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Laura Antonelli trovata morta nella sua abitazione di Ladispoli

Aveva settantaquattro anni. Una vita piena di successi e di battute d'arresto: cruciali la sua interpretazione in "Malizia" nel 1973 e l'arresto per droga nel 1991.



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Si è spenta improvvisamente la famosa attrice Laura Antonelli. Settantaquattro anni il prossimo novembre, l’attrice è stata trovata riversa a terra nella camera da pranzo della sua casa di Ladispoli, circa 40 km da Roma: a fare l’agghiacciante scoperta è stata la donna delle pulizie che intorno alle 8,30 di stamane ha dato l’allarme; raggiunta l’abitazione dagli operatori del 118 e dai Carabinieri, non si è potuto fare altro che constatare il decesso dell’attrice. Stando alle dichiarazioni di Roberto Ussia, assessore ai servizi sociali del comune di Ladispoli, l’attrice avrebbe lasciato scritto un biglietto in cui chiedeva, nell’eventualità in cui fosse scomparsa, di rintracciare i fratelli (Claudio, parroco della cittadina, ed un secondo trasferitosi in Canada), oltre a Lino Banfi e Claudia Koll. A Ladispoli abitava da circa dieci anni. L'autorità giudiziaria ha stabilito di procedere ad esame autoptico. 
Una vita di alti e bassi. Profondo è il rammarico di tutti per la perdita di un personaggio che ha segnato la storia del Cinema italiano. Nata a Pola nel 1941,fu tra i  trecentomila esuli che dovettero fuggire dall’Istria, territorio passato in mano jugoslava al termine della seconda guerra mondiale. Dopo aver compiuto gli studi superiori a Napoli ed essersi diplomata in educazione fisica, si trasferì a Roma con la famiglia, girando il primo film nel 1969 (“Le malizie di Venere”). Fu poi la volta de “Il Merlo Maschio” accanto a Lando Buzzanca e “Malizia” film del 1973 in cui Salvatore Samperi la rese famosissima nelle vesti di una cameriera sexy ed ammiccante. Fu un’interpretazione che rimase impressa nell’immaginario collettivo e che lanciò la Antonelli nell’olimpo delle grandi stelle del cinema nostrano. Seguirono anni intensi, in cui l’attrice collezionò una serie di partecipazioni a pellicole prestigiose. Cruciale ed inesorabile però sarà lo tsunami giudiziario che la colpi nel 1991 quando, trovate diverse dosi di cocaina nella sua villa di Cerveteri, venne arrestata. Gli anni che seguirono furono una verae propria apocalisse giudiziaria, che stroncò una carriera ormai giunta all’apice del suo successo; l’attrice infatti fu condannata in primo grado a tre anni e sei mesi di carcere per spaccio di stupefacenti. Nove anni dopo, nel 2000, tutto terminò con l’assoluzione da parte della Corte d'appello di Roma, che la riconobbe consumatrice abituale di stupefacenti, ma non spacciatrice. La cosa ad ogni modo finì per innescare un’autentica discesa della china perché nel frattempo la Antonelli era rimasta deturpata da un intervento di chirurgia estetica finito male ed era caduta in depressione; tornò alla ribalta un’ultima volta nel 2010 quando Lino Banfi, suo amico storico, fece un appello all’opinione pubblica per aiutarla, essendo divenuta una donna sola, abbandonata ed in grosse ristrettezze economiche. Ma lei liquidò tutti coloro che volessero avvicinarla, asserendo che preferiva essere dimenticata. Ieri infine, il tragico epilogo di una vita fatta di ascese vertiginose, così come di rovinose cadute.