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Categorie: Calcio a 5 - C/5 Regionali

Lazio Calcetto ascolta Fratini: "Un gruppo fantastico, pecchiamo solo di concentrazione"

Intervista al laterale classe '90, grande protagonista della vittoria sulla capolista: "Con la Capitolina tre punti importanti, ma con il Civitavecchia ci sarà da soffrire"



Roberto FratiniLa Lazio Calcetto è stata sicuramente la grande protagonista della settimana. La formazione di Fabrizio Ferretti, infatti, ha espugnato il campo della capolista Capitolina Marconi, conquistando la seconda vittoria consecutiva e portando a casa tre punti fondamentali per la corsa alla salvezza. Il team biancoceleste si trova nella zona calda della graduatoria da dove sta cercando di tirarsi fuori. Una sfida nella sfida quella del Pala To Live, con i fratelli Fratini, che si sono ritrovati di fronte, dopo aver iniziato la stagione assieme con maglia del Lido di Ostia. Una sfida vinta da Roberto, autore di una doppietta decisiva al fine del risultato. 

E’ proprio il più piccolo dei Fratini a parlare del buon momento della Lazio Calcetto.


Roberto, inutile sottolinearlo, con la Capitolina sono arrivati tre punti pesantissimi.Per noi è stata una vittoria importantissima. 

La Capitolina Marconi è una squadra molto forte, ma anche stanca per gli impegni di Coppa Italia. Io questa esperienza l’ho vissuta con la Lodigiani e i turni infrasettimanali con le trasferte lunghe tolgono molte energia ai giocatori. Noi, però, abbiamo disputato una gara fantastica, ad eccezione di cinque minuti di black out sul finire del primo tempo, che ci sono costati cari.


Una sfida anche tra fratelli, che ti ha visto vincere da un punto di vista personale e di squadra.

Per noi è stato un derby in famiglia. E’ un piccola soddisfazione, ma è solo un gioco. Emanuele per me è un esempio e se ogni tanto riesco a fare delle ottime prestazioni è anche grazie ai suoi insegnamenti. Mi ha sempre seguito e aiutato.


La Capitolina aveva assenze importanti, ma anche voi avete una squadra piena di giovani. La differenza l’ha fatta forse la vostra maggiore capacità di soffrire nei momenti emergenza?

Loro hanno un roster più lungo e possono contare su molti senior, anche se erano privi di Lauri e Angelini, ma in campo avevano sempre giocatori come Rubei e mio fratello. Noi siamo abituati a soffrire e ci alleniamo per non mollare mai nel corso delle partite. Proprio questa voglia di soffrire ci ha portato ad un risultato così prestigioso.


Sei arrivato alla Lazio a dicembre, cosa manca alla tua formazione per compiere il definitivo salto in classifica?

Non ho visto molte gare prima del mio arrivo, ma ho sentito che le sconfitte sono state spesso decise da un solo gol di scarto. Una rete di differenza è indice di gare combattute e giocate alla pari. Probabilmente, pecchiamo di esperienza in alcune situazioni. Abbiamo dei senior come Dionisi, Costi, De Lucia, Gentile e Carrarini, che considero comunque un senior, e poi un gruppo di ragazzi classe ’95-96, che hanno un talento purissimo, ma che per esperienza soffrono un pochino certe partite, ma si giocano il posto alla pari di tutti. Sono compagni che non cambierei per nessun motivo. Forse ci manca un pizzico di concentrazione e voglia in alcune fasi del match. Abbiamo un tecnico che si è sempre messo a disposizione, ma il salto che dobbiamo compiere è quello di smettere di discutere tra di noi durante le partite. Siamo una squadra che vale il quinto o sesto della classifica, anche perché non si vince in casa della capolista e se non si fa una bella figura nella Final Four, senza averne le possibilità.


Con la Capitolina sono arrivati tre punti insperati, sabato con il Civitavecchia ci sono in palio tre punti, a dir poco, fondamentali.

Quelli del to Live sono stati punti che ci hanno portato grande morale. La nostra non è una classifica facile, ma le vittorie danno sempre fiducia. Con il Civitavecchia sarà una guerra e dovremo essere bravi a soffrire fino alla fine se sarà necessario.