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Lazio fuori dai giochi!

Con solo un punto ottenuto in tre giornate, il pareggio con la Lodigiani rappresenta l'epilogo dell'avventura dei biancocelesti al Testa. Impossibile l'accesso alle semifinali



TORNEO TESTA


 LAZIO - LODIGIANI  0-0 


 LAZIO Conforti 6.5, Ugazzi 6, Pingitore 5.5, Darini 5.5, Gioia 5.5, Bertini 6, Bonis 6 (8’st Ramazzotti 5.5), Francia 5 (st Pesciallo 5.5), Calvigioni 5, Sances 5.5 (10’st Zoppellari 5.5), Cervoni 5 (24’st Broso 5.5) PANCHINA Di Fusco, Braccio, Soddu ALLENATORE Girini 


 LODIGIANI Isidori 6, Maschietti 6, Cacciacarro 6.5, Varano 6.5, Canciani 6, Maura 6 (12’st Maugeri 6), Di Chio 7, Mariani 6 (12’st Carucci 6), Condrò 5.5 (st Arezzini 6.5), Capraro 5.5, Renzi 6.5 PANCHINA Pomponi ALLENATORE Francolini 


 ARBITRO Micci di Roma 1, voto 6 


 NOTE Ammoniti Pesciallo, Maschietti. Angoli 3-1. Rec. 3’st.


Una fase del match (foto©Lori)Eh si. La Lazio saluta il Torneo Testa alla terza giornata, dopo aver raccolto un bottino davvero troppo magro: due sconfitte e un pareggio. Il pari, ottenuto a reti inviolate contro la Lodigiani è, per di più, un risultato quasi positivo, visto il divario delle prestazioni tra le due contendenti. Da una parte, una Lazio stanca, svogliata, priva di idee. Una Lazio così smarrita ed inconsapevole di sè, da non trovare soccorso nemmeno nella qualità dei singoli (vedi Broso al Serilli) una tendenza che in passato, almeno, dava quella spinta in più per sbarcare il lunario. Sull’angolo opposto del ring svetta un’orgogliosa Lodigiani, che seppur costretta anche lei a digerire un boccone amaro in quanto a punti raccolti (quota 2, alla terza giornata) almeno può consolarsi per la qualità del gioco espresso: bello, veloce, molto preciso. Senza contare Di Chio, che meriterebbe un discorso a parte, forza della natura. Il primo tempo è dominio assoluto delle maglie rosse. Bastano quattro minuti a Di Chio per andare in goal: controllo di petto spalle alla porta, torsione del busto e tiro sul secondo palo. Ma il direttore di gara annuncia il fuorigioco. Due minuti dopo, prova la conclusione Mariani: troppo morbida, parata. Poi, nel corso di un giro di lancette (12’-13’) doppia occasione, sempre per la Lodigiani: entrambe fotocopiate, due tentativi dalla distanza da parte di Condrò, terminanti alte sopra la traversa. Al 14’ un altro, splendido inserimento di Di Chio sul corridoio laterale: cross dal limite del fallo di fondo a cercare destinatario in mezzo all’area, c’è Renzi, ma arriva tardi. Ancora, al 18’ cross, stavolta di Cacciacarro verso Renzi (a ridosso del palo), che prova il piattone volante: fuori. Il primo pericolo creato dai biancocelesti cade al 24’, concretizzato in una buona punizione battuta da Sances in prossimità della mezzaluna avversaria: ottima, la parabola del tiro, a rientrare sul palo. Non abbastanza, però, da accarezzarne l’interno. Non cambia il copione nel secondo tempo, se non che la Lodigiani concede qualcosa in più e si vede dunque maggiormente palla fra i piedi della Lazio, ma mai comunque sfruttata adeguatamente. Il maggior brivido del secondo tempo è un pallonetto insidioso di Renzi, che al 29’ sfiora l’incrocio dei pali laziali. E finisce così, con un risultato che non ne ha mai voluto sapere di sbloccarsi, lasciando di fatto insoddisfazione nella bocca di tutti.