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"Laudato sii", la Diocesi di Albano punta alla cura ed custodia del creato

L'iniziativa è stata concepita in due appuntamenti, per facilitare l'incontro dei fedeli con il Presule della diocesi albanense: in programma, un maggiore approfondimento della "Laudato sii", l'Enciclica di Papa Francesco



Monsignor Semeraro, Vescovo di Albano


Archiviato il Sinodo della Famiglia ed a poche settimane dall'avvio dell'Anno Santo straordinario, la Diocesi di Albano promuove e rilancia l'appello di Papa Francesco volto alla cura ed alla salvaguardia del creato, a suo tempo rimarcato dallo stesso Bergoglio con la pubblicazione della Lettera enciclica "Laudato sii". In tale ambito perciò si è deciso di indire due appuntamenti, nei prossimi due week end, dal titolo "Cura e custodia per la casa comune, nuovi stili di vita per salvare il mondo e chi lo abita": l'iniziativa, organizzata dalla Commissione pastorale per i problemi sociali e del lavoro e fortemente voluta dal Vescovo della Chiesa albanense, Mons. Marcello Semeraro - già autore della prefazione che apre l'edizione in lingua spagnola della lettera - si svilupperà attraverso una lettura ed un approfondimento del testo papale, attraverso le sue diverse pieghe e sfaccettature, così da mostrarne appieno le potenzialità, la novità e soprattutto la fortissima attualità nell'ambito del mondo attuale e della stessa dottrina sociale della Chiesa, quasi a rendere l'ultima Enciclica una sorta di una rinnovata ed aggiornata Rerum novarum. Il primo incontro avrà luogo sabato 18 novembre, alle ore 16, presso le sale della Fattoria didattica Riparo, sita ad Anzio in via Oratorio Santa Rita. Lo stesso momento di riflessione verrà ripetuto il sabato successivo, 5 dicembre, presso la parrocchia di San Giuseppe sposo di Maria Vergine a Pavona, presso via Pescara. Due appuntamenti dunque, che hanno la funzione di apripista ad una serie di iniziative consequenziali, che abbiano al loro centro gli operatori pastorali, i catechisti, i ragazzi e le loro famiglie partendo da una proposta di dialogo che vede protagoniste anzitutto le aree decentrate della Diocesi, scelte come sedi di approfondimento poichè molto più accessibili dai fedeli, specialmente a quelli impossibilitati alla partecipazione in sedi istituzionali oppure semplicemente demotivati.