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Lazio: un doppio test tra luci e ombre

I biancocelesti di Santoni hanno affrontato due amichevoli contro la Berretti della Virtus Lanciano e la Juniores del Ladispoli



Santoni con il suo staff ©GazzettaRegionaleLa Lazio di Santoni continua la propria marcia di avvicinamento al campionato. Una doppia amichevole, contro la Berretti della Virtus Lanciano e la Juniores del Ladispoli, ha dato l'opportunità al tecnico di testare le qualità del gruppo a sua disposizione. Buona la prova nel primo test match di giornata, vinto per 4-2 contro i rossoneri di Chirico apparsi notevolmente migliorati rispetto alla loro precedente uscita con la Roma. Da rivedere invece la prova offerta contro la Juniores del Ladispoli, conclusasi con la sconfitta dei biancocelesti per 5-2, dove più che il risultato a mancare sono stati ritmo e intesa. Mancanza comunque fisiologiche per un gruppo completamente rinnovato e che è ancora in piena preparazione precampionato.

Alessio Miceli prenota una stagione da protagonista ©GazzettaRegionaleLuci e ombre. Due partite da ottanta minuti ciascuna hanno permesso a Santoni di schierare due squadre distinte. Impostazione simili anche se con interpreti completamente differenti. Ciò che pare subito chiaro, e che rappresenta sicuramente un punto a favore del nuovo allenatore, è la volontà di giocare a calcio. La Lazio pare proprio orientarsi verso un 4-2-3-1 votato alla costruzione della manovra a partire dalla difesa. Una chiara inversione di tendenza rispetto al passato lasciando così spazio ai passaggi palla a terra e alle verticalizzazioni sugli esterni. Naturale quindi immaginarsi una Lazio che, nel prossimo campionato, darà ancora maggiore importanza ai propri uomini di fantasia. Ecco così che due come Miceli e Colarieti, che ieri sembravano dover ancora assimilare la giusta intesa, avranno un ruolo sicuramente centrale nel progetto tattico di Santoni. Più incisivi invece i due esterni Romani e Spurio, impegnati rispettivamente contro Virtus Lanciano e Ladispoli, finiti entrambi sul tabellino dei marcatori. A mancare a questa Lazio è però l'intensità. Soprattutto contro il Ladispoli infatti i biancocelesti hanno sofferto non poco il ritmo che i rossoblu hanno dato all'incontro dimostrando di andare in difficoltà soprattutto sulle rapide ripartenze che l'undici di Dolente ha proposto sulle corsi laterali. Santoni e i suoi devono quindi lavorare ancora sul piano atletico e dell'intesa ma, con una preparazione ancora da portare a termine, c'è tutto il tempo per colmare queste lacune.

Nicolò Armini, ottima prova per il classe 2001 ©GazzettaRegionaleRivelazioni. Un'altra novità portata dal nuovo corso del settore giovanile biancoceleste è sicuramente quella di dare spazio a chi sta meglio, indipendentemente dall'età. Tanti i 2000 a cui è stato dato spazio, in piena linea con la volontà della società di affrontare il prossimo campionato degli Allievi Nazionali con un gruppo misto 1999-2000. Da sottolineare così la buona prova del portiere Macci (2000, ndr), chiamato a sostituire Rausa aggregato momentaneamente con la Primavera, che ha anche parato un calcio di rigore. A sorprendere più di tutti è stato però il centrale difensivo Nicolò Armini. Addirittura classe 2001, il difensore che ieri indossava la maglia numero sedici si è reso protagonista di un'ottima prestazione in cui ha saputo garantire solidità al reparto arretrato oltre che una buona dose di qualità, tanto da fornire anche un assist in occasione del momentaneo 2-2 contro la Virtus Lanciano. Tecnica e temperamento quindi per un elemento che già prenota un posto tra le possibili rivelazioni dell'anno in casa Lazio.