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Categorie: Dilettanti - Promozione

Le parole del mister che ha salvato il giocatore del Boville

Il tecnico del San Michele, Roberto Giovannelli: "Non so cosa sarebbe successo se non ci fossi stato"



Il tecnico del San Michele, Roberto GiovannelliRoberto Giovannelli. Un nome che molto probabilmente non dimenticherà facilmente il giocatore dell’Atletico Boville, Alex Colapietro. Il giovane calciatore infatti ebbe un arresto cardiaco durante il match dello scorso 3 gennaio con il San Michele e solamente l’intervento dell’allenatore del San Michele, prontamente intervenuto con il massaggio cardiaco, ha evitato che la vicenda terminasse in tragedia. Giovannelli ha da poco ricevuto i complimenti del presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli, che lo ha ringraziato in una menzione speciale nell’ultimo comunicato. Il mister lavora da oltre vent’anni come infermiere ed ha potuto utilizzare la sua grande esperienza per salvare la vita del giovane calciatore Colapietro. “Ovviamente non so cosa sarebbe successo se non ci fossi stato in quel frangente. C’erano i volontari della Croce Rossa ma non so di preciso che qualifica avessero. Quello che so è che il ragazzo, dopo uno scontro di gioco con un compagno di squadra, era andato in arresto cardio-respiratorio e probabilmente la situazione sarebbe potuta precipitare se non ci fosse stata una persona esperta nel praticare le manovre necessarie alla rianimazione”. Il tecnico ha poi spiegato come, nella circostanza, non sarebbe stato utile l’utilizzo del defibrillatore: “Ho fatto per vent’anni l’infermiere ed ora sono il coordinatore infermieristico della terapia intensiva-cardiologica dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Il defibrillatore va usato quando c’è un’accelerazione della frequenza, una tachicardia ventricolare. Nel caso del ragazzo dell’Atletico Boville invece c’è stato un arresto cardiaco ipocinetico, probabilmente dovuto ad una stimolazione del nervo vago che rallenta la frequenza cardiaca e che è derivato dall’impatto subito nella zona mandibolare. In questo caso l’uso del defibrillatore non era indicato, ma serviva assolutamente il massaggio cardiaco. Il ragazzo si è fortunatamente ripreso subito e si è stabilizzato, in modo da esser trasportato all’ospedale. Inizialmente sono stato quasi sorpreso dal clamore che ha avuto la notizia - continua Giovannelli - perché questo è il mio lavoro e di casi del genere purtroppo me ne capitano moltissimi in ospedale. Poi riflettendoci è ovvio che su un campo di calcio la situazione cambia, dato che non è un ospedale e non è un luogo in cui si è soliti imbattersi in queste emergenze”. Un gesto da sottolineare quello di Roberto Giovannelli, in un momento in cui il calcio dilettante è sempre più protagonista di comportamenti lontani anni luce dai valori sani dello sport.