Draghici. Criscuolo, che ieri si è tolto anche il lusso di segnare una doppietta, è sempre più l’anima dei suoi lì in mezzo al campo e Shahinas è ritornato ad essere quel leader tecnico che farebbe la fortuna di molte squadre nel girone C. Per l’esterno Sbordone e per il centrale Celli invece, il gol è stato solo un piacevole contorno: entrambi stanno diventando infatti sempre più imprescindibili per Ghirotto. Il Frosinone (secondo attacco del campionato dopo la Roma) intanto si lecca le ferite accettando una di quelle sconfitte che, parola di Coppitelli, sono da mettere in programma. Il Frosinone è ancora un cantiere con molti lavori in corso da completare. Il derby è stato perso soprattutto dal punto di vista fisico e sulle ripartenze, anche se sotto il profilo del gioco qualche buona cosa si è vista ancora. Altra nota negativa: i due infortuni occorsi a bomber Volpe, dopo solo due minuti, e al centrocampista Calcagni. Il centravanti, già reduce da una botta in Nazionale, è stato costretto ad abbandonare il campo, mentre per l’ex Urbetevere la prognosi è di quelle difficile da digerire: per lui frattura alla clavicola.

L'esultanza dopo il gol di Calì ©sslazioLazio e Roma, più ombre che luci. Questo weekend non verrà sicuramente ricordato come tra i più spettacolari della stagione per le due squadre capitoline. Partiamo dalla Lazio che però sicuramente dalla sua ha il merito di aver portato a casa i tre punti, quelli che servivano assolutamente dopo gli stop contro Palermo e Bari. A deciderla è stata l’ex giallorosso Calì anche se cose da rivedere ce ne sono ancora. Margini di crescita però ce ne sono ovviamente. Mattia da sicurezza lì dietro, ma gli strappi sulle fasce che davano Oikonomidis e Tounkara mancano come l’acqua in un deserto e le trame offensive della nuova Lazio devono trovare continuità. Il ritorno alla vittoria, comunque meritata, è sicuramente un buon carburante per cominciare a spiccare lentamente il volo. Alberto De Rossi ©Laura Del GobboCapitolo Roma: sul neutro di Napoli contro l’Avellino i giallorossi si sono fermati per la prima volta in campionato, contro il fanalino di coda del girone. Insomma, una partita inizialmente dal pronostico scontato che ha invece permesso agli irpini di guadagnare il primo punto stagionale. La Roma, senza Sadiq, Nura e Crisanto, non è riuscita a infrangere il muro biancoverde nel primo tempo e nella ripresa è andata più volte vicino al gol decisivo senza riuscirci, con uno sfortunato Tumminello, centravanti ex Allievi, ancora a secco in questo campionato. Nonostante lo 0-0 i giallorossi mantengono comunque la vetta del girone, raggiunti però a quota 10 punti dalla stupefacente Ternana di Stefano Avincola.